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agosto 2026
la scuola della parrocchia cattolica riaprirà in autunno ![]() Visita pastorale del cardinale Pierbattista Pizzaballa nel giugno 2026 Cerimonia per l'inizio scuola cattolica a Gaza Nella striscia di Gaza la situazione
rimane gravemente critica: gli edifici e le strade sono distrutti e
spostarsi nel vasto territorio è cosa molto difficile. Le
condizioni di vita sono particolarmente penose e gli abitanti sono
costretti a vivere in un’area ridotta in macerie.
Teoricamente protetto dal “cessate il fuoco” iniziato il 10 ottobre 2025, il territorio di Gaza, nel corso degli ultimi mesi, è stato oggetto dei raid israeliani. Mons. William Shomali, vicario generale e vicario patriarcale del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Palestina, descrive la vita quotidiana degli abitanti di Gaza: «Gli abitanti di Gaza
vivono ormai nel 47% dell’enclave palestinese, poiché gli
Israeliani hanno acquisito il 53% del territorio. La densità
demografica è diventata molto elevata, tanto più che le
infrastrutture sono distrutte all’80%: e questo riguarda sia gli
edifici sia l’acqua e l’elettricità. Molte scuole e
università non esistono più. Molte persone, a migliaia,
abitano nelle tende».
Da alcuni mesi, il cibo che entra a Gaza è importato da Israele dai commercianti, che poi lo vendono ai Gazesi. Il Patriarca latino di Gerusalemme: il cardinale Pierbattista Pizzaballa, che è stato sul posto alla fine di giugno, ha trovato il mercato meglio fornito rispetto alla sua visita precedente, sei mesi fa, poco prima di Natale. Il parroco della parrocchia latina della Sacra Famiglia, Padre Gabriel Romanelli, ha ricordato sulle reti sociali: le strade distrutte dalla guerra, i mezzi di trasporto sempre più rari e i carburanti a prezzi proibitivi. Così che è diventato difficile percorrere anche piccoli tratti nella striscia di Gaza. Ogni giorno, Padre Romanelli deve affrontare la difficoltà di far venire in parrocchia gli alunni del quartiere, per le attività della scuola estiva dell’Oratorio San Giuseppe, gestito dai sacerdoti, dalle religiose e dai laici. Per questo motivo la parrocchia ha deciso di sostenere finanziariamente i pochi bus e minibus in servizio, che trasportano i bambini, i giovani e le famiglie nella striscia di Gaza. Prima della guerra, la scuola parrocchiale della Sacra Famiglia accoglieva quasi 700 alunni. In una intervista con Radio Vaticana, del 17 luglio 2026, Mons. Shomali ha annunciato la riapertura della scuola, che è stata restaurata per accogliere circa 1000 ragazzi. Il vicario generale ha sottolineato l’importanza di dare a questi giovani la possibilità di riprendere i corsi, perché «senza educazione non c’è avvenire». Attualmente, la maggior parte dei ragazzi di Gaza passano le loro giornate tra le macerie, per recuperare del materiale da costruzione che rivendono nei mercati. Mons. Shomali ha aggiunto che la scuola può permettere ai giovani di ritrovare i mezzi per superare i traumi della guerra e per abbandonare lo spirito di rivincita. «Occorre molto tempo
perché essi imparino a dimenticare e a perdonare, è molto
difficile, ma bisogna arrivarci, poiché la vendetta non è
la soluzione».
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