Leone XIV consolida l’accesso delle donne

al governo della Chiesa



della Fraternità San Pio X


Pubblicato sul sito della Fraternità
 




Papa Leone XIV e Suor Simona Brambilla



Dall’inizio del suo pontificato, Leone XIV ha confermato e ampliato la politica portata avanti da Francesco: affidare a delle donne, religiose o laiche, responsabilità sempre più importanti nel governo centrale della Chiesa.
Ormai, diversi Dicasteri sono diretti da donne, mentre la loro presenza aumenta negli organismi che si occupano dei vescovi, delle finanze o delle questioni delicate della Santa Sede.

Alcuni media italiani parlano con compiacenza di una politica in rosa, per indicare questa evoluzione iniziata da Francesco e ormai consolidata dal suo successore.

Nei primi quindici mesi del suo pontificato, Leone XIV ha nominato, promosso o confermato numerose donne nelle Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Non si tratta più solo di affidare a delle donne delle funzioni tecniche, universitarie o consultive, molte di loro oggi svolgono delle vere responsabilità di governo.


Tre donne a capo di importanti Istituzioni

Il 2 giugno 2026, Leone XIV ha nominato María Montserrat Alvarado, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione. Questa laica di origine messicana, Presidente e Direttrice delle operazioni di EWTN News dal 2023, inizierà a volgere le sue funzioni dal prossimo 1 novembre. Ella dirigerà così tutto il dispositivo delle comunicazioni della Santa Sede, che comprende Vatican News, Radio Vaticana, L’osservatore Romano, la Sala Stampa e diversi servizi audiovisivi e digitali.

Il 30 giugno, il Papa ha nominato Suor Alessandra Smerilli, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.
Questa religiosa salesiana italiana, di formazione economista, era già la Segretaria del Dicastero dal 2021. Assumerà ufficialmente le sue funzioni il 1 settembre, assistita dal cardinale Fabio Baggio, nominato co-Prefetto.
La nomina simultanea di un cardinale co-Prefetto serve a garantire la validità canonica degli atti di governo che richiedono l’intervento di un chierico; la religiosa dirige ufficialmente il Dicastero, mentre il cardinale può firmare o avallare le decisioni che ella può prendere da sola, senza sollevare serii dubbi canonici (1).

Questa organizzazione: una religiosa Prefetto assistita da un cardinale co-Prefetto, ricorda quella del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica, il quale da gennaio 2025 è diretto da Suor Simona Brambilla, prima donna nominata Prefetto di un Dicastero della Curia romana.

Alcune settimane dopo la sua lezione, il 22 maggio 2025, Leone XIV aveva nominato Suor Tiziana Merletti, Segretaria di questo stesso Dicastero.
Quindi, ormai, una donna svolge la prima funzione e un’altra donna la seconda in seno all’organismo incaricato della vita religiosa nella Chiesa.

Da dopo Traditionis custodes, questo Dicastero esercita la sua autorità sulle Comunità prima dirette dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei: la Fraternità Sacerdotale San Pietro, l’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, l’Istituto del Buon Pastore e le altre comunità simili.
Quindi tali Comunità dipendono, per il loro governo, la loro disciplina, le loro Costituzioni, la formazione dei loro membri e per i loro beni, da un Dicastero il cui Prefetto e la cui Segretaria sono due religiose.
Tuttavia, le questioni propriamente liturgiche sono di competenza del Dicastero per il Culto Divino.


Raffaella Petrini confermata

Poco prima della sua morte, Francesco aveva nominato Suor Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.
Entrata in funzione il 1 marzo 2025, ella fu la prima donna posta a capo del governo civile dello Stato Pontificio. Tuttavia, questa nomina era una deroga alla legge fondamentale del 2023, che prevedeva che la Pontificia Commissione dovesse essere composta da cardinali, incluso il suo Presidente.

Leone XIV ha regolarizzato e perpetuato questa situazione.
Con un motu proprio del 19 novembre 2025, ha modificato la Legge fondamentale affinché la Commissione possa essere composta da cardinali e da «altri membri», compreso il suo Presidente.
La nuova Legge fondamentale promulgata il 31 luglio 2026 ha confermato questa apertura ai laici e alle religiose.

Il 3 febbraio 2026, Leone XIV ha anche nominato Suor Petrini membro della Commissione per le materie riservate, che determina gli atti di natura giuridica, economica o finanziaria che devono beneficiare di un regime particolare di confidenzialità.
Il Papa ha anche confermato Suor Petrini come membro del Dicastero per i Vescovi, ella partecipa così all’organismo chiamato a consigliare il Pontefice nella scelta dei nuovi vescovi. 


Una religiosa alla Direzione della Sala Stampa

Il 13 febbraio 2026, Leone XIV ha nominato Suor Nina Benedikta Krapić, Direttrice aggiunta della Sala Stampa della Santa Sede.

Nata in Croazia nel 1989, questa religiosa della Congregazione delle Suore della Carità di San Vincenzo de’ Paoli è di formazione giuridica ed è anche specialista di pubbliche relazioni, ed ha lavorato come giornalista e consulente legale per le donne vittime di violenze coniugali.
Dal 2023 è stata ufficiale del Dicastero per la Comunicazione.



Risorse umane e patrimonio culturale

Altre donne sono state poste a capo di importanti servizii amministrativi o culturali.

Il 1 aprile 2026, Paola Fanelli è stata nominata Direttrice delle Risorse Umane della Santa Sede presso il Segretariato per l’Economia.
Questa dirigente laica possiede una lunga esperienza nella consulenza, nel settore bancario, nelle risorse umane e nella trasformazione delle organizzazioni.

Il 30 aprile, Andreina Rita è stata nominata Scriptor Latinus della Biblioteca Apostolica Vaticana. Specialista della storia del libro e delle biblioteche, ella ha lavorato in Vaticano fin dal 1994 e dal 2020 ha diretto il Dipartimento dei libri a stampa.

Il 6 settembre 2025, Leone XIV aveva nominato Cristiana Perrella Presidente della Pontificia Accademia delle Belle Arti e delle Lettere dei Virtuosi al Pantheon.
Questa nomina aveva suscitato una forte controversia per l’attività della Perella come Commissaria di esposizione, ella ha organizzato in particolare delle esposizioni che presentavano delle fotografie di nudità esplicite e delle opere connesse alla sessualità e alla cultura queer. Alcune di queste produzioni hanno un carattere pornografico e veicolano una concezione della sessualità apertamente opposta alla morale cattolica.


Una accresciuta presenza negli organismi di governo

Oltre che nei posti direttivi, Leone XIV ha introdotto o confermato numerose donne tra i membri dei Dicasteri, delle commissioni, dei consigli e delle accademie della Santa Sede.

Il 14 febbraio 2026, ha nominato Suor Simona Brambilla, membro del Dicastero per i Vescovi, ed ha confermato nello stesso organismo Suor Raffaella Petrini e Maria Lia Zervino, sociologa argentina ed ex Presidente dell’Unione Mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche.

Il 30 marzo, sono state nominate diverse donne come membri del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale: Suor Linah Siabana, psicologa; Meghan J. Clark, insegnante di teologia morale; Leocadie Wabo Lushombo, specialista di etica sociale, di genere e di sviluppo; Christine Nathan, impegnata nelle questioni delle migrazioni e della giustizia sociale. 

Lo stesso giorno, Susan Lynn Bissel, ex alta responsabile dell’Unicef e ricercatrice nell’Università di Harvard, è stata nominata membro della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori.

Il 9 marzo 2026, l’economista del Camerun: Vera Songwe è diventata membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

Il 25 marzo, sono state nominate membri della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra: le archeologhe Alfonsina Russo, Lucrezia Spera e Francesca Romana Stasolla.


Le Finanze del Vaticano

Anche il rinnovamento del Consiglio per l’Economia, annunciato l’11 agosto 2026, ha mantenuto o rafforzato la presenza femminile.

Elena Wettstein Principato, economista impiegata nel gruppo bancario UBS, e la Principessa Gisela del Liechtenstein, ingegnere e Direttrice di una Società di gestione fiduciaria, sono state nominate membri di questo Consiglio.
Charlotte Kreuter-Kirchhof, professoressa tedesca di diritto pubblico, internazionale ed europeo, è stata confermata vice-coordinatrice, mentre Leslie Jane Ferrar, ex tesoriera del Principe Carlo, è stata riconfermata come membro.


Religiose e laiche nel Dicastero per la Vita Consacrata

Il 24 giugno 2025, Leone XIV aveva nominato cinque donne, membri del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica: Suor Chiara Cazzuola, Suor Francesca Petit, Suor Maria Goretti Lee, Suor Idilia Maria Moreira Gonçalves Carneiro e Luisa Muston, Presidente Generale di un Istituto secolare.

Il 6 agosto 2026, sono state nominate consulenti di questo Dicastero altre sei religiose: Suor Patricia Murray, Maria Nirmalini, Mary Makamatine Lembo, María Rosaura González Casas, Maria do Disterro Rocha Santos e Chiara Lorenzato.

Il 18 agosto, sono diventate consulenti del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, quattro donne: Lucy Afandi Esipila, Kathryn A. Koch, Jacqueline Remond e Caren Rodrigues.
 

Il Vaticano contraddice la sua accusa contro le consacrazioni episcopali di Ecône

Sotto Francesco, la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium, entrata in vigore nel 2022, ha stabilito la possibilità per i fedeli laici – uomini e donne – di esercitare alcune funzioni di governo nella Curia romana.
Secondo il principio posto da questa riforma, l’autorità esercitata nelle istituzioni curiali non deriva necessariamente dal sacramento dell’Ordine, ma dalla Missione canonica conferita dal Pontefice romano.
Le nomine di Leone XIV indicano che egli non intende cambiare la riforma di Francesco, ma portarla avanti, ampliarla e conferirle un più solido assetto giuridico. 

Questa evoluzione manifesta una contraddizione.
Da un lato, l’ecclesiologia derivata dal Vaticano II tende a collegare il potere di giurisdizione del vescovo alla sua consacrazione episcopale, al punto da affermare che una consacrazione senza mandato pontificio comporterebbe necessariamente la costituzione di una gerarchia parallela.
Dall’altro lato, l’attuale riforma della Curia riconosce che una giurisdizione ecclesiastica può essere affidata dal Papa ad una persona che non ha ricevuto alcun grado del sacramento dell’Ordine, pur nominando un cardinale pro-Prefetto per assicurare la validità canonica di determinati atti.

In una intervista del 19 aprile 2026, Don Davide Pagliarani sottolinea questo paradosso: 

«Il Vaticano, a suo modo, prova che è ancora del tutto capace di fare la differenza fra il potere dell’Ordine e l’attribuzione del potere di giurisdizione». Suor Simona Brambilla, Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata «non è mai stata ordinata diacono, né sacerdote, né vescovo»; lo stesso dicasi di Suor Tiziana Merletti, sua Segretaria».

L’attuale governo della Curia conferma quindi, nei fatti, la distinzione tradizionale ricordata dal Superiore Generale della Fraternità San Pio X: il potere di Ordine è ricevuto con l’ordinazione o la consacrazione, mentre la giurisdizione è conferita separatamente dall’autorità competente.
Quindi, non si può pretendere che le consacrazioni episcopali di Ecône trasmettano di per sé un potere di governo, al punto da costituire automaticamente una gerarchia parallela e provocare uno scisma.

Lo stesso Vaticano applica questa distinzione quando attribuisce a delle religiose una giurisdizione che esse evidentemente non possono derivare dal sacramento dell’Ordine.
Tale attribuzione, tuttavia, rimane più che discutibile, poiché la riforma di Francesco non si limita a distinguere tra Ordine e giurisdizione: aprendo ai non chierici le funzioni superiori della Curia, essa tende a separare permanentemente questi due poteri nell’esercizio ordinario del governo della Chiesa. 



NOTA

1 - Il Canone 129 (CIC 1983) riserva in linea di principio la capacità di esercitare il potere di governo a coloro che hanno ricevuto l’Ordine sacro. I laici possono solo cooperare al suo esercizio secondo il diritto. Il pro-Prefetto è dunque una figura puramente onorifica: la sua presenza permette di firmare o di avallare gli atti di governo che esigono l’intervento del clero e la cui validità potrebbe essere contestata se fossero posti solo dalla religiosa posta a capo del Dicastero.








agosto 2026
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