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| L’ecopaganesimo della Chiesa
sinodale / 1
settembre 2026
Pubblicato su https://radicalfidelity.substack.com/p/synodal-shambles-continue-while-leo Ripreso e tradotto su https://www.aldomariavalli.it/2026/09/04/lecopaganesimo-della-chiesa-sinodale-1/ ![]() I cattolici, provati dallo
scandalo Pachamama, non si
sono ancora ripresi del tutto, ed ecco che quest’anno due prelati
peruviani di alto rango sono stati ripresi dalle telecamere mentre
facevano un’offerta a Madre Terra (proprio la Pachamama), e ora ci viene
propinato a forza altro comunismo ecologista.
Innanzi tutto, il 1° settembre si è tenuta la Messa per la Cura del Creato presso la Madonnina del Borgo Laudato Si’, all’interno dei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, per inaugurare un intero periodo dedicato al culto della terra, scusate, volevo dire “cura del Creato”. L’omelia pronunciata durante questo evento conteneva meno nutrimento teologico dei deliri di un hippy sotto l’effetto di droghe, e il suo messaggio si può riassumere nell’appello di Leone a una “autentica conversione ecologica, in cui gli effetti del nostro incontro con Gesù Cristo diventino evidenti nel nostro rapporto con il mondo che ci circonda”. Per favore, fatemi sapere quando è stata l’ultima volta che avete sentito Prevost invitare i cattolici e il mondo intero al pentimento dai loro peccati e alla conversione alla fede cattolica perenne. Aspetto. Poi c’è stata la preghiera imbarazzante e sconcertante di Papa Blocco di Ghiaccio per il mese di settembre: per la cura dell’acqua. Ebbene sì, gente, nonostante questo sia il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna Addolorata, nonostante le devastanti catastrofi naturali che mietono vittime, un diluvio di peccati che avvolge l’umanità e innumerevoli esempi che dimostrano come il genere umano abbia completamente perso la bussola morale, il meglio che il Papa meglio vestito sia riuscito a dire è stato di prendersi cura dell’acqua. A questo punto, occorre rispondere alla domanda: la gerarchia sinodale ci sta prendendo in giro? Vogliono davvero farci credere che questa sia la Chiesa cattolica? Sebbene sia innegabile che l’acqua potabile non sia una cosa da poco, e pregare per chi ne è privo sia un’ovvia opera di carità cristiana, questo tipo di intenzione di preghiera non si addice certo al Vicario di Cristo. Da bravo burattino umanitario delle Nazioni Unite qual è, Leone XIV ha chiesto che l’acqua rimanga una “fonte di fertilità, freschezza e speranza” e l’ha descritta come “un diritto senza confini”. Ha anche lamentato che l’umanità abbia trasformato l’acqua “in una merce” e ha pregato per coloro “che camminano per chilometri per trovarla” e che “si ammalano a causa della sua scarsità”. Si tratta di un fallimento epico e imbarazzante per il presunto successore di san Pietro, a cui è affidato soprattutto il compito di confermare i suoi fratelli nella fede e di guidare le anime verso la vita eterna. Può risparmiarci le sue prediche da asilo. Ciò di cui la popolazione del pianeta Terra ha bisogno dal Vicario di Cristo è che egli ribadisca il messaggio di Cristo alla donna samaritana al pozzo: “Ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Giovanni 4,14). Ma immagino che sia davvero troppo da chiedere in questa fase avanzata dell’apostasia. Vorrei però soffermarmi un attimo sulla recente pubblicazione di un altro documento che coincide con questa “stagione” anticattolica e pagana: il documento della Commissione teologica internazionale “Prendersi cura della nostra casa comune. Risposta responsabile e fraterna al Dio Trinitario”. Questo documento, autorizzato da Leone, presenta la crisi ecologica come una crisi teologica. E non sto scherzando. Sebbene coloro che vogliono credere alla menzogna possano essere in grado di difendere alcuni punti del documento, esso contiene diversi concetti e frasi allarmanti. La prima affermazione è che “ogni cosa è interconnessa” e forma “un’unica comunità di vita”. Tuttavia, sebbene la teologia cattolica riconosca l’unità e l’ordine del creato, ne sottolinea anche la gerarchia; pertanto, parlare di tutti gli esseri viventi come appartenenti a un’unica “comunità di vita” offusca questa importante distinzione teologica. Un altro elemento allarmante nel documento è l’uso del termine “sacramentalità” applicato alla creazione. Ciò richiama chiaramente l’influenza di Teilhard de Chardin sui modernisti. Autori come san Bonaventura insegnavano effettivamente che le cose create possono rivelare qualcosa di Dio, ma descrivere la creazione in termini sacramentali significa tentare di deificarla. La natura può essere un segno di Dio, ma non è divina. I fautori di questa nuova eco-religione vogliono astutamente usare il linguaggio della sacralità e della sacramentalità del creato per condurre le pecore addormentate verso una spiritualità in cui la natura è considerata dotata di una presenza quasi divina. Il documento si avventura inoltre in un territorio pericoloso descrivendo l’Eucaristia come una “scuola ecologica”. L’Eucaristia è, prima di tutto, il vero Corpo e Sangue di Cristo, la ripresentazione sacramentale del Sacrificio del Calvario e l’atto supremo del culto cattolico. È quindi a dir poco insolito descriverla attraverso una lente ecologica. Il documento ripropone inoltre alcuni temi cari a questi sacerdoti dell’Ordine di Gaia: le espressioni “conversione ecologica” e “spiritualità ecologica”. Ma l’unica conversione di cui i cattolici dovrebbero preoccuparsi è quella di abbandonare i propri peccati e rivolgersi a Dio. Poiché la “Chiesa” sinodale non crede più nel peccato né lo predica, e poiché è un’imitazione satanica e globalista del cattolicesimo, attribuisce a questi due concetti uno status spirituale indipendente e importante. Mi dispiace, caro Prevost e autori di questo documento insensato, ma la spiritualità cattolica è orientata all’unione con Dio e non all’armonia con un ecosistema. Strettamente legata a questi due termini è la discutibile espressione “un peccato contro il Creato e contro il Creatore”. Il “Creato” non è una persona morale contro cui possiamo peccare, e la combinazione di questa espressione con i riferimenti al “grido della Terra” personifica la natura in un modo che ricorda la moderna spiritualità ecologica di stampo Gaia. Infine, probabilmente l’aspetto più allarmante: il modo in cui il documento tratta la cooperazione interreligiosa. Ancora una volta, come ormai ci siamo abituati a vedere con gli antipapi postconciliari, legittima tutte le religioni affermando che le diverse fedi condividono la stessa credenza sull’”interconnessione di tutto ciò che esiste”. Prosegue poi invocando la cooperazione al servizio della “comunione con il Trascendente”. E così, con un semplice tratto di penna, secondo Prevost e soci, tutti noi adoriamo lo stesso Dio e, invece di convertire coloro che sono coinvolti in religioni false e pagane, dobbiamo collaborare con loro. E questo, miei cari amici, ci porta al vero scopo di questa nuova religione: attraverso la diffusione della paura del cambiamento climatico, vogliono convincere i cattolici ad adorare Madre Terra insieme a quelle stesse religioni le cui divinità, secondo le Sacre Scritture, sono demoni (Salmo 95:5). |