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| Assisi:
settembre 2026
i falsi culti ammessi nelle chiese, la Fraternità San Pio X lasciata fuori ![]() Pellegrini della Fraternità San Pio X ad Assisi Domenica 6 settembre 2026, ai
sacerdoti e ai fedeli della Fraternità San Pio X, giunti alla
conclusione del loro pellegrinaggio annuale ad Assisi per cantare il
Credo nella Basilica di San Francesco, è stato negato l’accesso
all’interno della Basilica come comunità.
Don Gabriele d’Avino, Superiore del Distretto d’Italia, ha pronunciato una esortazione sul sagrato prima che i pellegrini cantassero il Credo. L’esortazione di Don Gabriele d’Avino Prima di impartirvi la benedizione finale, di dare gli ultimi annunci e di congedarci al termine di questa bellissima edizione del nostro pellegrinaggio annuale da Bevagna ad Assisi, voglio dedicare alcuni minuti ad un’ultima considerazione, per richiamare la vostra attenzione sul significato di quanto abbiamo compiuto. Questo pellegrinaggio a piedi è stato arduo e il sole non è stato molto clemente. Ma il Signore ci ha dato la grazia e la forza per poter testimoniare pubblicamente la nostra fede. Perché testimoniare pubblicamente la nostra fede? Io riprenderò un detto dell’Apostolo San Paolo che, nella sua seconda lettera ai Corinti, pone una domanda retorica: «Quale accordo può esserci fra la luce e le tenebre? Quale accordo fra Cristo e Belial?» Belial è il nome di un demone. Quale accordo può esserci? Nessuno. Nostro Signore è l’unico Mediatore, l’unico Redentore. Qualsiasi altro modo di pregare un qualche dio o di invocare una qualche divinità costituisce un falso culto, un culto reso ad un demone. Per esempio, noi sappiamo che i musulmani non credono né alla Santissima Trinità, né alla divinità di Nostro Signore, né alla Sua morte sulla Croce, né alla Sua Resurrezione. Essi credono invece che Maometto sia il sigillo dei profeti e che il Corano sia parola di Dio. I Giudei non credono che Gesù sia il Messia e il Figlio di Dio: essi aspettano ancora un messia terreno e seguono i nefasti precetti del Talmud. Gli induisti, per fare un altro esempio, non credono né in un Dio unico, personale e creatore, né al carattere unico di questa vita, né alla Redenzione. Essi credono in una moltitudine di divinità, nella reincarnazione, nella dissoluzione dell’io nel grande Tutto, e ad altre assurdità simili. I buddisti non credono né un Dio creatore, né l’anima immortale, né la grazia. Essi credono nell’estinzione del desiderio e della persona nel nirvana; credono che l’uomo si procuri da sé la sua salvezza. Gli animisti, che credono in diverse divinità, rendono culto ad alcune creature terrene. Essi non credono alla Rivelazione soprannaturale, ma agli spiriti, agli antenati, alle forze della natura e ad altre cose simili. Per guardare vicino a noi, consideriamo i protestanti. Potremmo pensare che siamo molto simili a noi, ma non è così. I protestanti non credono né al Sacrificio della Messa, né ai sette sacramenti, né alla Tradizione, né al Papa. Essi credono che ognuno di noi possa interpretare da sé la Scrittura e che l’uomo si salvi con la sola fede, senza le opere. Allora, chi sono veramente i più vicini a noi? Gli ortodossi? No, neanche loro. Gli ortodossi non credono né al primato della giurisdizione, né all’infallibilità del romano Pontefice. Essi credono in una Chiesa senza capo visibile e, come sappiamo, ogni confessione particolare ortodossa obbedisce di fatto alle autorità politiche locali. In poche parole, è questo il panorama delle false religioni. Tutti costoro, o i loro rappresentanti, negano Nostro Signore Gesù Cristo; negano la Sua Chiesa come unica arca di salvezza. E tutti costoro, o i loro rappresentanti, saranno ammessi, il prossimo 27 ottobre, a pregare pubblicamente nella città di Assisi, per commemorare il quarantesimo anniversario dell’incontro interreligioso svoltosi nel 1986 sotto la presidenza del Papa Giovanni Paolo II. Questo incontro è stato commemorato anche venticinque anni dopo da Benedetto XVI, e tale funesto avvenimento si ripeterà anche quest’anno. I membri e i rappresentanti di tutti questi falsi culti pregheranno pubblicamente nelle chiese della città di Assisi. Ora, come sapete, questo è il motivo per cui noi ci troviamo in questo cortile, perché le autorità della Basilica che si trova alle mie spalle e il vescovo di Assisi hanno decretato che la Fraternità San Pio X non sarà autorizzata a pregare pubblicamente il vero Dio. Tuttavia, ci si permetterà di pregare nella Basilica a piccoli gruppi e a titolo privato. Questo, come sapete, è il principio della libertà religiosa: la verità nell’intimità del cuore è tollerata, ma la verità professata pubblicamente non lo è. Poiché noi rifiutiamo il principio della libertà religiosa, questa proposta non ci interessa. Quindi, entreremo nella Basilica a piccoli gruppi e vi entreremo per pregare in privato. Noi rimarremo qui all’esterno, sul sagrato. Accetteremo col sorriso questa ingiustizia che il Signore permette anche per la nostra edificazione. Naturalmente, pregheremo anche per coloro che alzano le mani contro l’unico Mediatore e l’unico Salvatore e che negano di fatto il diritto di Gesù Cristo a regnare sulla società e ovviamente sulla stessa Chiesa. Di conseguenza, con tutto il respiro che ci rimane, noi professeremo qui, pubblicamente, la nostra fede, prima di separarci. Professeremo la nostra fede nell’unico Mediatore, nell’unico Salvatore, Re di questo mondo e delle società: Nostro Signore Gesù Cristo. E canteremo il Credo. |