Una diplomatica belga che difende l’ideologia LGBT

è stata nominata ambasciatrice

presso la Santa Sede



della Fraternità San Pio X



Pubblicato sul sito della Fraternità
 




Carolina Vermeulen, ambasciatrice belga

accolta in Vaticano da Papa Leone 27 agosto 2026




Il 27 agosto 2026, Papa Leone XIV ha ricevuto nel Palazzo Apostolico in Vaticano, Carolina Vermeulen, la nuova ambasciatrice del Belgio presso la Santa Sede, che ha presentato le sue credenziali.

Nata nel 1973, sposata e madre di due figli, Caroline Vermeulen ha conseguito una laurea in storia contemporanea e una in studi europei.
Diplomatica di carriera, è stata segretaria della Regina Paola dal 2004 al 2011, prima di ricoprire diversi incarichi in Europa e in Asia.

Dal 2022 al 2026 ha rappresentato il Belgio in Austria, Slovacchia e Slovenia, nonché presso organizzazioni internazionali con sede a Vienna.
È stato durante quest’ultimo incarico che ha espresso pubblicamente e ripetutamente il suo sostegno ai diritti LGBT e alle politiche di parità di genere.



Due partecipazioni alla Marcia del Pride

Il 17 giugno 2023, Caroline Vermeulen ha partecipato alla 27ª Marcia del Pride di Vienna, come parte del contingente di Diplomats for Equality.

Il resoconto dell’evento la menziona specificamente tra gli ambasciatori la cui presenza personale ha dimostrato il loro impegno «per i diritti della comunità LGBTIQ+» (1)
Il 14 giugno 2026, ha rinnovato la propria partecipazione in occasione della 30ª edizione del Pride di Vienna.

Non si tratta di una presenza casuale o di un mero obbligo di protocollo, bensì di un impegno ripetuto e consapevole nei confronti di eventi che promuovono l’omosessualità e la teoria di genere.

Il 17 maggio 2026, la rappresentanza belga a Vienna ha inoltre sottoscritto una dichiarazione di Diplomats for Equality Vienna, pubblicata in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.
Il testo, firmato da numerose missioni diplomatiche e istituzioni internazionali, diceva di voler riaffermare «l’uguaglianza e la dignità delle persone LGBTI» (2) e combattere la loro discriminazione nel mondo.

Dietro la retorica sovversiva e apparentemente inconfutabile del vittimismo, della dignità e della lotta contro la discriminazione, si celano rivendicazioni che mirano a far riconoscere come diritti comportamenti contrari alla legge naturale, insieme a una concezione dell’umanità svincolata dalla realtà oggettiva del sesso femminile o maschile.


Promozione di un film transgender

Il 21 giugno 2024, Caroline Vermeulen ha presentato a Vienna una proiezione speciale del film belga Girl, organizzata nell’ambito del Pride Month (3) con la Delegazione dell’Unione Europea presso le Organizzazioni Internazionali, l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali e il festival This Human World.

Diretto da Lukas Dhont e uscito nel 2018, Girl racconta la storia di un ragazzo di quindici anni che si identifica come ragazza e aspira a diventare un ballerino di danza classica.
L’invito ufficiale presentava esplicitamente la proiezione come un evento del Pride Month.
Questa proiezione è servita chiaramente a presentare l’identità transgender come una realtà da riconoscere e promuovere.



Una “Campionessa Internazionale di Genere”

Caroline Vermeulen è entrata a far parte anche di International Gender Champions, una rete che riunisce i leader di organizzazioni internazionali, missioni diplomatiche e istituzioni impegnate a rendere la “parità di genere” una realtà nella loro sfera di influenza (4).

Nel profilo pubblicato da questa organizzazione, la diplomatica belga ha dichiarato: «La diversità, compresa la diversità di genere, in un ambiente professionale migliora la qualità e i risultati del lavoro di squadra» (5)
Ha inoltre promosso il tutoraggio professionale per le donne come mezzo per raggiungere la parità e ha invocato la lotta contro i pregiudizi di genere.

Tra i suoi impegni attuali figurano il sostegno alle giovani donne nelle loro carriere e il supporto a varie campagne per prevenire la violenza contro le donne, in particolare Orange the World.

Ora, proteggere le donne dalla violenza e riconoscere la pari dignità ontologica di uomini e donne sono condotte in linea con il bene comune, a condizione che non portino a negare la loro naturale complementarità o a una concezione femminista della battaglia dei sessi, che mina la famiglia e disgrega le società.
Eppure, queste cause legittime sono qui inserite in un più ampio progetto ideologico, fondato sull’ambigua nozione di “genere”.
Questa ideologia tende a dissociare l’identità personale dalla realtà sessuale del corpo e a fare della percezione soggettiva di ogni individuo il fondamento della sua identità.
Ciò contraddice l’antropologia cristiana, secondo la quale l’umanità riceve la sua natura e il suo corpo dal Creatore: «Maschio e femmina li creò» (Genesi 1,27).



Il volto ufficiale di un Belgio scristianizzato

Il profilo di Caroline Vermeulen riflette l’evoluzione del Paese che è chiamata a rappresentare.
Storicamente cattolico, il Belgio è stato all’avanguardia di diverse violazioni legislative gravemente contrarie al diritto naturale.

Nel 2002 è diventato il secondo Paese al mondo a legalizzare l’eutanasia.
Nel 2014 ha esteso questa pratica ai minori, a determinate condizioni, senza fissare un limite di età minimo (6)
La legislazione belga consente inoltre la modifica dell’indicazione di genere sui documenti di stato civile attraverso una procedura basata sull’autodeterminazione (7).

Queste leggi derivano dalla stessa negazione dell’ordine naturale voluto da Dio.
In un caso, l’uomo si arroga un potere diretto su una vita innocente e pretende di decidere il momento della morte; nell’altro, afferma il potere di determinare la propria identità sessuale indipendentemente dal corpo che riceve alla nascita.
La libertà umana non è più ordinata secondo la verità della natura, ma elevata a facoltà per ridefinire l’umanità.

È certamente necessario distinguere le azioni personali dell’ambasciatrice dalle decisioni politiche dello Stato belga. Tuttavia, la sua ripetuta partecipazione alle marce del Pride, la sua appartenenza all’International Gender Champions e il suo coinvolgimento in diversi eventi pubblici dimostrano che aderisce personalmente a una parte significativa di questo orientamento ideologico.

Il ricevimento delle credenziali fa parte delle normali relazioni diplomatiche e non significa che la Santa Sede approvi le convinzioni di un ambasciatore.

Ma questa nomina dimostra quanto tale ideologia si sia infiltrata nelle stesse relazioni diplomatiche. Non viene più difesa solo nelle manifestazioni militanti o nelle istituzioni internazionali, ma viene presentata ufficialmente, senza essere condannata, alle porte del Vaticano.


NOTE

1 - Diplomacy & Commerce Austria, « 27th Vienna Rainbow Pride supported by diplomats for equal rights », 19 giugno 2023.

2 - Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, « Diplomats for Equality Vienna marks the International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia », 18 maggio 2026.

3 - Delegazione dell’Unione europea presso le organizzazioni internazionali a Vienna, annonce de la projection de Girl, 21 giugno 2024.

4 - International Gender Champions, « Caroline Vermeulen », profilo ufficiale.

5 - Questa dichiarazione è apparsa in precedenza sul suo profilo International Gender Champions. E’ stata riprodotta da InfoVaticana, 28 agosto 2026.

6 - Servizio federale di Sanità Pubblica, Commission fédérale de contrôle et d’évaluation de l’euthanasie ; legge del 28 febbraio 2014 che estende ai minori, a determinate condizioni, la legge del 28 maggio 2002 relativa all’eutanasia.

7 - Servizio pubblico federale di Giustizia, « New legislation for transgender persons ».




settembre 2026
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