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| Il Romano
Pontefice possiede il primato
ottobre 2026
su tutta la terra di Don Gonzague Peignot, FSSPX ![]() Papa Leone XIV a Parigi, settembre 2026 Papa Leone XIV arriva in Francia. Dal nostro posto molto modesto di semplici fedeli francesi, di semplici sacerdoti francesi, insieme con tutti gli altri, gli auguriamo calorosamente il benvenuto nel nostro paese. Questa visita apostolica è una occasione privilegiata per ribadire la nostra posizione cattolica riguardo al Sommo Pontefice, fondata sull’insegnamento dogmatico della Costituzione Pastor aeternus del Concilio Vaticano I, la quale ricorda gli insegnamenti della fede riguardo alla Sede di Pietro. Noi confessiamo senza esitazione: La Santa Sede apostolica e il Romano
Pontefice possiedono il primato su tutta la terra; il Romano Pontefice
è il successore del Beato Pietro, il Capo degli Apostoli e il
vero Vicario di Cristo, il Capo di tutta la Chiesa, il padre e il
dottore di tutti i cristiani; a lui, nella persona del Beato Pietro,
è stato affidato da Nostro Signore Gesù Cristo il pieno
potere di pascere, reggere e governare tutta la Chiesa.
E anche: Per disposizione del Signore, la Chiesa
romana possiede su tutte le altre un primato di potere ordinario.
Questo potere di giurisdizione del Romano Pontefice, veramente
episcopale, è immediato. I pastori di ogni grado e di ogni
rito e i fedeli, ciascuno separatamente o tutti insieme, sono vincolati
dal dovere di subordinazione gerarchica e di vera obbedienza, non solo
in materia di fede e di morale, ma anche nelle questioni relative alla
disciplina e al governo della Chiesa sparsa nel mondo intero. Tale che
mantenendo l’unità di comunione e di professione di fede col
Romano Pontefice, la Chiesa è un solo gregge sotto un solo
pastore.
Tuttavia, non trascuriamo quello che il Concilio Vaticano I insegna ancora: Lo Spirito Santo è stato promesso
ai successori di Pietro non perché facciano conoscere, sotto la
Sua rivelazione, una nuova dottrina, ma perché, con la Sua
assistenza, custodiscano santamente ed espongano fedelmente la
rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il Deposito della
Fede.
Il che implica che quando vengono proclamati nella Chiesa insegnamenti in contraddizione con la «rivelazione trasmessa dagli Apostoli», è necessario allontanarsene; come afferma con forza San Paolo: «Se noi stessi o se un angelo del Cielo vi
annunciassimo un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato,
sia anatema!» (Gal. 1, 8-9).
San Vincenzo di Lerino, nel suo Commonitorium, ci dà la regola pratica di quello che dice San Paolo (e che è ripresa nella Pastor aeternus): «Se qualche nuovo contagio tentasse di
avvelenare non solo una piccola parte della Chiesa, ma anche tutta la
Chiesa, la grande preoccupazione del cristiano cattolico sarà
quella di aggrapparsi all’antichità, che, ovviamente, non
può più essere sedotta da alcuna novità menzognera».
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