Corsica: profanazione di una statua della Vergine


della Fraternità San Pio X



Pubblicato sul sito della Fraternità
 




Calvi – Corsica - Processione in onore della Vergine Maria, Patrona della Corsica



Non è saggio attaccare la Vergine Maria in Corsica. I due uomini che hanno profanato la sua statua a Porto-Vecchio lo hanno imparato a proprie spese.

Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2026, verso le tre del mattino, due giovani ubriachi hanno attaccato una statua della Vergine Maria installata sotto un arco di pietra, sulla rotonda di Stabiacciu, all’ingresso Sud di Porto-Vecchio.

Eretta nel 2020 su richiesta di don Frédéric Constant, allora parroco, la statua testimoniava la devozione mariana profondamente radicata nell’isola.

Le immagini pubblicate sui social network mostrano uno degli individui appeso alla statua, che mima un atto sessuale e pronuncia commenti osceni, mentre il suo compagno filma le sue azioni.
Alla fine la statua è stata divelta e rotta.

Ben al di là del degrado materiale, questi atti costituiscono un oltraggio alla Madre di Dio.



Due uomini processati in tribunale

I due sospettati, di 21 e 24 anni, sono stati rapidamente identificati e arrestati.
Provenienti rispettivamente dalla regione di Tolosa e dal Morbihan, secondo la stampa, lavoravano come stagionali nel settore alberghiero e della ristorazione a Porto-Vecchio.
Uno di loro, influencer sui social network, prima dell’incidente aveva circa 250.000 iscritti.

Messi sotto custodia dalla polizia, sono stati presentati venerdì 2 ottobre alla procura di Ajaccio. Il pubblico ministero Fanny Floquet ha annunciato la loro comparizione il 16 novembre davanti al tribunale penale per «concorso in danneggiamento aggravato» e «esibizione sessuale».

In attesa del processo, gli imputati sono stati posti sotto controllo giudiziario, con il divieto di comparire in Corsica e l’obbligo di lasciare immediatamente l’isola.



La rabbia dilaga tra la popolazione della Corsica

Giovedì 1° ottobre quasi 200 persone si sono radunate davanti alla gendarmeria dove erano trattenuti i sospettati. Tra loro c’erano attivisti nazionalisti corsi, particolarmente mobilitati contro questo attacco al simbolo religioso dell’isola.

Davanti alla caserma è stata posizionata una bara con i nomi dei due uomini, mentre sui social circolavano minacce di morte.

La Ghjuventù Indipendentista aveva indetto manifestazioni con lo slogan “Terra Corsa, Terra Cristiana”.

Il Partitu di una Nazione Corsa (PNC) ha denunciato «un vero e proprio attacco contro i nostri valori, contro ciò che siamo», giudicando queste azioni contrarie all’identità corsa.

A Bastia i manifestanti hanno esposto anche uno striscione con la scritta “Per a Santa Regina”, in omaggio alla Vergine Maria, protettrice della Corsica.




Una partenza resa difficile dalle tensioni

La sera di venerdì 2 ottobre, mentre i due imputati stavano per imbarcarsi su un volo Ajaccio-Parigi all’aeroporto Napoleone Bonaparte, diversi passeggeri li hanno riconosciuti e aggrediti.
Di fronte al rischio di disordini a bordo, il comandante ha rifiutato l’imbarco per motivi di sicurezza. Alla fine l’aereo è partito senza di loro.

Protetti dalla polizia, i due uomini sono tornati ad Ajaccio, dove diverse strutture alberghiere si sono rifiutate di accoglierli. L’hotel Campo dell’Oro ha in particolare segnalato che era stata effettuata una prenotazione senza che il suo personale ne conoscesse l’identità.
Riconosciuti al loro arrivo, sono stati invitati a lasciare il locale.

Le autorità hanno quindi dovuto organizzare la partenza sotto la protezione della polizia. Secondo i dettagli comunicati dalla Prefettura e riportati da Le Monde, hanno infine lasciato la Corsica sabato 3 ottobre, a bordo di un aereo charter che trasportava personale statale ad Ajaccio ed era in partenza per Marsiglia.



I cattolici della Corsica rispondono con il Rosario

Oltre a queste tensioni, diverse centinaia di fedeli si sono radunati giovedì 1° ottobre, su invito della parrocchia, attorno al luogo della statua distrutta. Fiori e candele sono stati posti ai piedi dell’arco in pietra.
La recita del Rosario e i canti in onore della Beata Vergine hanno scandito questo incontro, svoltosi il primo giorno del mese tradizionalmente dedicato al Santo Rosario.

La Chiesa di Corsica ha condannato la profanazione invitando i cattolici a pregare per la conversione dei suoi autori.
La devozione mariana è profondamente iscritta nella storia dell’isola.
Nel 1735, durante un’assemblea di rappresentanti corsi riuniti a Corte per affermare la propria indipendenza da Genova, la Vergine Maria fu proclamata protettrice della Corsica.

La canzone Dio vi salvi Regina, divenuta l’inno tradizionale della Corsica, testimonia ancora oggi questa eredità cattolica.



Un oltraggio alla Madre di Dio che richiede riparazione

Il Sindaco di Porto-Vecchio, Jean-Christophe Angelini, ha subito condannato i fatti, definendoli un “atto inqualificabile”, e ha annunciato che la statua sarà sostituita al più presto.
L’unità parrocchiale ha denunciato un «reato di sacrilegio» e ha sporto denuncia.

Anche l’Assemblea della Corsica ha adottato una mozione unanime che condanna la profanazione e sostiene la ricollocazione della statua.

Una statua della Vergine Maria non è un mero elemento decorativo; tale distruzione non può essere considerata un semplice atto di vandalismo.
Mentre l’adorazione appartiene solo a Dio, le immagini sacre ricevono una venerazione proporzionata alla persona che rappresentano, in conformità con la dottrina costante della Chiesa, ribadita in particolare dal Concilio di Nicea del 787 e dal Concilio di Trento.

Al di là della sanzione legale, è quindi essenziale una riparazione religiosa.
La statua deve essere ricollocata al suo posto e la devozione alla Vergine Maria deve continuare ad essere espressa pubblicamente.


 



ottobre 2026
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