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| Lo Stato di
Israele e l’Anticristo
ottobre 2026
di Matteo D'amico Pubblicato dall'Autore il 10
ottobre 2026:
https://vitisvera.substack.com/p/lo-stato-di-israele-e-lanticristo ![]() Duomo di Orvieto - L'anticristo [particolare] - di Luca Signorelli - 1500-1503 Quanto sta accadendo in medio Oriente è incomprensibile se non viene collocato sullo sfondo della teologia cattolica della storia. Le violenze spaventose e senza precedenti che sta compiendo l’esercito israeliano, il vero e proprio genocidio della popolazione di Gaza, le torture indiscriminate inflitte a decine di migliaia di prigionieri, le continue operazioni di pulizia etnica, l’impunità assoluta di cui Israele sembra godere nonostante i suoi crimini efferati, non sono comprensibili se non sullo sfondo dell’apocalittica cristiana. L’Occidente e la Chiesa, che in silenzio assistono in diretta alla barbarie più perversa senza dire una parola o osare una condanna chiara e netta, sono il segno di una sottomissione del mondo all’ebraismo che non si può spiegare in termini semplicemente naturali o geopolitici. Occorre comprendere la densità teologica di quanto sta accadendo. L’ebraismo talmudico, avendo rifiutato Nostro Signore Gesù Cristo, il vero Messia atteso dai Patriarchi e dai Profeti, è ancora in attesa di un falso messia, che darà agli ebrei - nella loro visione - il dominio terreno, politico e materiale del mondo, imponendo alle genti gli articoli della legge noachica. Il regno dell’Anticristo si annuncia come un governo mondiale controllato da Gerusalemme che si scaglierà innanzitutto contro la Chiesa Cattolica cercando di sottometterla completamente e, in ultima istanza, di distruggerla dalle fondamenta, perseguitandola senza alcuna pietà. I cristiano-sionisti americani e i cattolici conservatori che simpatizzano per Israele e gli Stati Uniti, pensandoli come forze che frenano l’Islam o la “minaccia” rappresentata, per loro, dalla Russia e dalla Cina, sono in un grave errore e, anziché operare come forza katekhontica e trattenere il male con la forza della verità, nel loro accecamento lo favoriscono e lo accelerano, rifiutando di vedere nell’ebraismo talmudico e nell’odierno Stato di Israele le vere, supreme forze anticristiche.. Una profonda sintesi di questo attualissimo problema ci è offerta da un pregevole studio di don Jean-Michel Gleize, uno dei migliori teologi tomisti viventi. Lo studio di don Jean-Michel Gleize, FSSPX
- 1 - Dalla scienza alla sapienza 1. Secondo l’uso corrente [1], la parola «scienza» è impiegata per designare diversi tipi di conoscenze molto varie, che hanno però tutte lo stesso punto in comune: sono ottenute secondo mezzi riconosciuti, grazie ai quali ciò che viene scoperto o dimostrato merita l’assenso. Ciò detto, abbiamo qui né più né meno che una definizione nominale: essa considera le cose come dall’esterno, a partire da quelle loro caratteristiche che appaiono immediatamente e che i più considerano accertate. Resta da dare una definizione reale, che esprima la natura stessa o l’essenza della scienza. Ed è qui che cominciano le difficoltà e che, per superarle, è indispensabile andare al di là delle parole. 2. La parola «scienza» è ambivalente e può designare due tipi assolutamente distinti di conoscenze. In un primo senso, la scienza può definirsi come la ricerca di una spiegazione causale immediatamente constatabile, capace di rendere conto direttamente dei fatti osservabili. Tutto poggia qui sul verdetto dell’osservazione, a sua volta motivato dal ricorso ai fatti. Così si può definire la «scienza sperimentale», la scienza nel senso moderno del termine. Altra è, in un secondo senso, la scienza intesa come la ricerca di una spiegazione causale più approfondita, che cerca, al di là delle cause immediatamente constatabili, le ragioni assolutamente prime e generali (o universali) dei fatti osservati. La scienza (intesa nel primo senso) fisica, biologica o medica studia il cancro come una malattia e cerca di assegnarne le cause immediate, a livello dell’organismo, a partire da sintomi osservabili. La scienza (intesa nel secondo senso) studia il cancro come un male di ordine fisico, cioè come una forma di privazione della salute, e cerca di assegnarne la ragione fondamentale e assolutamente prima: che cos’è il male fisico in particolare e il male in generale, e perché esiste? Intesa in questo secondo senso, la scienza può chiamarsi «sapienza», per distinguerla dalla scienza intesa nel primo senso. 3. Per farla breve, diciamo che ogni scienza parla delle cose osservabili (è il soggetto) per dirne le cause (è il predicato); le scienze intese nel primo senso, e diverse dalla sapienza, ne dicono le cause immediate e prossime; la sapienza ne dice le cause remote, le cause universali e assolutamente prime. 4. La «geopolitica» è una scienza? Potrebbe essere essa stessa una forma di sapienza? È ciò che vorremmo verificare qui, in occasione di un fenomeno più o meno ricorrente nella storia umana, i cui presupposti affondano le radici piuttosto lontano nel passato. -
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Dalla geopolitica alla teologia 2.1) Dei fatti osservabili 5. Gli Stati Uniti sono stati il primo paese a riconoscere ufficialmente il nuovo Stato d’Israele, il 31 gennaio 1949, e ad aprire la loro ambasciata a Tel Aviv, il 28 marzo 1949. Quasi cinquant’anni dopo, nel 1995, il Congresso ha adottato una legge che obbliga gli Stati Uniti a trasferire la loro ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme e a considerare Gerusalemme come la capitale d’Israele. La cosa fu fatta, per iniziativa del Presidente Donald Trump, il 14 maggio 2018, in occasione del settantesimo anniversario della dichiarazione d’indipendenza dello Stato d’Israele. Ivanka Trump, figlia e consigliera del Presidente, rappresentò gli Stati Uniti alla cerimonia d’inaugurazione. 6. Ovviamente, nella Striscia di Gaza furono organizzate da Hamas manifestazioni contro l’inaugurazione a Gerusalemme dell’ambasciata americana. L’esercito israeliano aprì allora il fuoco dal suo confine con Gaza. Di fronte alle critiche internazionali, solo gli Stati Uniti sostennero Israele al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mentre questo trasferimento d’ambasciata era stato descritto come un «atto di provocazione e di ostilità contro la nazione islamica» in un testo dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica. E d’altra parte, nel febbraio 2019, la commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite concluse che le violenze commesse da Israele durante le manifestazioni del 2018 potevano «costituire crimini di guerra o crimini contro l’umanità». 7. Un comportamento del genere, a dir poco sorprendente, soprattutto da parte degli Stati Uniti, richiede qualche spiegazione. Quali potrebbero esserne le cause, immediate e prossime? 2.2) Una spiegazione geopolitica? 8. È qui che, anche se può senza dubbio tentare di trovare tale spiegazione, la sola geopolitica rischia di lasciarci insoddisfatti. Come spiegare infatti il sostegno smisurato fornito dagli Stati Uniti allo Stato d’Israele, e ciò da decenni [2]? La risposta non è evidente. Lo attesta il fatto che, senza essere minimamente antisemiti, gli Americani che hanno conservato ancora un po’ di buon senso sono esasperati dalla politica che viene loro imposta nei confronti dello Stato d’Israele [3]. 9. Vi è certamente, per il momento, una convergenza di vedute e di interessi tra la destra religiosa israeliana e l’evangelismo politico americano, che può spiegare questa politica. Tale convergenza è stata del resto messa in evidenza – e perfino denunciata come tale – da colui che è attualmente il più influente dei giornalisti conservatori degli Stati Uniti, insieme a Candace Owens [4]: Tucker Carlson [5]. Contro ogni attesa, Laurie Cardoza-Moore, che è oggi una delle figure più in vista della lobby cristiano-sionista americana [6], ha criticato aspramente l’uno e l’altra di questi due commentatori per il loro «odio verso gli ebrei», qualificando le loro idee come «eresia» e «demoniache». Simili epiteti appaiono non solo sorprendenti ma decisamente fuori luogo nel quadro di un’analisi che si attenesse a dati propriamente geopolitici. La reazione segnalata attesta che la suddetta convergenza, se rende direttamente conto del fenomeno segnalato e osservato, deve essa stessa trovare la sua ragion d’essere profonda in motivi più remoti, motivi la cui portata sarebbe universale e oltrepasserebbe il quadro ristretto di una dimensione profana. Ciò non dovrebbe forse farci pensare che il teologico-politico potrebbe qui prevalere sul geopolitico? E che la sapienza possa dare le vere spiegazioni che la scienza resta impotente a fornirci? - 3 -
Le chiavi di una teologia politica 3.1) Spiegazione evangelica… 10. Sono degli ebrei che rivendicano qui il loro diritto a difendere la propria integrità territoriale, ed è fin troppo evidente che questa riveste per loro un significato propriamente religioso, di ordine teologico. Il quotidiano israeliano Haaretz non si è sbagliato quando titola: «Noi, cristiani americani, salutiamo l’obbedienza di Trump alla parola di Dio riguardo a Gerusalemme». L’articolo si deve alla penna di Laurie Cardoza-Moore. «Il Presidente Donald Trump», scrive già nel dicembre 2017, «sta attuando una delle iniziative storiche di dimensione biblica della sua presidenza, con l’insediamento dell’Ambasciata a Gerusalemme. […] Conformemente ai Profeti Ezechiele, Isaia e all’Apostolo Giovanni del Nuovo Testamento, tutti gli Israeliani attendono la ricostruzione del terzo Tempio» [7]. 11. Come ognuno sa, il sionismo cristiano è una corrente del cristianesimo evangelico protestante, secondo la quale la creazione dello Stato d’Israele nel 1948 sarebbe conforme alle profezie dell’Antico Testamento [8] e preparerebbe il ritorno di Gesù sulla terra, la seconda venuta di Cristo, che coinciderebbe con la conversione degli ebrei. Questi riconoscerebbero allora Gesù come loro Messia. Gli evangelici considerano così che l’esistenza stessa dello Stato d’Israele sia una tappa necessaria per realizzare il trionfo di Dio sulle forze del male, trionfo che si compirà quando gli ebrei convertiti al cristianesimo saranno salvati. E, dopo la realizzazione e il riconoscimento dello Stato d’Israele, la ricostruzione del terzo Tempio è la seconda tappa necessaria, e la condizione indispensabile, per questo ritorno di Cristo e per questa conversione dei giusti tra gli ebrei. 3.2) …o messianica? 12. Anche gli ebrei vogliono questa ricostruzione del terzo Tempio, ma ovviamente con un’intenzione totalmente diversa: ritengono infatti che tale ricostruzione non sia la condizione del ritorno di Gesù, il Messia già venuto, ma la tappa necessaria che deve precedere la venuta del vero Messia, il loro, diverso da quello dei cristiani. E secondo l’escatologia ebraica, al momento di questa venuta del vero Messia, in seguito alla ricostruzione del terzo Tempio, vi sarà un’opposizione fondamentale tra il bene, rappresentato da Israele, e il male, incarnato dalle nazioni non ebraiche. Opposizione che deve sciogliersi in una catastrofe finale, uno scontro generale tra le Nazioni che si distruggeranno a vicenda, a vantaggio di un dominio mondiale del popolo d’Israele. Il grande specialista della teologia ebraica Gershom Scholem (1897-1982) lo spiega molto bene nella sua opera magistrale The Messianic Idea in Judaism and Other Essays in Jewish Spirituality, apparsa nel 1971 e tradotta in francese nel 1992 con il titolo Le Messianisme juif. 13. «Nelle Apocalissi», scrive, «si tratta di due eoni, che si succedono l’uno all’altro e stanno in un rapporto antitetico: il mondo presente e il mondo a venire, il regno delle tenebre e il regno della luce. L’antitesi nazionale tra Israele e le Nazioni si allarga in antitesi cosmica. […] È in questo contesto che deve prodursi lo scontro finale tra Israele e le Nazioni». 14. Quest’idea è stata esplicitamente enunciata dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel suo importante discorso del 7 ottobre 2023, discorso dagli accenti chiaramente messianici [9]. Il capo dello Stato d’Israele ha affermato di nutrire «una fede profonda nell’eternità del popolo ebraico» e ha promesso di «realizzare la profezia di Isaia». Il profeta dell’Antico Testamento annuncia infatti ai figli d’Israele, al capitolo sessanta del suo libro, che «le tenebre ricoprono la terra, e una fitta oscurità i popoli delle nazioni; ma su di te si leva Yahweh, e la sua gloria si manifesta su di te» (versetto 2); «le ricchezze del mare si volgeranno verso di te, i tesori delle nazioni verranno a te» (versetto 5); «I figli dello straniero ricostruiranno le tue mura, e i loro re saranno tuoi servitori» (versetto 10); «Poiché la nazione e il regno che non ti serviranno periranno; quelle nazioni saranno interamente distrutte» (versetto 12); «I figli dei tuoi oppressori verranno a te a fronte china, e tutti quelli che ti disprezzavano si prostreranno ai tuoi piedi; e ti chiameranno Città di Yahweh, Sion del Santo d’Israele» (versetto 14); «Succhierai il latte delle nazioni, succhierai la mammella dei re, e saprai che io, Yahweh, sono il tuo Salvatore, e che il Potente di Giacobbe è il tuo Redentore» (versetto 16). 3.3) La fine di un tabù teologico-politico 15. L’esasperazione già menzionata del popolo americano è ben comprensibile e del tutto legittima, ma per darle soddisfazione non basterebbe attenersi a un’analisi che si limitasse in modo troppo ristretto allo scacchiere geopolitico, facendo valere interessi economici e finanziari. La vera spiegazione è di ordine teologico – o religioso. Ne davano già testimonianza le parole pronunciate da Benjamin Netanyahu in occasione della visita lampo a Gerusalemme del segretario di Stato americano Mike Pompeo, il 13 e 14 maggio 2020. In quell’occasione Netanyahu ha moltiplicato i riferimenti all’Antico Testamento, nel ringraziamento che rivolse al Presidente Trump, a nome del suo popolo, per aver riconosciuto Gerusalemme come capitale d’Israele. La lobby sionista, che esercita attualmente una grande influenza sul governo degli Stati Uniti, contribuisce così alla ricostruzione del terzo Tempio, per affrettare la venuta del Messia. E l’attuale governo Netanyahu, formato nel novembre 2022 e beneficiario di questa assistenza massiccia e continua del governo americano, è il più messianico della storia d’Israele. Con lui si può ben dire che il tabù teologico-politico è stato infranto. L’intenzione messianica che presiede a tutti questi rimaneggiamenti geopolitici è chiaramente accertata. - 4 -
Dalla scienza alla sapienza 16. Tuttavia, il rischio dell’equivoco è ancora lungi dall’essere scongiurato, perché esso riappare su un altro piano. Per gli ebrei, l’avvento del Messia, nei tempi previsti da Dio, vedrà l’instaurazione di una monarchia universale e il ritorno di un nuovo paradiso terrestre, di cui il Tempio di Gerusalemme sarà il centro spirituale mondiale, e di cui gli ebrei consacrati saranno i sacerdoti di una nuova Umanità rigenerata dal ritorno di Dio in mezzo al suo popolo, la Shekhinah. 17. Questa interpretazione ci è fornita da uno dei rappresentanti più accreditati della Cabala ebraica, il rabbino Elia Benamozegh (1823-1900), nel suo libro Israël et l’Humanité, la cui traduzione francese è apparsa presso Albin Michel nel 1961. Nato e morto a Livorno, in Italia, Elia Benamozegh fu in vita rabbino e professore di teologia alla scuola rabbinica della sua città natale. «Per l’ebraismo», scrive, «il mondo è come una grande famiglia in cui il padre vive in contatto immediato con i suoi figli, che sono le diverse nazioni della terra. Fra questi figli c’è un primogenito che, conformemente alle antiche istituzioni, era il sacerdote della famiglia, incaricato di far eseguire gli ordini del padre e di sostituirlo in sua assenza. Era lui che amministrava le cose sacre, che officiava, insegnava, benediceva. In riconoscimento di questi servizi riceveva una doppia parte dell’eredità paterna e la consacrazione o imposizione delle mani, sorta d’investitura religiosa che il padre accordava talvolta, al posto del primogenito, a quello tra i suoi figli che giudicava più degno. Tale è la concezione ebraica del mondo. In cielo un solo Dio, padre comune di tutti gli uomini, e sulla terra una famiglia di popoli tra i quali Israele è il primogenito, incaricato di insegnare e di amministrare la vera religione dell’umanità, di cui è il sacerdote. Questa religione è la legge di Noè: è quella che il genere umano abbraccerà ai giorni del Messia e che Israele ha la missione di conservare e di far prevalere a suo tempo. Ma come popolo-sacerdote, come nazione consacrata alla vita puramente religiosa, Israele ha doveri speciali, obblighi particolari che sono come una sorta di legge monastica, di regola claustrale, una costituzione ecclesiastica che gli resta personale in ragione delle sue alte funzioni. Quale era dunque la linea già tracciata che avrebbero dovuto seguire i primi cristiani? Era di attenersi strettamente alla concezione ebraica: la legge di Mosè per gli ebrei, la legge noachide per i gentili. Invece, che cosa è accaduto? […] Si predicarono soltanto le due soluzioni estreme, cioè da un lato la soppressione pura e semplice della legge mosaica, e dall’altro la sottomissione di tutti a questa legge. […] Ora, che cosa annunciavano le profezie? Che Israele, custode del messianismo, sarebbe stato, al suo avvento, considerato dai gentili come sacerdote dell’umanità, e che la sua individualità come popolo di Dio sarebbe stata tanto più assicurata quanto più la verità della sua missione fosse stata generalmente riconosciuta» [10]. […] «Questo posto particolare accordato a Israele non è dunque, come troppo spesso si è rimproverato agli ebrei, un privilegio egoistico; è il complemento religioso necessario alla costituzione della grande famiglia umana» [11]. […] «Dio, per l’ebraismo, è il creatore e il padre di tutti i popoli; impone il rispetto dei diritti di ciascuno e, in questo mondo di nazioni che costituiscono una grande famiglia, Israele appare come il cuore dell’umanità, con una funzione del tutto particolare e la gloriosa missione di lavorare all’unità futura di tutto il genere umano» [12]. 18. L’idea mondialista dell’unità del genere umano è dunque, agli occhi di questo rappresentante accreditato dell’ebraismo, un’idea religiosa, ed è necessariamente legata al ruolo sacerdotale devoluto al popolo ebraico. È l’idea della monarchia universale del Messia d’Israele, che regna su tutta la terra dal Tempio finalmente ricostruito. Il popolo d’Israele vi sarà il sacerdote dell’umanità. Ma la realizzazione di questa monarchia universale passa per la distruzione della Cristianità, la distruzione del potere religioso della Roma cattolica e del potere politico delle società cristiane, la distruzione del regno sociale di Cristo Re. La ricostruzione del Tempio di Gerusalemme è dunque legata a questa attesa della distruzione della Cristianità e del potere politico-spirituale della Roma dei Papi. Spinto fino in fondo nella sua spiegazione profonda, il fenomeno geopolitico contemporaneo sfocia in un antagonismo di fondo, che è a tutti gli effetti di ordine teologico. 19. Di questo antagonismo la Chiesa ebbe piena conoscenza, fin dall’inizio e in ogni tempo. La ricapitolazione teologica più formale ne è enunciata nel libro di padre Julio Meinvielle, Le Judaïsme dans le mystère de l’histoire (in originale El judío en el misterio de la historia), pubblicato per la prima volta nel 1936. Ma i Padri della Chiesa si erano già chinati sulla questione, da lungo tempo, nei loro commenti alla Scrittura, specialmente al capitolo II della Seconda Lettera ai Tessalonicesi dell’Apostolo san Paolo. Il Dottore delle Genti fa coincidere l’apparizione dell’Anticristo, che sarà il falso Messia degli ebrei, con la cessazione di un ostacolo che si oppone a questa venuta dell’Anticristo, ostacolo che cesserà con la grande apostasia e che si può così identificare con l’influenza politico-religiosa della Chiesa cattolica romana. 20. Tra i Padri della Chiesa, sant’Ireneo di Lione (130-200) descrive, al capitolo venticinque del libro V del suo magistrale trattato Contro le eresie [13], la venuta di questo falso Messia, l’Anticristo, che avverrà alla fine dei tempi, come dichiara san Paolo nel passo già citato. Questo falso Messia siederà nel Tempio di Gerusalemme, finalmente ricostruito, e gli ebrei lo riconosceranno come tale. Al numero 4 di questo capitolo XXV, sant’Ireneo cita la parola di Nostro Signore riportata da san Giovanni nel suo Vangelo, al versetto 43 del capitolo V: «Il Signore diceva parimenti a coloro che non credevano in lui: “Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel proprio nome, lo riceverete”: con questa parola “altro” intendeva l’Anticristo, perché è estraneo a Dio. È lui anche quel giudice iniquo del quale il Signore ha detto che “non temeva Dio e non aveva riguardo per gli uomini”, e presso il quale si rifugiò la vedova dimentica di Dio, cioè la Gerusalemme terrestre, per chiedere vendetta del suo nemico. È precisamente ciò che farà l’Anticristo al tempo del suo regno: trasferirà la sua regalità a Gerusalemme e siederà nel Tempio di Dio, persuadendo insidiosamente i suoi adoratori di essere il Cristo» [14]. 21. San Tommaso d’Aquino, nel suo Commento allo stesso passo del Vangelo di san Giovanni, sostiene la medesima opinione: «Poiché gli ebrei», dice, «non hanno voluto riconoscere Gesù come il Messia, il castigo del loro peccato sarà che riconosceranno l’Anticristo come il Messia, cosicché credano alla menzogna, loro che non hanno voluto credere alla Verità». Questo falso Messia sopraggiungerà quando l’apostasia sarà generalizzata, in modo che i malvagi siano sufficientemente separati dal troppo piccolo numero dei fedeli. 22. È dunque chiaro che, per i cristiani e per la Chiesa cattolica, il falso Messia degli ebrei, la cui venuta coinciderà con la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, non è altri che l’Anticristo annunciato nelle Scritture. E questo Anticristo sarà vinto al momento della seconda venuta di Cristo, alla fine del mondo, che sarà preceduta da questa prova della venuta dell’Anticristo, falso Messia del popolo d’Israele. 23. L’illusione e l’equivoco dei sionisti evangelici, cioè di quei protestanti che vogliono affrettare la ricostruzione del Tempio per affrettare la presunta conversione degli ebrei, è dunque grandissima. Essa dà luogo senza dubbio a una coincidenza d’interessi tra gli Stati Uniti e lo Stato d’Israele, ma questa non è che provvisoria e serve gli interessi della causa ebraica, che, in definitiva, se crediamo a sant’Ireneo e a san Tommaso, con san Paolo, sono quelli dell’Anticristo. 24. Per questo la geopolitica di questo primo quarto del XXI secolo, lasciata ai suoi soli lumi, resta impotente a darci la vera intelligenza degli eventi che si svolgono sotto i nostri occhi. Questi non possono essere compresi correttamente se non alla luce di dati religiosi, biblici e teologici. La vera scienza, capace di darci la spiegazione, è la Sapienza che viene dall’alto, la scienza dei santi, che si fonda sulle cause profonde che Dio ha voluto rivelarci e la cui espressione ha affidato alla Sua Chiesa. «Prefazione» alla versione americana del libro Vrai Israël et faux judaïsme, pubblicato nel 2018 dalle Éditions Iris: True Israel and False Judaism, De Reggio, 2026. Traduzione italiana dall’originale francese (Courrier de Rome, n. 700, settembre 2026). NOTE 1 - Per esempio secondo l’Encyclopaedia Britannica. Cfr. Charles De Koninck, «Abstraction de la matière», in Œuvres de Charles De Koninck, tomo I, volume 2, Presses de l’Université Laval, pp. 155-156. 2 - Dal 7 ottobre 2023 gli Stati Uniti hanno fornito allo Stato d’Israele un sostegno finanziario di 30 miliardi di dollari e, dalla creazione di questo Stato, 80 anni fa, l’aiuto finanziario americano ammonta a 300 miliardi di dollari. 3 - Gli Stati Uniti contano 350 milioni di abitanti, mentre lo Stato d’Israele ne conta 9 milioni. Geopoliticamente, Israele dovrebbe apparire insignificante. 4 - Candace Owens, nata il 29 aprile 1989 a Stamford (Connecticut), è una commentatrice politica americana, vicina a Donald Trump e legata dal 2017 al movimento conservatore. Pubblicamente contraria al diritto all’aborto, che definisce uno «strumento di sterminio dei bambini neri», ha preso le parti di Vladimir Putin in occasione dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Conosciuta e apprezzata dall’élite repubblicana newyorkese, nel 2017 lancia Red Pill Black, un sito web e un canale YouTube che promuovono il conservatorismo presso il pubblico afroamericano. 5 - Tucker Carlson, nato il 16 maggio 1969 a San Francisco (California), è un editorialista e conduttore televisivo americano della destra radicale. Inizia la sua carriera come giornalista per il periodico conservatore The Weekly Standard prima di essere ingaggiato come conduttore dall’emittente CNN nel 2000 e poi da MSNBC nel 2005. Dal 2016 al 2023 è ingaggiato dalla famiglia Murdoch per condurre la trasmissione Tucker Carlson Tonight su Fox News. La sua trasmissione è seguita ogni sera da quasi 3 milioni di telespettatori, il che ne fa il programma più popolare di Fox News. Il 24 aprile 2023 Fox News annuncia bruscamente la fine della collaborazione con Tucker Carlson. Il 6 giugno 2023 Tucker Carlson lancia la sua nuova trasmissione sul social network Twitter, dove riprende in formato ridotto il suo vecchio programma di Fox News. 6 - Nata il 20 febbraio 1962 a Fort Lauderdale, in Florida, Laurie Cardoza-Moore è cresciuta nella religione cattolica, ma è divenuta una «cristiana sionista». Ha fondato e presiede l’organizzazione Proclaiming Justice to the Nations (PJTN), dedita alla lotta contro l’antisemitismo. Attivista e leader evangelica, conduce la trasmissione televisiva Focus On Israel su NRB TV. La sua organizzazione è stata il motore di un progetto di legge adottato nel 2015 dall’assemblea legislativa dello Stato del Tennessee, che condannava come antisemite le sanzioni (BDS) contro Israele. Ha collaborato con il governatore della Florida, Ron DeSantis, per rendere obbligatorio lo studio della Bibbia ebraica nelle scuole pubbliche della Florida, affermando che gli Stati Uniti sono «fondati sulla Torah». 7 - «We American Christians Welcome Trump’s Obedience to God’s Word on Jerusalem», Haaretz del 6 dicembre 2017 - https://www.haaretz.com/opinion/2017-12-06/ty-article/we-u-s-christians-welcome-trump- enacting-gods-word-on-jerusalem/0000017f-f765-d318-afff-f76767b80000. 8 - Sul sionismo propriamente detto, considerato nella sua dimensione ebraica, si possono consultare gli studi dello storico israeliano specialista di storia contemporanea Shlomo Sand, nato il 10 settembre 1946 a Linz, in Austria. Professore all’Università di Tel Aviv dal 1985, si è fatto conoscere con il libro Comment le peuple juif fut inventé (in italiano L’invenzione del popolo ebraico), in cui rimette in discussione in modo critico la narrazione nazionale israeliana prodotta dal movimento sionista, in particolare dal sionismo revisionista. 9 - https://www.lebrief.ma/nous-sommes-le-peuple-de- la-lumiere-eux-sont-celui-des-tenebres-linquietant-discours-de-netanyahu-108664/ 10 - Elia Benamozegh, Israël et l’Humanité, Albin Michel, 1961, pp. 40-42. 11 - Elia Benamozegh, ibidem, p. 238. 12 - Elia Benamozegh, ibidem, capitolo V, p. 239. 13 - La traduzione latina del testo greco si trova nella Patrologia Graeca dell’abate Migne, tomo VII, coll. 1188-1192. 14 - Patrologia Graeca dell’abate Migne, t. VII, col. 1191. |