GIUBILEO 2000
Pellegrinaggio internazionale a Roma della Fraternità
Sacerdotale S. Pio X
Nei giorni 8, 9 e 10 agosto si è svolto a Roma il pellegrinaggio
internazionale dell’Anno Santo, organizzato dalla Fraternità San
Pio X.
Il giorno 8, alle 9,30, i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi,
le religiose e i fedeli si sono ritrovati nel piazzale che affianca la
Basilica di San Paolo fuori le mura; da qui, dopo aver cantato il Veni
Creator Spiritus, si sono recati in processione, al canto del Benedictus
qui venit e del Laetatus sum, all’interno della Basilica, ove hanno
pregato alla Porta Santa e ai piedi dell’Altare della Confessione. Dopo
aver cantanto il Credo e recitato e cantato il Pater, l’Ave
e il Gloria, hanno reso onore alla Santa Vergine e a San Paolo col
canto del Tota pulchra e dell’Egregie doctor Paule. Sempre
in processione, accompagnandosi col canto del Lauda Sion Salvatorem,
sono ritornati sul piazzale, dandosi appuntamento alle 15,00 in via della
Conciliazione.
Alle 15,00 si è svolta la processione lungo via della
Conciliazione, fino alla Basilica di San Pietro, al canto delle Litaniae
Sanctorum. Anche qui i pellegrini hanno pregato alla Porta Santa e
ai piedi dell’Altare della Confessione. Dopo aver cantato il Credo
e il S. Rosario, hanno reso onore alla Santa Vergine col canto del
Salve Regina, hanno pregato per il Sommo Pontefice col canto del
Tu es Petrus, e hanno reso onore a San Pietro col canto Decora
lux aeternitatis. Mentre i fedeli, i religiosi e le religiose rimanevano
all’interno della Basilica, in atteggiamento orante e rispettoso, i Vescovi
e i sacerdoti hanno pregato alla tomba di San Pio X, cantando, accompagnati
da tutti i pellegrini, il Sancte Pie Decime. Con in testa la Croce
e il clero sono poi usciti tutti dalla Basilica al canto del Christus
vincit e del Lauda Ierusalem.
Il giorno 9, alle ore 9,30, i pellegrini si sono ritrovati sul piazzale
antistante la Basilica del SS. Salvatore (San Giovanni in Laterano) e al
canto del Veni Creator Spiritus si sono predisposti all’ingresso
nella Basilica, ove sono entrati in processione, pregando poi alla Porta
Santa e ai piedi dell’Altare della Confessione. Anche qui hanno cantato
e recitato il Credo, il Pater, l’Ave e il Gloria
e reso onore a San Giobanni Battista col canto dell’Ut queant laxis
e a San Giovanni Evangelista col canto Hic est discipulus ille.
Tutti sono poi usciti in processione al canto del Christus vincit, Exaudi
Christe.
Tenendosi ordinatamente in processione, con in testa la Croce
seguita dai Vescovi, dal clero, dai religiosi e dalle religiose, i pellegrini
hanno percorso via Merulana fino alla Basilica di Santa Maria della Neve
(S. Maria Maggiore), intonando il Christus Vincit, il Lauda Sion
e altri inni sacri.
Entrati in processione nella basilica hanno pregato alla Porta Santa
e ai piedi dell’Altare della Confessione. Hanno quindi cantato il Credo
e il SS. Rosario con le Litaniae Lauretanae, e hanno reso
onore a San Pio V col canto del Dum esset summus Pontifex.
L’uscita dalla basilica ha dovuto essere predisposta in maniera meno
ordinata, poiché i pellegrini che avevano gremito la Basilica hanno
dovuto far posto a tutti gli altri che erano rimasti fuori per mancanza
di spazio.
Sono rimasti all’altare solo i Vescovi, il clero e i religiosi, i quali
insieme ai nuovi pellegrini entrati hanno ripetuto le preghiere e i canti.
Tutti i pellegrini si sono recati poi al vicino parco di Colle Oppio,
ove era stato predisposto l’Altare per la celebrazione della S. Messa
Pontificale in onore di Cristo Re, che si è tenuta alle ore
16, dopo che diecine di sacerdoti avevano amministrato ai fedeli il Sacramento
della Confessione.
La S. Messa è stata officiata da Mons. Bernard Fellay, Superiore
Generale della Fraternità San Pio X, assistito dai sacerdoti e dai
seminaristi; mentre le migliaia di fedeli in ginocchio hanno assistito
alla S. Messa con una partecipazione e un’unicoralità che
la Roma nobilis orbis et Domina non vedeva da piú di due
lustri. Dopo l’Ite missa est, in gratiarum actione, è stato
cantato il Te Deum.
Si calcola che il numero dei pellegrini fosse di circa 6-7000, provenienti
da tutte le parti del mondo: dall’Europa, dalle Americhe, dall’Africa,
dall’Asia e dall’Australia; migliaia i giovani, sposati, con figli di ogni
età. Con loro quattro Vescovi della Fraternità accompagnati
da circa 300 tra sacerdoti e seminaristi, da un nutrito gruppo di religiosi
e da un centinaio di religiose: tutti in stragrande maggioranza giovani.
Scontato l’abito talare per i sacerdoti e per i seminaristi, l’abito
tradizionale dei rispettivi ordini per i religiosi e le religiose, molte
delle persone presenti a Roma in quei giorni sono rimaste colpite soprattutto
dall’abbigliamento decoroso dei laici e dall’uso del velo sul capo da parte
delle donne, anche le piú giovanissime.
L’ordine spontaneo, la compostezza, la coralità nei canti, hanno
lasciato perplessi molti altri pellegrini che si trovavano a Roma senza
neanche sapere che cosa stesse accadendo.
Lo stupore maggiore è stato degli uomini di Chiesa romani che
non si aspettavano di vedere i prelati, i sacerdoti, i religiosi e i fedeli
tradizionalisti varcare le soglie delle Basiliche giubilari: cosí
numerosi, cosí giovani, cosí ordinati, cosí partecipi,
cosí adusi al latino della Chiesa fin dalla piú giovane età.
Dopo le preghiere e i canti, prima di uscire processionalmente da ogni
Basilica: tutti attenti ad ascoltare le parole dei Vescovi: non un grido,
non un battimani, non un vociare inopportuno.
Le navate delle basiliche erano sgombre dai banchi e dalle sedie: per
i piú anziani si usavano le sedie accatastate vicino ai pilastri
delle navate, nell’uscire dalla Basilica tutte le sedie venivano riaccatastate
come prima.
Il 10 agosto, giorno destinato al pellegrinaggio delle sette
Basiliche, ai pellegrini è stato raccomandato di non far partecipare
gli anziani e i bambini: che certo non avrebbero potuto sostenere, sotto
il sole cocente, un giro a piedi di circa 23 km.
I partecipanti si sono quindi divisi per gruppi e, assistiti dai sacerdoti,
hanno fatto il giro delle sette Basiliche; invadendo di fatto la città
tra lo stupore di molti romani e il compiacimento di molti altri, che hanno
tenuto anche a manifestarlo apertamente.
Qualche curiosità.
Le Basiliche di Roma, lungi dal respingere i tradizionalisti, li hanno
accolti con tutte le luci accese, le candele accese sugli altari, gli impianti
di diffusione pronti all’uso e in perfetto ordine. Non un disturbatore.
In San Pietro, anche le Guardie Svizzere si sono inginocchiate per
pregare insieme ai pellegrini della Tradizione Cattolica.
Qualcuno dice, non sappiamo se è vero, che tutti i preti della
Fraternità abbiano celebrato la S. Messa tradizionale nei luoghi
di culto in cui si trovavano, comprese le chiese e le Basiliche visitate.
Un quotidiano locale (Il Messaggero), notoriamente vicino ai prelati
progressisti, il primo giorno (9.8) ha pubblicato un resoconto intriso
di stupore e indignazione, e condito da molte imprecisioni; il secondo
giorno (10.8) ha invece corretto il tiro, è stato piú attento,
a fronte della innegabile manifestazione di compostezza e di devozione
offerta dai pellegrini tradizionalisti.
Un seminarista italiano, che in un primo momento era entrato in un
seminario diocesano del sud, ci teneva a far sapere come avesse deciso
di affidarsi ad uno dei seminari della Fraternità San Pio X: per
lo stupore provato di fronte alla totale mancanza di senso religioso perfino
del Vescovo; quando vide con i propri occhi che si arrivava perfino al
punto di buttare sull’aia l’acqua prima benedetta per l’aspersione, si
decise a rivolgersi a chi è rimasto fedele alla millenaria tradizione
della Santa Chiesa.
(9/2000)
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