LA “NUOVA ÉLITE EBRAICA”

CHE GOVERNA IL MONDO

prima parte
 


di  Don Curzio Nitoglia

Prima parte
Seconda parte
Terza parte


Gli articoli dell'Autore sono reperibili sul suo sito
https://doncurzionitoglia.wordpress.com/










La dottoressa Tiziana Alterio ha scritto un libro molto interessante e ben documentato (1) (Padroni nell’ombra. La nuova élite ebraica che governa il mondo. Chi sono e come operano, stampato in proprio, 2025 (2)), in cui affronta il problema - del tutto nuovo e poco conosciuto - di una sorta di “cambio della guardia” nella dirigenza del mondo dell’élite ebraica.

Infatti, quando si parla di élite ebraica, si pensa normalmente ai Rothschild, ai Warburg, agli Elkann…

Tuttavia, la dottoressa Alterio dimostra - documenti alla mano - che è appena nata una nuovissima generazione di “ebrei tecnocrati/informatici rampanti”, i quali, si sono affiancati alla “vecchia guardia” dei “Rothschild & company” e l’hanno rinverdita tramite l’informatica, arrivando pian piano e silenziosamente ad aiutare le grandi vecchie famiglie ebraiche del Sette/Ottocento alla guida del comando del mondo dell’alta finanza (banche, industria bellica, farmaceutica e informatica) statunitense e, quindi, mondiale (almeno per ora), che non si sono ancora tecnologicamente aggiornate.

Forse, ma posso sbagliarmi, è difficile che le abbiano soppiantate; certamente le affiancano e le corroborano tecnologicamente, come un giovane ingegnere informatico può aiutare il padre anch’egli ingegnere, ma abituato alla vecchia scuola dei calcoli matematici fatti a penna o a memoria, tramite la nuova tecnologia altamente avanzata dei computer della quale il padre non è pienamente padrone.

Questi giovanottini rampanti (ammesso che durino) riescono adesso (in un momento talmente critico, dopo la pandemia Covid/19 e le guerre ucraino/russa del 2022/2026 e della Palestina nel 2024/2026) a influenzare molto profondamente le decisioni sia degli Usa che dei “Paesi satelliti del Patto atlantico”, i quali tuttavia son tutti eterodiretti da Israele, il vero “Principe di questo mondo” (Gv., XII, 31).

Essi formano una sorta di nuovo “Stato profondissimo” che è strettamente legato o omologato a Israele, il quale tramite essi dirige e governa ogni cosa.

In particolare, i tre eventi sunnominati (Covid/19, guerra ucraino/russa e israelo/palestinese) non solo hanno favorito la loro ascesa, ma sono stati anche favoriti ampiamente da essi.


Prologo

La superpotenza angloamericana sta andando incontro a un lento ma inesorabile declino e potrebbe essere soppiantata da Russia e Cina. Il potere nazionale, una volta in mano alla Politica, ora è detenuto dalla Finanza, che dirige il mondo, essendo ancora (forse per poco) il nord-America il “Gendarme del mondo”; oramai con il “Trumpismo” si dovrebbe dire più esattamente: il “Carabiniere dell’Universo … alla Mudù” ….

È il famoso “Deep State” o “Stato profondo”, che da dietro le quinte (Israele) dirige il Parlamento e la Presidenza della Repubblica statunitense e il globo intero.
In ciò mi permetto di “dissentire” (“si parva licet componere magnis”, VIRGILIO, Georgiche, IV, 176) da Khomeini: il “grande satana” è Israele e gli Usa sono il “piccolo satana” e non viceversa. Ma negli anni Settanta era facile credere il contrario. 

Questi “giovanotti tecnologicamente rampanti” sono al 99% di origine ebraica (p. 7) e si sono impadroniti (affianco delle vecchie famiglie, che non sono state azzerate o rimpiazzate totalmente) delle leve del comando mondiale grazie al Covid/19, a Gaza e all’Ucraina.

Essi rappresentano oramai un nucleo ristretto, che - tramite le multinazionali (bancarie, farmaceutiche e belliche) da loro dirette e l’uso disinvolto dell’«Intelligenza Artificiale», gli strumenti di sorveglianza di massa - agiscono nell’ombra, dirigono i governi e lasciano dietro di sé morte, miseria e distruzione, naturalmente per ricostruire meglio (alla “Gaza beach”) tutto ciò che di brutto hanno distrutto, non da imprenditori/affaristi, ma invece da veri “filantropi democratici” (alla Soros) e senza nessun interesse privato; insomma, sono “portatori sani” …

Questi giovanotti (appena saliti all’onore delle cronache) sono (per ora) i re della tecnologia informatica, messa a disposizione dell’industria bellica, farmaceutica e spionistica.



Il “primo yuppie” dell’Alta Finanza contemporanea: Larry Fink

L’Autrice ci spiega che uno dei primi neo/elitari della cupola ebraica tecnologica, che dirige ora il mondo e sembrerebbe aver eguagliato o meglio affiancato i Rothschild (mi sembra eccessivo dire con certezza che li abbia addirittura rimpiazzati) si chiama Larry Fink, nato il … 2 novembre … 1952 in California.

Sin dal 1976, Larry lavorava a New York presso la banca “First Boston” (p. 13). Fu lì che assieme al banchiere Lewis Ranieri (nato a New York nel 1947) della banca “Salomon Brothers” inventò una nuova pratica finanziaria (la “cartolarizzazione del debito”, cioè la vendita del credito sotto forma di obbligazione). Questo meccanismo si diffuse rapidamente ma sfuggì di mano alle banche «dando inizio alla crisi del 2008, con il fallimento della banca “Lehman Brothers” e l’esplosione della bolla dei subprime (3) » (p. 13).

Tuttavia, quando Fink avviò questa pratica verso il 1976, essa funzionava perfettamente e «si stimava che il suo lavoro avesse generato profitti per la “First Boston” per un miliardo di dollari» (p. 13).

Ora, nel 1986, quando era già diventato dirigente della “First Boston” Larry era chiamato a Wall Street con il soprannome di “Re Mida”, ossia colui che trasformava in oro tutto ciò che toccava. 

Larry era convinto che i tassi d’interesse sarebbero saliti sempre più e così pure la sua ricchezza (p. 14).

Ma l’ambizione, la superbia e il voler ignorare i limiti umani stavano per mettere Larry difronte alla caduta precipitosa, simile a quella di Icaro

Infatti, le cose andarono ben diversamente: i tassi crollarono vertiginosamente e Larry che non si era minimamente protetto crollò assieme a essi.

Il suo errore causò il quasi totale fallimento della “First Boston” in soli tre mesi. Larry fu licenziato. Tuttavia, capì dal suo errore che a Wall Street si rischia troppo, facendo troppo affidamento sulle capacità dei broker, senza tener conto delle conseguenze catastrofiche di un errore che inizialmente può sembrare piccolo ma che alla fine diventa enorme (“Parvus error in principio fit magnus in fine”).

Fu così che egli seppe trasformare una cocente sconfitta in una grande vittoria. Egli trasformò lo sbaglio in un’invenzione rivoluzionaria per il mondo della finanza: dar vita a una delle più grandi società di gestione degli investimenti guidata non più da un uomo/broker (fallibile, come lui aveva fallito) ma da un software  (reputato “onnisciente” come il Padreterno). 

Larry capì finalmente che l’errore non fu soltanto suo, “ma riguardava l’intero sistema finanziario” (p. 15). Infatti, nessun broker disponeva degli strumenti necessari per valutare correttamente i rischi, non era ancora diventato un “software”. Fu proprio così che Larry arrivò a scoprire e lanciare sul mercato l’importanza della protezione dal rischio finanziario. Appena un anno dopo (1987) arrivò alla conclusione giusta del problema, che cambierà per sempre la finanza mondiale, la vita di Larry e – purtroppo – anche la nostra di comuni mortali o “sotto-uomini”.

Larry creò una nuova società d’investimento, che metteva il controllo del rischio economico/finanziario al primo posto, che fosse capace di prevedere in forte anticipo le insidie dell’investimento, servendosi come strumento principale della tecnologia più avanzata, ossia creando un software (4) ad hoc (p. 16).

Tuttavia, restava un grosso problema da sormontare: chi avrebbe osato affidare i propri risparmi a un broker che aveva fatto perdere circa 100 milioni di dollari alla “First Boston”?

… Però, Larry era di origine ebraico/polacca e ciò gli consentì di stringere nuove alleanze (p. 16) “in una New York dove la comunità ebraica rappresenta il principale centro dell’ebraismo americano ed è tra le più influenti al mondo” (p. 16). 

“Fu proprio quest’ultimo fattore a permettere a Larry Fink di rimettersi in gioco … infatti, una rete invisibile di solidarietà lega gli Ebrei di tutto il mondo” (pp. 18-19), anche quelli falliti.

Nel 1988, annus horribilis per Larry, si attivò la rete del “potere invisibile di questo mondo” che caratterizza l’ebraismo mondiale. Infatti, Larry nel 1988 incontra Stephen Schwarzmann, anch’egli ebreo (nato in Pennsylvania nel 1947) e con un iter molto simile al suo.

Stephen a soli 31 anni era diventato (1978) amministratore delegato della “Lehman Brothers”, una delle banche più grandi e spregiudicate degli Usa.
Nel 1985 Schwarzmann aveva deciso di fondare assieme a un altro banchiere (Peter George Peterson, † 2018) la società “Blackstone”, che diverrà uno dei fondi di “private equity” più prestigiosi al mondo.
Tra Fink e Schwarzmann scattò immediatamente una scintilla d’intesa. Fu così che Larry, benché avesse fallito con un debito di 100 miliardi di dollari, trovò chi accettasse la sua nuova idea di società finanziaria, che si sarebbe dedicata alla gestione patrimoniale del gruppo “Blackstone”. Fink mise la società alla prova della tecnologia che avrebbe gestito il rischio negli affari, onde prevenire ulteriori fallimenti ed errori finanziari.

Il successo fu immediato e l’attività divenne redditizia in poco tempo. Tuttavia, si arrivò attorno al 1993/94 al divorzio tra Larry e Schwarzmann (p. 21).

Larry - allora - fonda la “BlackRock”, essendosi sganciato dalla “Blackstone” di Schwarzmann.
Ora, il 1994 è l’anno in cui la “Netscape” contribuisce alla diffusione commerciale d’Internet. “È l’inizio di un nuovo ciclo commerciale basato sull’informatica e su Internet” (p. 23). Nel medesimo anno Jeff Bezos (nato nel 1964 nel Nuovo Messico degli Usa) fonda “Amazon”.

Nel 1981, con Ronald Reagan, il neoliberismo selvaggio entra alla Casa Bianca. Nel 1989 crolla l’Urss. Con Reagan il keynesismo (un minimo d’intervento statale nelle questioni economiche nazionali) tramontò e trionfò il super/capitalismo iper/liberista della Scuola di Chicago (von Myses, von Hayeck e Milton Friedman), ossia il “mini-archismo”; cioè, il liberismo “mini-archista” (che vuole concedere il minimo spazio al potere dello Stato) se non francamente anarchico/conservatore o di “destra”.
Insomma, è la vittoria dell’occamismo, che anche con la Thatcher (oltre che con Guglielmo Occam, † 1308) affermava: “Non esiste la società, ma solo l’individuo”; l’occamismo e il thatcherismo fecero breccia anche nella “sinistra radical-chic” e nella destra detta “sociale” ...  

«Le idee neoliberiste furono esportate in tutto il mondo dal “Fondo Monetario Internazionale” (FMI), dalla “Banca Mondiale” e dalla “Organizzazione Mondiale del Commercio” (WTO) … fu allora (dopo il crollo del muro di Berlino e del comunismo sovietico) che anche le sinistre spalancarono le porte a quel modello di pensiero economico neoliberista che stava attecchendo negli Usa e in Inghilterra … anche tutti gli altri governi del mondo occidentale, iniziarono a lasciare la libertà alle industrie e alla finanza di crescere in modo smisurato» (p. 25-26) a discapito della “classe operaia”, che però “va in Paradiso” (sovietico, gulag annesso).

“BlackRock” nasce in questo periodo particolare (1989/1991). “Con lo strumento tecnologico unico e innovativo ‘Aladdin’ e con una squadra di amici legati da tradizioni ebraiche; “BlackRock” dopo appena un anno, nel 1995, già inizia a ramificarsi e acquisisce diverse realtà importanti … siamo nel 1999 e “BlackRock” movimenta un patrimonio da 165 miliardi di dollari, una montagna di denaro, che corrisponde all’incirca a cinque manovre finanziarie dell’Italia.

Sempre nel 1999 Bill Clinton permette, con una legge, la fusione tra banche, compagnie assicurative e società d’investimenti e, così, apre la strada alla creazione di giganti finanziari integrati.

Dopo la grande crisi economica del 1929, al contrario, si fecero leggi in Usa che potessero controllare le grandi speculazioni finanziarie, soprattutto attraverso la separazione netta tra le banche commerciali e quelle d’investimento, proprio per tutelare i piccoli risparmiatori dagli squali speculatori e non speculativi. Infatti, da quel momento i risparmi non potevano essere impiegati in investimenti a lungo termine e ad alto rischio (“subprime”; cioè: speculare ad alto rischio con i soldi dei piccoli risparmiatori.); attività che, invece, potevano svolgere esclusivamente le banche d’investimento. Insomma, il crollo del ’29 aveva insegnato che non si potevano fare speculazioni finanziarie con i soldi dei piccoli risparmiatori, mettendo a rischio l’economia reale di un’intera Nazione.

Tuttavia, dopo appena mezzo secolo, con Clinton, si tornò indietro e si smantellò la preziosa separazione tra le diverse attività finanziarie distinguendo “banche di piccoli risparmiatori” (o di “serie B”) e banche d’investimento (o di “serie A”), permettendo nuovamente di speculare ad alto rischio (“subprime”) con i soldi dei piccoli risparmiatori.
Naturalmente vi furono le pressioni delle lobby bancarie.

Larry capì sùbito la portata finanziaria di questo cambiamento e agli inizi del 2000 ampliò l’orizzonte di “BlackRock” sotto la guida di Hallack (p. 28).

Con il software ‘Aladdin’, “BlackRock” di Wall Street è l’unica società al mondo in grado di valutare il rischio; quindi, può anche sistemare la situazione finanziaria a quei clienti a cui le cose stanno andando male.
Larry stava riconquistando il podio di “Re Mida”.

Nel 2008 si arrivò al fallimento della “Lehman Brothers”, ma questo fallimento fu, per “BlackRock” il sugello della sua forza finanziaria, diventando la “società capace d’influenzare direttamente la politica con ripercussioni economiche su milioni di persone” (p. 29).

Nel settembre 2008 “Lehman Brothers” dichiara il fallimento, fu un durissimo colpo per l’America e il mondo dell’Alta Finanza. La “JP Morgan” vorrebbe salvare la “Lehman Brothers”, Jimmy Diamond (nato nel 1956 a New York), il numero uno della “JP Morgan”, compatriota di Larry, lo chiama a casa per chiedere il suo consiglio. “BlackRock” accoglie la richiesta.
Inoltre, anche la “AIG”, la più grande Compagnia assicurativa internazionale di allora, si trovava in cattive acque. Il suo fallimento, dopo il crollo di “Lehman Brothers” avrebbe messo in ginocchio l’economia americana. “Il neo eletto Presidente Obama decide di salvarla, nazionalizzandola” (p. 30): in questo frangente è Barac Obama in persona a chiamare Larry, che tramite BlackRock si mette al lavoro.

Tuttavia, i salvataggi di “BlackRock” sono paragonati dalla dottoressa Alterio a “un dottore che curando un moribondo, lo salva, tuttavia in cambio non solo chiede una parcella esosa, ma addirittura la sua vita (come Shylock …, ndr), rendendolo suo schiavo” (p. 31).

Larry è ridiventato il “Re Mida” di Wall Street e la “BlackRock” diviene la più grande società di gestione patrimoniale del mondo (p. 33).


Il trionfo del neoliberismo selvaggio

Attualmente la “BlackRock” è la più grande società d’investimenti a livello mondiale (cfr. Tiziana Alterio, Padroni nell’ombra. La nuova élite ebraica che governa il mondo. Chi sono e come operano, stampato in proprio, 2025, p 34).

Essa è diventata, grazie anche non solo ai dollari, ma soprattutto alla rete invisibile di solidarietà su cui fa leva la comunità ebraica mondiale e nazional/sionista, una realtà che conta più dei governi delle nazioni di tutto il mondo, anzi riesce a sua volta a governarle nascostamente e da dietro le quinte.

Inoltre, “BlackRock” è sostenuta da miliardi di risparmiatori (piccoli e grandi) sparsi in tutto il mondo, che hanno affidato a essa i loro soldi per farli fruttare, sentendosi totalmente al sicuro dopo il crack del 2008, da cui Larry ha fatto uscire l’economia americana grazie a “BlackRock”.

Larry ha saputo raccogliere tutti questi capitali e li ha fatti fruttificare e moltiplicare, acquistando con essi azioni in società, che pian piano son diventate multinazionali mastodontiche, ma sempre dirette – come tentacoli – dalla piovra “BlackRock”.

Il lavoro di Larry è proprio questo: raccogliere i soldi dei risparmiatori per poi investirli e guadagnarci il 50%, il 70% o il 100%, pur lasciando almeno le briciole a essi, che nel 2008 avevano perso anche quelle.

Attenzione: Il denaro raccolto da Larry non appartiene solo ai risparmiatori privati, ma anche e soprattutto alle riserve nazionali dei governi, che così diventano schiavi di “BlackRock”. Insomma, la politica di tutto il mondo, così, è totalmente al servizio dell’alta finanza ebraica, che oggi è capitanata in forma tecnologica da Larry Fink (p. 35).

Larry non possiede nulla in proprio poiché gestisce i beni e tutti (o quasi tutti) i fondi altrui (dei privati, delle banche centrali e dei governi o degli Stati). Insomma, “è come se Larry fosse il parcheggiatore (abusivo, ndr) di un enorme garage di cui gestisce le auto di proprietà di altri” (p. 37).

La dottoressa Alterio, ci spiega che oggi vi sono tre giganti finanziari, i quali gestiscono e dominano l’economia e la finanza globale. Esse sono: “BlackRock”, “Vanguard” e “State Street”. Tutte e tre sono strettamente intrecciate tra di loro attraverso partecipazioni azionarie incrociate.  

Nel “triunvirato” finanziario/tecnologico “BlackRock” è il capo, poi viene “Vanguard” e infine “State Street”. Esse hanno in mano un quarto della ricchezza mondiale (p. 39).

Questi tre colossi o cerberi, finanziano le multinazionali nei settori chiavi della farmaceutica, dell’industria bellica, della tecnologia, dell’informazione, del cibo, dei social. Insomma, «non c’è settore che impatta direttamente sulla nostra vita e sulla costruzione (o distruzione, ndr) del nostro pensiero che non sia nelle mani delle “Tre sorelle”» (p. 40).

Insomma, «le Big Three sono, dunque, i maggiori azionisti in quasi il 90% della società in cui la maggior parte delle persone investe. Non esiste libera concorrenza e le “Tre sorelle” hanno in pochi anni acquisito una posizione dominante che mai nessuno ha avuto nella storia» (p. 41).

Nel futuro, secondo due accademici (Lucian Bebchuk e Scott Hirst), considerati tra i massimi esperti in corporate governance, che nel 2019 pubblicarono uno studio titolato “The Specter of Giant Three”, circa 35mila persone, i dipendenti totali delle “Tre sorelle”, gestiranno una massa finanziaria equivalente a quella prodotta da un terzo della popolazione mondiale. “Uno scenario sconcertante di accumulo di potere e di ricchezza nelle mani di un ristrettissimo gruppo di decisori privati a cui i governi dovranno sempre più piegarsi” (p. 43).

Insomma, stiamo incamminandoci verso un “super/capitalismo finanziario” che orienta in ogni dettaglio il destino di sette miliardi di persone nel globo attraverso i consumi, la manipolazione del pensiero, e il potere sul corpo e la sua salute con l’obbligatorietà di vaccinazioni non sufficientemente sperimentate.

 

NOTE

1 - Nel suo libro l’Autrice si basa su FRANCESCA TRIVELLATO, Ebrei e capitalismo. Storia di una leggenda dimenticata, Bari/Roma, Laterza, 2021; TONY JUDT, Guasto è il mondo. L’America, l’Europa e il futuro della democrazia, Bari/Roma, Laterza, 2010; HEIKE BUCHTER, BlackRock. Il potere segreto del capitalismo, Francoforte, Campus Verlag, 2015..
2 - Può essere ordinato presso www.tizianaalterio.it , 300 pagine, 23 euro.  Vita e Pensiero, Milano 1977, p. 24.
3 - “Subprime” significa il poter speculare ad alto rischio di perdita con i soldi dei piccoli risparmiatori.
4 - Il “software” è l’insieme dei programmi o istruzioni, che indicano e permettono ai computer di funzionare.




 
aprile 2026
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