LA “NUOVA ÉLITE EBRAICA”

CHE GOVERNA IL MONDO

terza parte
 


di  Don Curzio Nitoglia

Prima parte
Seconda parte
terza parte


Gli articoli dell'Autore sono reperibili sul suo sito
https://doncurzionitoglia.wordpress.com/









Il “censore-camaleonte”: Mark Zuckerberg


Mark Zuckerberg è nato a New York nel 1971, egli è un ebreo statunitense d’origine ucraina. Occorre sapere che circa i tre quarti degli ebrei nel XVIII vivevano in Polonia e in Ucraina, poi si sono spostati negli Usa e vi hanno installato la loro “Patria” adottiva in attesa di riavere quella “reale”: lo Stato d’Israele, che è “sceso dal basso” con il Sionismo, l’Inghilterra, i Rotschild e lord Balfour (15 maggio 1948).

Dopo essere entrato all’Università di Harvard iniziò a frequentare “Alpha Epsilon PI”, una confraternita universitaria ebraica, fondata nel 1913 alla “New York University”. Essa è una delle maggiori lobby ebraiche al mondo, dove gli studenti possono creare forti legami con la cultura ebraica per intessere relazioni che diverranno molto proficue nel campo degli affari (cfr. TIZIANA ALTERIO, Padroni nell’ombra. La nuova élite ebraica che governa il mondo. Chi sono e come operano, stampato in proprio, 2025, p. 90).

Nei primi anni del 2000 Mark entra alla “Massachusetts Institute of Technology” (MIT), che è il vertice della ricerca e dell’innovazione nei settori dell’informatica, delle biotecnologie, dell’intelligenza artificiale e della robotica …

Il Bluetooth, Wikipedia, il GPS, i navigatori satellitari per uso personale, gli smartphone e l’iPhone di Apple, sono nati lì. (pp. 87-91).
 


Mark Zuckerberg & Peter Thiel

Mark Zuckerberg capisce - attorno al 2000 - che “una piattaforma online, che metta in connessione gli studenti ha un potenziale enorme. Mai nessuno vi aveva pensato prima. Il 4 febbraio 2004 fonda Facebook. […]. Nel 2004 si trasferisce a Palo Alto, in California e pensa, avendo bisogno di soldi, d’incontrare Peter Thiel (1) il fondatore di PayPal, va a trovarlo a casa sua a San Francisco, gli parla del progetto e riesce a entusiasmarlo. Fu così che Thiel investì 500mila dollari nel social network Facebook, acquisendo il 10, 2% delle quote della neonata società” (p. 93).

Nel frattempo Zuckerberg è accusato in tribunale da due gemelli (Cameron e Tyler Winklevoss) e da Divya Narendra di aver loro sottratto l’idea di Facebook. Zuckerberg dovette cedere 1, 2 milioni di azioni per un valore di 300 milioni di dollari ai querelanti, ma rimase “legittimo” proprietario della piattaforma (p. 94).

Si pensi che nel 2015 Facebook ha raggiunto la cifra record di 1 miliardo di dollari. “In pochi anni questo ragazzo ha in mano gli strumenti di comunicazione più potenti del mondo, capaci d’influenzare il pensiero, il modo di relazionarsi di miliardi di persone. Nel 2021 Facebook Inc. viene trasformata in Meta e controlla la Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger. In pratica, Meta gestisce le principali piattaforme sociali che ci siano e guida una massiccia strategia d’investimenti nell’Intelligenza Artificiale e nel meta-verso. Essa è una delle aziende più importanti al mondo” (p. 94-95).

Zuckerberg de facto ha il controllo pratico della società, pur detenendo solo il 13, 5 % delle sue azioni, ma possedendo una quota di diritti di voto al disopra del 60%.

La maggior parte delle altre azioni, son detenute da “Vanguard, BlackRock e State Street”. Mark assieme a Elon Musk (il proprietario di PayPal e Tesla) e Jeff Bezos (il proprietario di Amazon) è tra le tre persone più ricche al mondo (p. 95).

Ora, nota giustamente la dottoressa Alterio, “ciò gli permette di controllare 6 miliardi di persone, poiché solo Facebook, più Instagram e WhatsApp superano i 6 miliardi di utenti. Insomma, Meta riesce a raggiungere una quantità incredibile di persone al mondo. Tutto ciò, gli dà un potere enorme, poiché così controlla piattaforme che influenzano la comunicazione, l’informazione e la pubblicità di quasi tutto il mondo. […]. Perciò non è affatto esagerato affermare che Zuckerberg, grazie alle sue piattaforme, è in grado d’indirizzare, influenzare e persino controllare i pensieri di chi li utilizza” (p. 96).

Questo strapotere mediatico lo abbiamo notato durante il cosiddetto Locke Down del Coronavirus19, in cui si dava la parola solo ai sostenitori della tesi della bontà e necessità di vaccinazione di massa obbligatoria, pur non avendo a disposizione un vaccino sufficientemente sperimentato.

Lo abbiamo nuovamente ritrovato nella guerra russo/ucraina (2022/26), in quella israelo/palestinese (2024/26) e infine nell’aggressione Us/raelita all’Iran nel dicembre 2025 e nel marzo 2026, in cui la verità ufficiale è soltanto quella del mondo atlantico, che va dagli Usa a Israele passando per la povera vecchia Europa, che (dopo il 1939/45) deve essere distrutta totalmente proprio dai suoi “alleati”. Infatti, come diceva Kissinger, “essere nemici dell’America è pericoloso, esserle amici è letale!”.

I media ufficiali italiani non hanno parlato di genocidio dei Gazavi, di aggressione contro l’Iran e di legittima difesa della Russia contro l’invasione dolcemente avanzata della Nato (2014/22); ma si sono schierati a senso unico con l’Ucraina (apparentemente aggredita), con Israele e gli Usa (evidentemente aggressori). 

Ora, il paradosso è che Israele, a proposito di questi avvenimenti, parla di “propaganda antisraeliana” che dipinge la situazione di Gaza come terribile per mettere lo Stato ebraico in cattiva luce, ma (ecco il paradosso) “la comunicazione, nel tempo dei social media, passa soprattutto attraverso Facebook, Instagram, WhatsApp: strumenti molto utilizzati in Israele, ma totalmente proibiti (da Israele) in Palestina, sotto attacco di invasione, occupazione e censura totale [democratica, ndr]. Allora, com’è possibile parlare di propaganda filopalestinese, se l’arma della comunicazione più potente è appannaggio esclusivo d’Israele?” (p. 100-101). 

Le atrocità dello sterminio di massa perpetrato contro i Gazavi mostrano da una parte la spietatezza demoniaca di chi le commette e dall’altra l’ipocrisia cinica di chi tace, non informa e addirittura deforma la realtà dei fatti.

Senza la complicità di Meta, non sarebbe stato possibile questo occultamento della realtà, anche se è pur sempre vero che “la prima vittima della guerra è la storia”.

Infatti, nel nostro tristissimo tempo la libertà d’espressione appartiene solo a pochi “eletti” (per esempio, in Italia, gli Elkann che sono i proprietari - senza nessun conflitto d’interesse - dei più grandi quotidiani italiani: Repubblica, Corriere della Sera e La Stampa). Mark Zuckerberg, è una di queste.

“Se da un lato, Meta ha censurato i Palestinesi, dall’altro ha lasciato campo libero agli Israeliani” (p. 106), che hanno saputo utilizzare benissimo sofisticate tecniche di disinformazione e di manipolazione del pensiero attraverso i social.

Si è ripetuto per la “guerra guerreggiata” e cruenta, quello che era avvenuto per la “guerra batteriologica” del Coronavirus/19. Tutta la libertà d’espressione ai pro-vax anti Coronavirus19 e nulla agli obiettanti, fossero anche premi Nobel, divenuti improvvisamente “rimbecilliti” …

Ora, conclude l’Autrice: “Mark Zuckerberg, di origini ebraiche, non nasconde il suo impegno contro l’antisemitismo e ha avuto un costante sostegno alle cause ebraiche, anche attraverso generose donazioni. Senza dubbio, Zuckerberg è tra le personalità più influenti del mondo ebraico negli Usa, parte di una nuova élite digitale capace d’intrecciare rapporti diretti con Israele. La sua posizione si misura non solo con la forza del capitale, ma anche con la responsabilità di chi, restando nell’ombra, può orientare le coscienze di miliardi d’individui” (p. 113).

Nel prossimo capitolo vedremo la storia di Sam Altman, il padre della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale.


Sam Altman

Sam(uele) Altman (nominato dalla rivista “Times” nel 2023 una delle 100 persone più influenti al mondo), cofondatore e primo AD di “Open Intelligenza Artificiale” (assieme a Elon Musk e Peter Thiel (2)), finanziata da Microsoft (fondata da Bill Gates, i cui principali azionisti sono le “Tre Sorelle”, cioè: “Vanguard”, “BlackRock”, “State Street”) e Amazon (fondata da Jeff Bezos, che secondo “Forbes” sarebbe la seconda persona più ricca al mondo, dopo Elon Musk) - nato a Chicago nel 1985 - studiava alla Jhon Burroughs School, una prestigiosa scuola privata di St. Louis nel Missouri, un Istituto fondato nel 1923 da un gruppo di genitori cristiani ed ebrei che avevano lo scopo di creare un ambiente scolastico laicista, aconfessionale, ecumenista dove le varie religioni (soprattutto quella evangelica americanista ed ebraica) potessero coesistere … una sorta di “Assisi 1923 – ante litteram” (cfr. TIZIANA ALTERIO, Padroni nell’ombra. La nuova élite ebraica che governa il mondo. Chi sono e come operano, stampato in proprio, 2025, p. 115).

Ora, se non desta stupore un’iniziativa simile sponsorizzata negli Usa (la patria della libertà delle religioni e dell’indifferentismo relativista) - già centotre anni prima, nel lontano 1923 - dal Calvinismo evangelista americano teo-conservatore; lo stupore fu immenso quando (sessanta tre anni dopo) - nel 1986 - Giovanni Paolo II  indisse la “giornata ecumenista di preghiera” di tutte le religioni ad Assisi …, (infangando quella che Dante - Paradiso, XI, 50/54 - definisce come “Ascesi” e come “Oriente”, perché in essa nacque Francesco, vero “Sole spirituale” maestro dell’«ascetica» cristiana), riprendendo il programma della nuova religiosità dell’umanità laicizzata: l’Americanismo, condannato da Leone XIII nell’Enciclica Testem benevolentiae nostrae, del 22 gennaio 1899.

Ancor oggi la scuola ove ha studiato Sam Altman accoglie studenti di diverse “fedi” o meglio, religiosità (soprattutto calvinista/evangelica ed ebraica), ma essa è fondata su un tipo di educazione liberale e progressista; la retta è costosissima (40mila dollari l’anno, circa 80milioni delle vecchie lire); quindi vi hanno accesso soltanto le famiglie molto benestanti (p. 116).

La madre e il padre di Sam sono di origini ebraiche. Sam Altman è considerato il “padre delle rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale” (p. 118).

Nel 2005, quando Sam ha soltanto 19 anni, Mark Zuckerberg era impegnato nello sviluppo di Facebook, appena fondata un anno prima; invece Larry Fink, presidente della BlackRock, la faceva crescere rapidamente (p. 119).

In quel lasso di tempo Sam sviluppava “Loopt”, una specie di geo-localizzatore, ma non ebbe il successo che egli sperava. Tuttavia, nel 2015, Elon Musk (proprietario di Tesla) invitava a un party anche Sam Altman e Larry Page (fondatore di Google), che Musk stimava e considerava amici. Però, durante una chiacchierata informale nel dopocena, Musk entrò in conflitto con Larry Page (pp. 122-123).

Page è un darwiniano convinto e sostiene che l’Intelligenza Artificiale avrebbe portato gli uomini in situazioni di estrema competizione, in cui darwinianamente avrebbe vinto il migliore e il debole avrebbe perduto. 

Invece, Musk riteneva che così si sarebbe giunti alla distruzione dell’umanità; egli preponeva gli interessi dell’umanità a quelli delle macchine intelligenti, inferiori all’uomo; Page invece sosteneva tutto il contrario (p. 124).

Dopo quella sera la rottura tra Page e Musk divenne definitiva e Musk poche settimane dopo la cena invitò Sam Altman a cena per preporlo allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, in chiave più umana o meno disumana … (p. 129).

Altman è convinto anche lui, come Elon Musk, che l’Intelligenza Artificiale avrebbe potuto concentrarsi soprattutto nelle mani di Page (Google) e divenire un pericolo per l’umanità.

Mentre, Page con Google voleva limitare l’Intelligenza Artificiale solo a poche Lobby o corporation; Musk e Altman avrebbero voluto “democratizzarla”, rendendola accessibile a tutti (p. 130). Anzi, addirittura si sarebbe dovuto creare un laboratorio di IA che avrebbe rilasciato gratuitamente tutte le sue ricerche per il bene dell’umanità …

Tuttavia, i vari ricercatori di IA che erano stati invitati anch’essi a discutere il progetto lo ritenevano utopistico; infatti, come sarebbe stato possibile competere con i colossi Google (Page) e Facebook (Zuckerberg)?

Musk e Altman avrebbero raccolto la sfida e lottato contro Page e Zuckerberg.  “Nove ricercatori su dieci decidono di lasciare i lavori, ben pagati, presso Google e Facebook, per unirsi nell’ultima avventura di Musk e Altman” (p. 130).

Come si vede all’inizio sembrava che vi fossero due “anime” dell’IA, una dal “volto umano” (Musk/Altman) e una meno umana o più disumana (Page/Zuckerberg). La storia del “poliziotto buono e cattivo” è vecchia, ma funziona ancora e – almeno inizialmente – benino o “funzionicchia”. Vedremo in séguito come il poliziotto che all’inizio sembrava essere “buono” si trasformò in “moderatamente cattivo” …

Quella volta nacque “Open AI”, l’annuncio ufficiale venne dato il 15 dicembre 2015. L’associazione “Open AI” sarà registrata come “Organizzazione di ricerca no-profit” sull’IA.

Il finanziamento iniziale (1 miliardo di dollari) sarà elargito da Musk, da Peter Thiel (PayPal) e Greg Brockman (Tech della Silicon Valley (3)).

Lo scopo ufficiale dell’IA di Musk & company (specialmente Altman) era di quello di sviluppare un’IA “dal volto umano” per il bene dell’umanità (come i bombardamenti democratici d’Israele e degli Usa) gratuitamente e per tutti (p. 131), contro il monopolio e l’unipolarismo di Google (Gates).

Altman desiderava oltre che democratizzare la tecnologia, rendendola a portata di tutti; evitare pure il monopolio di Google, su di essa; sviluppare un approccio pragmatico all’IA, che secondo lui era certamente il settore del futuro, di cui voleva essere il protagonista assoluto in prima persona, determinatissimo a rivoluzionare il futuro dell’IA, che allora era ancora agli esordi, con delle idee che miravano a trasformare e rivoluzionare radicalmente la società tramite la tecnologia.

Tuttavia, del miliardo di dollari che gli era stato promesso per dar avvio all’impresa di IA, Sam raccolse soltanto 130 milioni di dollari in quattro anni (p. 132).

La squadra che Altman aveva messo in piedi era di altissimo livello. Il capo-scienziato era Ilya Sutskeyer (4), anch’egli di origini ebraiche.



NOTE

1 - Colui che è venuto recentemente (15/18 marzo 2026) a Roma a fare un convegno sull’Anticristo a Villa Taverna, nel centro storico dell’Urbe, presentandosi come il «Katèkon»; ossia l’«Ostacolo» che dovrebbe “trattenere / qui detineat” la venuta dell’«Uomo della perdizione»; però (e qui sta il bello) tramite … l’antinomismo, ossia la violazione per principio della Legge naturale e divina.
Ciò che lascia ancora più perplessi è che la platea della sua prolusione fosse composta in maggior parte da catto-conservatori e filo-tradizionalisti (purché normalizzati dall’«Ecclesia Dei»), che hanno partecipato alla Messa tradizionale (con tanto d’indulto, per non dire “d’insulto”) celebrata dalla Fraternità san Pietro nella parrocchia della Trinità dei Pellegrini a piazza Farnese. Chissà quante sonore risate si sarà fatto l’Anticristo difronte al sedicente “Katèkon”, che vorrebbe trattenerlo facendo scientemente e volontariamente il male morale, combattere il diavolo con il diavolo e non con Dio, il male con il male e non con il bene.
Invece, la presenza di costoro alla Messa tradizionale più che suscitare perplessità, non può non preoccupare, poiché non è difficile riscontrare in quest’avvenimento un piano dei servizi segreti americani finalizzato a normalizzare anche la Fraternità San Pio X, che è l’unica grande struttura, diffusa in tutto il mondo, pronta non soltanto a celebrare il Rito tradizionale (come fanno gli Istituti “Ecclesia Dei”), ma anche a non accettare gli errori teologici dei 16 Decreti del Concilio Vaticano II (1962-1965) e del “Novus Ordo Missae” di Paolo VI (1969), preparato dalla Cia, con padre Felix Morlion, suo agente segreto e sacerdote infiltrato in Vaticano, per lanciare la Messa-beat, nel 1966 come apripista alla nuova Messa montiniana (1969), dopo essere sbarcato con le truppe statunitensi in Sicilia nel luglio del 1943  ed essere arrivato il 4 giugno 1944  a “La Roma conquistata”, avervi fondato l’Università “Pro Deo”, ora “Guido Carli – LUISS”, con la raccomandazione di monsignor Giovanni Battista Montini, del ministro Alcide De Gasperi e del senatore Giulio Andreotti.
Insomma, nel 2026 si sta cercando di portare all’ultima conclusione il piano iniziato nel 1943/66; rilanciato da Giovanni Paolo II nel 1983 con il Motuproprio “Ecclesia Dei afflicta”, di far accettare le eresie della Nouvelle Théologie contenute nel Vaticano II e gli errori ereticali cripto-protestanti presenti nell’«Institutio generalis del Novus Ordo Missae» del 1969 anche ai cattolici integralmente fedeli alla Tradizione apostolica, che sino a ora li hanno rigettati, confutati e combattuti. Ci troviamo veramente davanti all’ultima battaglia, che prelude allo scatenamento della “Bestia 666”, la quale ha in Thiel non “colui che trattiene /qui detineat”, ma colui che scioglie o scatena (“qui solvit”).

2 - Sam Altman, come il suo socio Peter Thiel, si è “sposato” civilmente - alle Hawaii, ça va sans dire - con un uomo, (Oliver Mulherin) nel gennaio del 2024 (v. Corriere della Sera, 12 gennaio 2024) e il 23 gennaio 2025 ha annunciato sui social l’adozione di un figlio, già prevista un anno prima (v. La Repubblica, 12 novembre 2024)); il figlio di Thiel è stato concepito in un utero affittato, così  pure quello di Altman (v. Il Sole 24 ORE, 19, gennaio, 2023, Ecco chi è Sam Altman, l’inventore di Chat GPT).abbiamo già visto che Thiel ha organizzato il 15 marzo 2026 un “party-messa san Pio V” a Roma in funzione della “Opzione Benedetto” come recita il titolo del libro del suo amico Rod Dreher (tr. it., Cinisello Balsamo, San Paolo, 2018). Infatti, Dreher ha lanciato il piano di “ricristianizzare” l’Europa, ma in maniera americanizzata, sotto l’egida della teologia di Benedetto XVI e non più sotto quella di san Benedetto da Norcia (troppo “cattolico-romana”), che funge solo da paravento. Insomma un’Europa giovane, con Messa antica, ma in prospettiva neocon, ultra liberista, calvinista/fondamentalista, filosionista, anche moderatamente aperta al Rotary e alla Massoneria, naturalmente conservatrice o anglo/americana, tutt’altra cosa da quella latina e progressista.
La venuta di Thiel a Roma va letta in quest’ottica, che puzza di Cia, la quale vuole americanizzare – non più con le bombe, come nel 1943/44 – Roma, ma con l’infiltrazione liberal-conservatrice nel seno del cattolicesimo tradizionale, avendo già infiltrato il Vaticano durante il Concilio Vaticano II (1962-65) e gli Istituti “Ecclesia Dei” (1983/84), durante la “restaurazione” avvenuta nei pontificati di Wojtyla (1978-2005) e Ratzinger (2005-2013); restaurazione che ha conosciuto una battuta d’arresto durante il regno di Bergoglio (2013-2025) e che forse dovrebbe essere rilanciata sotto questo attuale del Pontefice americanista Prevost. 

3 -   Greg Brockman è un ingegnere informatico statunitense della Silicon Valley, nato nel 1987 nel Dakota del Nord, co-fondatore e presidente dell’Open AI (Intelligenza Artificiale). Egli incontrò Elon Musk e Sam Altman e guidò il reclutamento della squadra fondatrice di IA nel 2015. Nel 2023 fu licenziato assieme ad Altman per presunti episodi di bullismo sul posto di lavoro, ma circa un anno dopo essi furono reintegrati nel loro posto. Assieme a sua moglie (Anna; finalmente uno che sposa una donna …, che anormale) è stato uno dei maggiori finanziatori della campagna presidenziale e del programma MAGA di Donald Trump, offrendo 12, 5 milioni di dollari ciascuno al tycoon.

4 -   Ilya Sutskeyer (qualcuno scrive: “Sutskever”) è nato nel 1986 in Russia, nel 1991 (a 5 anni) emigrò con la sua famiglia in Israele, e si è formato a Gerusalemme; nel 2002 si è recato in Canada e ha frequentato l’Università di Toronto dove ha studiato sino al 2012. Nel 2013 è stato assunto come ricercatore da Google; nel 2015 lasciò Google per entrare in Open AI di Musk/Altman. Egli intravedeva anche i rischi dell’IA, ma, fece parte del comitato direttivo che licenziò Sam Altman da Open AI il 17 novembre 2023, tuttavia il 20 novembre dopo le rimostranze dei ricercatori di Open AI a favore di Altman, Ilya Sutsckeyer annunciò il suo pentimento per aver agito in tal guisa nei confronti di Altman, che fu reintegrato il 22 novembre nell’Open AI. Nel 2024 ha lasciato Open AI per fondare “Safe Superintelligence”, cercando di creare una Super-IA senza pericoli per l’umanità …, infine nel 2024 ha deciso definitivamente di licenziare Altman da Open AI, poiché secondo lui era molto meno preoccupato della sicurezza del genere umano che del suo guadagno personale … (Cfr. RICHARD HEIMANN, Sutskeyer’s List: Foundation ideas of modern AI, Manning Publications, 2005).       

 
aprile 2026
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