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| MARCO DOTTI LA TEOLOGIA POLITICA DI PETER THIEL ![]() Peter Thiel Marco Dotti (docente all’Università di Brescia), il 20 marzo 2026, ha scritto sulla rivista “Polidemos” (del “Centro per lo studio della democrazia e dei mutamenti politici”, dell’Università Cattolica di Milano) un interessante articolo (1) , che 1°) non solo sviscera il pensiero filosofico di Peter Thiel, ma 2°) ci svela anche qualcosa di quel che Thiel (pur dovendo restare “segreto”) ha detto nelle sue conferenze esoteriche, ossia “non pubbliche” sul Katèchon e l’Anticristo finale; l’ultima delle quali si è tenuta a Roma il 15 marzo ed è terminata con la partecipazione degli “invitati” alla conferenza “esoterica” (riservata solo a 165 persone, rigorosamente selezionate, che si erano obbligate a mantenere il “silenzio” su ciò che veniva detto in essa sotto pena di una multa di 10mila euro) alla Messa tradizionale (detta impropriamente di san Pio V) nella parrocchia della “Trinità dei Pellegrini” a piazza Farnese in Roma, presso la “Fraternità san Pietro” del gruppo Ecclesia Dei. Marco Dotti ci spiega che la conferenza romana di Peter Thiel del 15 marzo è stata la quinta sul tema del Katèchon e dell’Anticristo. Le prime quattro si son tenute al “Commonwealth Club” di San Francisco (Usa) nell’autunno del 2025. Esse sono state organizzate da un’Associazione (“ACTS 17 Collective College Curch Flickr”, Irvine, California) di tecnocrati cristianisti (calvinisti, evangelici e teocon). Poi, ci sono state le repliche a Oxford (GB), ad Harward (Massachusetts, Usa) e all’University of Austin (Texas, Usa); in seguito a Parigi. Il cardinal Newman, Thiel e l’Anticristo
Lo schema delle conferenze è stato sempre il medesimo, ricalcato su quattro prediche (“Il tempo dell’Anticristo”, “La religione dell’Anticristo”, “La città dell’Anticristo” e “La persecuzione dell’Anticristo”) che tenne John Henry Newman (1801-1890), nel 1838, sull’Anticristo, prima che si convertisse dall’Anglicanesimo al Cattolicesimo. L’amore di Thiel per il tema dell’Anticristo non è una bizzarria, ma riposa sulla ferma convinzione che esso resti la categoria chiave per capire le dinamiche del potere politico, economico-farmaceutico e bellico del XXI secolo. Soloviev/Biffi: l’Anticristo filantropo
benevolo
Il filosofo russo Vladimir Soloviev (1853-1900) scrisse durante il 1899 (poco prima della sua morte, 31 luglio 1900) un libro titolato “Breve racconto dell’Anticristo”, che era stato citato ampiamente negli anni Ottanta dal cardinal Giacomo Biffi (1928-2015), arcivescovo di Bologna, il quale aveva insistito fortemente sulla valenza negativa dell’ecumenismo irenistico. In realtà, il carattere dell’Anticristo è appunto quello di presentarsi sotto le apparenze di bontà e filantropia pacifista; insomma “un lupo vestito da agnello” (Mt., VII, 15); proprio come il falso ecumenismo conciliare e postconciliare di Assisi (27 ottobre 1986), Abu Dabi (4 febbraio 2019) e della Pacha Mama (4 ottobre 2019). Per Soloviev il pacifismo, ossia l’utopia di vincere il male che aggredisce con la non-resistenza è un errore capitale, che porta le civiltà alla distruzione. Senza lotta o ascesi non c’è vittoria contro se stessi, la carne, il mondo e il demonio. Le apparenze dell’Anticristo di Soloviev sono quelle di un superuomo, buono, mite, progressista, pacifista e filantropo (come Soros); ma il suo lato oscuro e non ben visibile a primo acchito è il preferire sé a Dio, difetto che risiede nelle profondità dell’animo umano, non solo in quello dell’Anticristo, ma di ogni uomo vulnerato dal peccato originale, che nell’«Uomo della perdizione» tocca lo zenit di malizia demoniaca. Secondo Dotti, Thiel crede più in se stesso o nel suo “IO” che in “[D]io”. Si presenta, dunque, addirittura come il successore, il perfezionatore di Cristo, al quale mancherebbe qualcosa, essere come lui: l’Anticristo… questo è il filo-conduttore del pensiero di Thiel: la “coincidentia oppositorum” del suo compatriota: Baruch Spinoza, “habens Satanam suggerentem” (Reginaldo Garrigou-Lagrange). Thiel vorrebbe prendere, nient’altro che il ruolo del Paraclito, che è la Terza Persona della SS: Trinità consustanziale al Padre e al Figlio, ma - nella teologia cattolica – lo Spirito Santo ha il compito 1°) di portare a perfezione ciò che Cristo aveva iniziato nella sua vita pubblica, illuminando - con i “Doni (speculativi) di Intelletto, Scienza e Sapienza” - le menti degli Apostoli per far loro capire il significato del Vangelo di Cristo, del quale avevano ritenuto solo “la lettera” e non “lo spirito o il significato”, che sarà spiegato loro il giorno della Pentecoste; 2°) di rafforzare la loro volontà, così debole - che aveva abbandonato e persino tradito (Giuda) o rinnegato (Pietro) Cristo - rendendola intrepida con il “Dono (pratico) della Fortezza, Timor di Dio e Consiglio”, tanto da rendere Pietro talmente coraggioso da predicare alle folle dei Giudei la loro responsabilità e colpevolezza nel deicidio. L’Anticristo nel secolo XX si è presentato sotto le apparenze del “Cristo cosmico” di Teilhard de Chardin (padre della “Nouvelle Théologie” del Concilio Vaticano II), il “Super-Cristo ariano” degli esoteristi (Julius Evola e René Guénon) o il “Cristo Super Star” di Hollywood, diretto da Norman Jewison († 2024). La filosofia dell’Anticristo è la tentazione che incombe su ogni uomo, quando si sente ultra-cristiano, più cristiano di Cristo; infatti, è proprio allora che diveniamo prede dello spirito anti-cristico. L’Anticristo di Soloviev diventa il Presidente dell’«Europa Unita», poi del «Mondo intero globalizzato». Egli promette pace, benessere, salute, vaccini che allungano la vita escludendo la morte, prosperità e ricchezza; ma invece saranno guerre, povertà, epidemie e morti a cataste. Le varie confessioni religiose cadranno nel trabocchetto, vediamo - a partire da Giovanni XXIII - come anche gli uomini e i Pastori di Chiesa si siano omologati al mondo moderno e contemporaneo, cadendo nella rete dello spirito dell’Anticristo. Tuttavia, un “piccolo resto” o una “reliquia” (Is., XX, 20) resterà fedele a Cristo (papa Pietro II, secondo Soloviev) e non piegherà il ginocchio davanti all’Anticristo. Se, nel 1899/1900, Soloviev non poteva immaginare il potere ipnotico e quasi onnicomprensivo dell’Informatica, le pseudo pandemie indotte in laboratorio o ingegnerizzate (v. Coronavirus/19), l’Intelligenza Artificiale e il Palantir di Altman; oggi Thiel conosce benissimo questa realtà poiché ne è uno dei fautori e progettisti. Il cardinal Newman e l’Anticristo
Thiel si è presentato come l’«Ostacolo», il Katèchon che “trattiene” l’Anticristo, non solo mediante la tecnocrazia, ma soprattutto grazie all’antinomismo cabalistico; ossia, alla perversione e violazione per principio della Legge naturale e divina. Infatti, Thiel è “sposato” con un uomo con il quale ha avuto (grazie a un utero femminile… in affitto) un bambino, che ha adottato a suon di dollari … in maniera molto filantropica e benevola. Secondo Thiel voler combattere il male o l’Anticristo è anti-cristico per eccellenza; perciò, occorre affrettare la sua venuta (e così quella del “Messia”, che per lui ancora non è venuto, essendo ebreo) facendo il male ed evitando il bene morale. Insomma, la filosofia di Thiel è l’inversione e il ribaltamento del Vecchio Testamento e del Vangelo di Cristo, sostituiti con il Talmud e con la Cabala dei Lubawitch (Sabbatai Zevi: 1626-1676 e Jacob Frank: 1726-1791). Perciò, secondo Thiel, non bisogna regolamentare l’Intelligenza Artificiale, mettendola al servizio dell’uomo, come un mezzo al servizio del fine intermedio (uomo), che a sua volta è finalizzato ultimamente a Dio solo; ma lasciarla assolutamente libera di portare l’umanità alle soglie della catastrofe (“Ordo a Chaos”). Si spiega così l’attuale corsa folle verso il terzo conflitto nucleare (voluta soprattutto da Israele e Netanyahu e imposta a Trump), che a noi sembra una pazzia, un non-senso, ma a Thiel la pietra filosofale per ottenere la venuta del Messia preceduto dall’Anticristo, senza il quale neppure il Messia sarebbe presente tra di noi. La guerra attuale: batteriologica e cruenta (Covid/2019; Ucraina/2022; Gaza/2024; Iran/ 2025) è soprattutto una guerra teologica, occulta e spirituale (EMMANUEL MALYNSKI - LÉON DE PONCINS, La guerra occulta, Parigi, Beauchesne, 1936; tr. it., Milano, Hoepli, 1939). Non la si capisce se ci si ferma alla geopolitica, pur estremamente importante. È il “Mistero dell’Iniquità operante nel mondo”, (II Tess., II, 7) che sorpassa le menti degli uomini normali ed è afferrata o dai satanisti e satanolatri, oppure dai veri teologi e dai santi. A questo punto, Thiel – fondandosi sul Terzo Sermone di Newman (La città dell’Anticristo) – sostiene che Roma antica è nello stesso tempo il Katèchon e l’Anticristo; ossia, “ostacola e trattiene” le forze del male. Infatti, anche la Roma antica, per Thiel, come gli Usa, è sia il persecutore che il difensore dei cristiani: prima con Nerone poi con Costantino. Insomma, Roma “trattiene” e “scatena” il male. È Katèchon e Anticristo. Infatti, sia 1°) il processo rivoluzionario e laicista di separazione degli Stati dalla Chiesa (dall’Umanesimo sino alla Rivoluzione comunista e strutturalista; XV/XX secolo); sia 2°) la Rivoluzione teologica infiltrata dalla Massoneria ebraica (“Bené Berith”) all’interno dell’ambiente umano/ecclesiale (Concilio Vaticano II, Dichiarazione Nostra aetate del 28 ottobre 1965: con cui Palo VI ribalta totalmente i rapporti, non solo tra Vecchio e Nuovo Testamento, ma tra Cristianesimo e Talmudismo, che poi (1980/1986) Giovanni Paolo II porterà alle estreme conclusioni: “Antica Alleanza mai revocata” (Discorso alla Sinagoga di Magonza, 17 novembre 1980); “Ebrei fratelli maggiori dei Cristiani/ nella Fede di Abramo” (13 aprile 1986, Discorso alla Sinagoga di Roma; 31 dicembre 1986, Discorso al “Te Deum” presso la chiesa del Gesù a Roma). In questo modo, molti degli uomini di Chiesa, non la Chiesa che è divina e contro la quale “le porte degli Inferi non prevarranno” (Mt., XVI, 18), hanno cessato di predicare il Vangelo di Gesù e degli Apostoli, per sostituirlo con un “contro/vangelo” di una “contro/chiesa”, chiamata da san Giovanni (Apoc., II, 9; III, 9) “Sinagoga di Satana”. In questo senso gli uomini di Chiesa (in ciò simili a Giuda, traditore di Cristo) hanno fatto in modo che il movimento iniziatosi con l’Umanesimo e il Rinascimento arrivasse alle sue ultime conclusioni pure all’interno dell’ambiente ecclesiale, impedendo (come i Farisei del tempo di Gesù) agli uomini di ascoltare la vera dottrina, che loro stessi hanno adulterato adeguandola alla Cabala spuria ebraica. Allora - in questa 1°) eclissi della funzione sociale della Chiesa, 2°) non più ascoltata dagli Stati e 3°) della mancanza della retta predicazione del Vangelo alle Nazioni da parte dei cattivi Pastori - si manifesterà l’Anticristo, essendo venuto meno il ruolo di Katèchon che la Chiesa aveva svolto sino al 1958 (morte di Pio XII), preparato da un processo cinque volte secolare di secolarizzazione e laicizzazione della Società civile, una volta cristiana: da Costantino (28 ottobre 312, “Battaglia di Ponte Milvio”) a Bonifacio VIII (“schiaffo d’Anagni”, 7 settembre 1303). Insomma, gli uomini della Roma cristiana, hanno tradito e messo addirittura a testa in giù Gesù Cristo, mettendolo sotto e rendendolo minore rispetto a coloro (il Giudaismo e i Giudei) che lo avevano crocifisso a testa in su. Ecco la pericolosità di Thiel, che comincia a diventare sempre più intelligibile: egli, infatti ritiene che oggi gli Usa (che hanno distrutto l’Europa - malgrado tutto - ancora cristiana nel 1939/45; poi - 1990/2024/2026 - il Vicino e Medio Oriente: Iraq, Palestina e Iran, che tuttavia resiste almeno sino a oggi; insomma la culla della Civiltà mediterranea, greco/romana e cristiana); abbiano assunto il ruolo di Katèchon, poiché grazie al primato della propria tecnologia (l’IA) applicata all’arte militare, “trattengono” l’emergere di un Nuovo Ordine Mondiale totalitario (che invece è incarnato esattamente dagli Usa guidati da Israele), che sarebbe l’Anticristo. Insomma, Thiel “ribalta la frittata”. Tuttavia, secondo il principio spinoziano della “coincidentia oppositorum”, Thiel, asserisce che gli Usa sarebbero (e di fatto lo sono) oltre che il Katèchon anche l’Anticristo; ossia, la superpotenza (almeno sino a qualche anno fa) che potrebbe diventare lei stessa il Nuovo Ordine Mondiale totalitario e assoluto. Il Palantir, secondo Thiel, potrebbe servire come strumento di potere sia al Katèchon che all’Anticristo. L’equivoco Thiel è proprio quello di prendere il termine Palantir (la sua “creatura” e la sua “azienda”) come Katèchon e come Anticristo; ossia, il medesimo termine con due significati diametralmente diversi. Thiel e Carl Schmitt, René Girard e
Leo Strauss
Nel 2004 Thiel aveva investito il suo talento e i suoi capitali in Facebook, tre anni dopo passerà al Palantir. Fu proprio allora che pubblicò un suo libro assai illuminante, che racchiude la sua ideologia, fatta di “dire e non-dire”, The Straussian Moment; Politics and Apocalypse (2007); tradotto e pubblicato in italiano nel 2025 con l’Editore Liberilibri di Macerata ( specializzato in pubblicazioni del pensiero liberale, liberista e libertario) a cura di Andrea Venanzoni (giurista, insegnante alla Luiss e a “Roma tre”, autore di La destra americana contemporanea, Historica Edizioni, Cesena, 2025) sotto il titolo: Il momento straussiano. Secondo Thiel, in questo suo libro (Il momento straussiano), l’11 settembre del 2001 … ha messo in crisi la forza politica e militare dell’Atlantismo occidentale moderno. L’epoca dell’Illuminismo e del “Contratto sociale” col quale gli uomini hanno cessato di combattersi per sedersi a un tavolo e stipulare un patto abbastanza ragionevole di non-aggressione reciproca, sarebbe stata sconfitta l’11 settembre 2001. Come risolvere questo scacco della modernità? Thiel lo lascia dire a tre personaggi: Carl Schmitt (1888-1985); René Girard (1923-2015) e Leo Strauss (1899-1975). Carl Schmitt
Schmitt, che in un dato momento della sua vita ha simpatizzato con il nazionalsocialismo, risponde con la teoria della violenza più radicale alla violenza islamica. Thiel non la fa totalmente sua, sostituendo alla violenza radicale il Katèchon, ossia il frenare la violenza. Thiel, accetta l’idea che debba esistere una potenza bellica e politica capace di “frenare” l’Anticristo o l’Islam. Questa forza è incarnata dagli Usa, che hanno lottato contro Iraq, Palestina e Iran. Leo Strauss
Il secondo personaggio filosofico cui Thiel ricorre per rispondere al dilemma è Leo Strauss. Egli nel suo pensiero filosofico/politico risponde in maniera esoterica, ossia certe verità, che possono essere pericolose per la massa, devono essere rivelate solo a pochi iniziati (come ha fatto Thiel nelle sue conferenze, di cui l’ultima a Roma, il 15 marzo 2026): l’impossibilità della pace perpetua, la natura violenta dell’uomo. Strauss è un vero esoterista; infatti insegna a dire apertamente una “tesi” al pubblico (essoterismo) e a sussurrarne un’altra diversa agli iniziati, gli gnostici (esoterismo), in segreto. Tuttavia, Thiel asserisce che il “momento straussiano” o esoterico, un giorno cesserà e “ogni verità occulta e segreta verrà svelata”. In questo punto Thiel si allontana da Strauss e si avvicina al suo vecchio professore universitario a Stanford sin dagli anni Ottanta: René Girard. Thiel e René Girard
Secondo Girard, il
desiderio umano 1°)
è imitativo, non spontaneo: l’uomo desidera ciò che gli
altri vogliono (per esempio, la Nazione vuole la terra vicina); 2°) quando il desiderio
imitativo s’intensifica e gli oggetti contesi scarseggiano, la violenza
esplode e se la prende con un capro espiatorio, che prima viene ucciso
e poi divinizzato (come Gesù); 3°)
il Giudeo/cristianesimo (attenzione all’equivoco: Giudeo = Antico
Testamento o Talmudismo?): Cristo innocente è crocefisso, la
folla è colpevole. Ecco il significato autentico, secondo Girard
e Thiel, dell’Apocalisse (Katèchon e Anticristo compresi) o
“Svelamento”: l’Apocalisse è lo “Svelamento o la Rivelazione”
della violenza che fonda la società umana, ma una volta svelata
e smascherata, questa indole violenta dell’umanità, perde la sua
forza distruttiva.L’alternativa alla violenza, distruttiva secondo Girard, è la conversione cristiana autentica; ossia la rinunzia radicale alla violenza. Ora, Thiel aderisce a questa prospettiva ma con una riserva che lo separa da Girard (che era cattolico) e lo avvicina a Schmitt, che aveva aderito al nazionalsocialismo. Inoltre, Girard era un pacifista, egli propugnava la rinunzia totale alla violenza e anche alla difesa che - per Thiel - solamente avrebbe potuto salvare l’umanità dall’apocalisse. Se, da una parte Thiel condivide l’analisi di Girard, dall’altra non ne accetta la conclusione non-violenta o totalmente pacifista. Infatti, Thiel è stato il cofondatore di Palantir, un’azienda d’investigazione al servizio dei Servizi Segreti atlantici e sionisti; famigerati per la loro violenza. Finanziatore di campagne elettorali di candidati presidenziali (Trump) assai violenti e aggressivi. Egli è tutto fuorché un pacifista. Nella sua opera “Il momento straussiano” (2007) la tensione tra Girard e Schmitt viene risolta nel seguente modo, abbastanza ambiguo: lo statista cristiano, secondo Thiel, deve trovare un equilibrio - nei casi dubbi - tra la violenza illimitata (Schmitt) e la pace assoluta (Girard) che si può trovare solo in Paradiso. Tuttavia, la parte migliore è quella della pace. Ora, la frase “nei casi dubbi” è esattamente l’ambiguità che consente passare al piano di azione politico/militare, poiché occorre stabilire chi possa decidere quali siano i casi dubbi; quando la pace debba cessare e se si possa giungere all’azione necessariamente violenta. La risposta di Thiel è: “Lo statista cristiano!”; tuttavia nel linguaggio di Thiel lo “statista cristiano” è il “tecno/capitalista illuminato”, che (proprio come Thiel), possiede gli strumenti – per esempio, il Palantir – per riuscire a scorgere ciò che gli altri non vedono e, quindi, fare ciò che gli altri non osano fare (come il Mossad) e, quindi, 1°) può stabilire chi possa decidere quali siano i casi dubbi; 2°) quando la pace debba cessare e 3°) se si possa giungere all’azione necessariamente violenta. La “cattedrale” e il diavolo
Marco Dotti, ci spiega che un’immagine attraversa tutto il pensiero di Thiel, ma non è stata mai esplicitata sino alle ultime conclusioni. Essa è l’immagine della “cattedrale”. Tuttavia, al contrario del nome (“cattedrale”) per capirla occorre uscire dalla teologia ed entrare nella sociologia della Silicon Valley. Curtis Yarvin & Peter Thiel
Il termine è stato coniato dal blogger informatico Curtis Yarvin (nato a Brooklyn nel 1973, noto per le sue posizioni di “destra americanista estrema” e di “monarchia responsabile”, ispirate tuttavia - per la “coincidentia oppositorum” spinoziana - dal super/liberismo libertario o anarchismo di destra di Murray Rothbard e Ludwig von Mises, che ha influenzato non solo Thiel ma anche J. D. Vance, Steve Bannon e Donald Trump) sotto pseudonimo di MenciusMoldbug. Egli è non solo un semplice blogger informatico, ma anche un fine politico e un ideologo facente parte di quella fazione del pensiero “neo/reazionario” o “Dark Enlightenment / epoca illuministica” americanista, che da circa venti anni lavora a fianco del neoconservatorismo, estremizzandolo a “destra” e che nel 2025 è entrato nel cuore del potere degli Usa, quando Yarvin è stato ospite d’onore di Trump alla Casa Bianca; chiamato come consigliere (anche se informale) della cerchia del vicepresidente degli Usa: J. D. Vance e, infine, ispiratore del programma “DOGE” di Elon Musk, che è un’iniziativa governativa statunitense (temporanea), creata il 20 gennaio del 2025 dalla “seconda Amministrazione Trump” e guidata da Elon Musk per ridurre la spesa pubblica e la burocrazia, sino a quando – dopo pochi mesi, il 29 maggio 2025 – Musk ha abbandonato il progetto per divergenze di vedute con Trump. Thiel stesso ha definito Yarvin la sua “connessione” più importante; mentre Yarvin, dal canto suo, definiva Thiel “pienamente illuminato”. Il legame che unisce i due non è solo teoretico o speculativo, ma anche affaristico e speculatore. Infatti, Thiel ha investito molto denaro nell’azienda tecnologica progettata per crescere rapidamente (“startup”) di Yarvin. L’Autore ci spiega che “cattedrale” secondo Yarvin designa la rete di università, media, agenzie governative, che funziona come una “chiesa” o “cattedrale” secolare o temporale; insomma, una specie di “Supermarket”, di “Tempio” o di “Loggia”. Yarvin e Thiel si rifanno al simbolo della “cattedrale” poiché essi diffondono il proprio pensiero o “credo illuminato” con la stessa efficacia e intolleranza dogmatica verso il dissenso, con cui la Chiesa nel medioevo lo diffondeva quanto al dogma cattolico. Secondo Yarvin l’Illuminismo non è riuscito a liberare veramente gli Stati dal pensiero religioso cattolico/romano, ma lo ha sostituito con un’altra forma di religiosità: il “progressismo-woke”: amore per le minoranze, eguaglianza di genere e inclusività; la quale ha anch’essa i suoi sacerdoti, i suoi dogmi, i suoi riti anche se laici. Insomma, la “cattedrale” è una specie di Katèchon all’incontrario: infatti, essa pretende di trattenere il male (razzismo, diseguaglianza, cambiamento climatico …) e invece, secondo Yarvin e Thiel, è essa stessa il male, che accelera l’avvento dell’Anticristo e che si presenta laicisticamente sotto la forma del “Nuovo Ordine Mondiale”, che globalizza e regolamenta ogni cosa e ogni uomo. Ora, è proprio in questo frangente che il “diavolo entra nella cattedrale” o meglio, la “cattedrale, invece di essere sacra come appariva esteriormente, rivela la sua profonda natura diabolica”. Thiel & Yarvin: La “cattedrale”
è intrinsecamente diabolica
Questo è il punto esatto in cui la teologia di Thiel e la filosofia politica di Yarvin si fondono. Secondo Thiel l’Anticristo prende il potere e installa il suo regno con la paura della catastrofe (nucleare, climatica o tecnologica), dell’Armageddon e - poi - offre una soluzione apparente, di modo che le masse terrorizzate si lascino condurre da lui, al quale esse cedono la loro libertà, in cambio della sicurezza (come è avvenuto nelle “grandi manovre del Coronavirus/19”). La “cattedrale” di Yarvin è esattamente questo: la paura dell’IA fuori controllo, del riscaldamento globale, della proliferazione nucleare, della guerra atomica. Tutto ciò al fine di espandere sempre più e senza limiti il proprio potere regolatorio; ossia, il terreno su cui l’Anticristo costruirà il suo regno. In questo senso la “cattedrale” di Yarvin è il rovesciamento esatto a 180 gradi di quelle cattoliche, che sono la “casa di Dio”, in cui si adora il Signore e nella quale il Signore abita. Invece, per Yarvin e Thiel, la “cattedrale” è “la casa del diavolo”, in cui il potere mondano e mondiale prepara il “Governo Unico Mondiale-woke: Lgbtq-plus”. Il diavolo (come spiega la teologia cattolica e anche Soloviev, che si convertì al cattolicesimo romano poco tempo prima di morire) ha già, in questi tempi, la sua “cattedrale”, avendo fatto credere all’uomo moderno di non esistere e che l’inferno non esiste. Il diavolo si presenta sub specie boni, sotto l’apparenza di angelo buono, mentre è angelo sì, ma malvagio. La
“contraddizion che nol consente” di Thiel
A questo punto, secondo l’Autore, Thiel, cade in maniera evidente in una contraddizione insanabile, in una incoerenza pratica, anche se accompagnata da un’apparente ricchezza intellettuale. Marco Dotti si chiede, infatti, “Se il diavolo abita la cattedrale; allora, chi abita Palantir (ossia la rete capillare e globale di sorveglianza totale) di Thiel?”. Sembrerebbe - perciò - che Thiel, sia del partito del diavolo e dell’Anticristo, pur (o proprio?) presentandosi (con una certa presunzione di sé) come il Katèchon. Le imprese di Thiel (PayPal e Palantir), pur essendo nate come mezzo per impedire all’Anticristo di emergere e regnare nell’attuale contesto geopolitico mondiale; tuttavia, sono diventate (scientemente o meno) il tipo per eccellenza dell’alta finanza mondialista e centralizzata, che è - almeno potenzialmente - una forza virtualmente anticristica, che grazie alla tecnologia altamente avanzata controlla tutto e tutti, nel mondo universo. Lo stesso Thiel ne è cosciente; infatti, insegna - nel corso delle sue conferenze e lezioni (di cui si conservano delle registrazioni segrete che ne sono trapelate con gran discrezione) - che gli Usa sono “il candidato naturale al premio Katèchon”. Si potrebbe precisare inoltre che Israele è il “candidato preternaturale al premio Anticristo”. PayPal e Palantir, da fortino per resistere al Mondialismo si son trasformati in fortezza dell’Anticristo. Da trattenitore a propagatore dell’Anticristo il passo (per PayPal e Palantir) è brevissimo. Gli studiosi di Thiel (come persona privata e pensatore) dicono che egli è assieme uno spietato analista di ogni forma di potere nello scorgerne la pericolosità, ma non vuol vedere il pericolo rappresentato dalle sue aziende di potere tecnologico: politico, finanziario, farmaceutico e militare/spionistico. Conclusione: La vera natura della
“teologia” di Thiel
Thiel è cresciuto in un ambiente ebraico e luterano/evangelico (ultra/calvinista e super/liberista). La fede che ha conosciuto a Stanford (come lui stesso ha scritto) è “eterodossa”, ossia è soggettivamente tutta sua. Egli ha mischiato il “Cristianesimo” alla filosofia di Leo Strauss, René Girard e Carl Schmitt. Il risultato, come scrive il professor Dotti è “un Cristianesimo senza Chiesa, ma con una escatologia operativa [nel campo finanziario, politico e militare/spionistico, sfruttando pro domo sua la teoria del Katèchon, ndr]. Se Cristo è “Colui che svela” (da Apocalisse: “svelamento o rivelazione”) la violenza anticristica; l’Anticristo è colui che cerca di richiudere, trattenere o arginare questo prorompimento della violenza anticristica. Attenzione! Il Katèchon, ossia “Colui che trattiene il male”, di Thiel è ambivalente; infatti, è sia colui che potrebbe trattenere il male distruttivo; sia colui che potrebbe scatenare il male o l’Anticristo medesimo. Anzi, egli potrebbe trasformarsi sia nell’uno (Anticristo) sia nell’altro “Colui che lo trattiene” (Katèchon). Questo sistema filosofico/politico/economico è il “cristianesimo” americanista di Thiel, che unisce in una specie di insalata russa o “rattattuglio” francese la filosofia di Girard, di Straus e di Schmitt. Il suo sistema filosofico è non solo ambiguo, ma volutamente e segretamente o esotericamente distruttore. Infatti, il diavolo non è per lui una persona angelica totalmente e irrimediabilmente malvagia; non è la negazione del Bene (“Non serviam”, “Eritis sicut Dii”), non rappresenta le tenebre che si oppongono alla luce (Cristo), ma è una mezza-luce serotina e crepuscolare, regno dell’ambiguità, dell’incerto, del dubbio metodico e sinistro. Se l’indemoniato è il posseduto dal demonio, il potere secondo Thiel è l’essere posseduti dalla volontà di onnipotenza senza la quale non si potrebbe costruire nulla di grande e imperituro (come Palantir). Perciò, occorre essere ripieni di volontà di potenza superomistica, altrimenti si diventa dei falliti, dei perdenti, senza alcun potere e la capacità operativa bellica/spionistica/affaristica del Palantir. Questa è la natura conclusiva della filosofia di Thiel. raiche. NOTA 1 - Inizialmente pubblicato da “Com, la rivista del Centro Culturale di Milano”, n. 85, del 13 marzo 2026. |