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| Benedizione di coppie omosessuali: la compiacenza romana prima parte ![]() Benedizione di coppie “irregolari” in una chiesa in Germania Tuttavia, queste raramente andarono oltre ammonimenti o rimproveri, lasciando il processo indisturbato fino ad oggi e permettendo all’episcopato tedesco, sostenuto dai laici, di avanzare con decisione su percorsi eterodossi. Per comprendere bene la questione delle benedizioni delle coppie omosessuali, promossa dalla Conferenza Episcopale di Germania (DBK), e l’impotenza di Roma a modificare qualunque cosa, bisogna ripercorrere la storia nel contesto del percorso del Cammino sinodale tedesco. In tal modo si potrà valutare correttamente il comportamento della Curia romana e del Papa. Il Cammino sinodale tedesco e la benedizione delle coppie omosessuali Avvio de Cammino sinodale Il Cammino sinodale è stato avviato nel marzo 2019, a seguito della riunione di primavera della DBK a Lingen, avvio effettuato in collaborazione col Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZDK), che è stato la punta avanzata per portare avanti determinate questioni. Fin dal settembre 2019, la Curia romana criticò aspramente i progetti degli Statuti del Cammino sinodale, però senza riuscire a fermare il processo. Le critiche vertevano su tre punti: 1) Il fine prefissato è illegittimo, perché gli argomenti trattati «non possono essere oggetto di risoluzioni e di decisioni di una Chiesa particolare»; 2) Il Cammino sinodale è un concilio particolare che rifiuta di chiamarsi tale (per eludere le regole che regolano un tale concilio); 3) La composizione dell’Assemblea sinodale è contraria al diritto, perché è composta da chierici e laici in numero uguale. Il Presidente del DBK era allora il cardinale Reinhard Marx, membro del Consiglio cardinalizio speciale formato da Papa Francesco. Egli respinse con noncuranza le critiche del Pontificio Consiglio per l’Interpretazione dei Testi legislativi, formulate su richiesta del cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, con tale rifiuto la folle macchina sinodale poté avviarsi. – Prima sconfitta della Curia. Il cammino sinodale mette a punto il tono Gli argomenti trattati furono suddivisi in quattro forum: il 2° (diventato in seguito il 4°) trattava la «morale sessuale». L’Instrumentum laboris di ogni gruppo furono pubblicati entro la fine del 2019. Il testo del 4° forum è sconvolgente e ripugnante. Esso afferma che le pratiche dell’attuale società in tema sessuale sono un luogo teologico, a cui si aggiungono le scienze umane, che ne costituiscono un secondo. Le lettura del testo dimostra la volontà di riconoscere e di benedire le coppie omosessuali: «E’ necessario riconoscere senza condizioni le unioni omosessuali e rinunciare a squalificare moralmente la pratica sessuale che ne deriva. (…) Deve essere anche considerata la valorizzazione liturgica di questi valori». Queste sono solo le premesse, ma tutto è già in germe. La reazione indiretta di Roma Il testo non poteva essere ignorato dalla Curia. Bisognava agire subito. I precedenti del Concilio «pastorale» olandese e del Sinodo di Würzburg avrebbero dovuto servire da lezione. Ma la risposta di Roma fu indiretta, tramite un Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicato più di un anno dopo la prima Assemblea del Cammino sinodale svoltasi a gennaio del 2020. Il 15 marzo 2021, la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò un Responsum ad un dubia. Questo mezzo permette una risposta breve ed incisiva. La domanda era: «La Chiesa ha il potere di benedire le unioni delle persone dello stesso sesso?» E la risposta fu: «No». La nota esplicativa che accompagnava la risposta riconosceva che «in certi ambienti ecclesiastici circolano attualmente dei progetti e delle proposte per benedire le unioni tra persone dello stesso sesso». Non si trattava solo di «progetti» o di «proposte»; vi sono dei casi documentati di atti del genere compiuti in diversi paesi. Così, Mons. Peter Kohlgraf, vescovo di Magonza, il 3 febbraio 2021, rivelò di avere approvato una serie di benedizioni per le coppie dello stesso sesso, precisando: «le celebrazioni sono state effettuate. Posso annullare una benedizione?». Questa decisione si basava su una riunione della Commissione per il matrimonio e la famiglia della Conferenza Episcopale tedesca, svoltasi il 4 dicembre 2019 a Berlino. La ribellione in Germania A parte i vescovi Mons. Rudolf Voderholzer, vescovo di Ratisbona, e Mons. Stefan Oster, vescovo di Passau, che ringraziarono Roma per il testo pubblicato, numerose reazioni episcopali in Germania, ma anche in Belgio, condannarono il testo romano. Di queste reazioni, la più veemente fu quella di Mons. Johan Bonny, vescovo di Anversa, che espresse la sua «incomprensione intellettuale e morale». A questi vescovi si aggiunsero 200 accademici tedeschi e più di 2000 «pastori» - sacerdoti, diaconi, assistenti pastorali – che dichiararono di non ottemperare a quanto disposto da Roma. La rivolta si intensificò rapidamente: un gruppo di sacerdoti tedeschi decise di istituire una giornata di benedizione per tutte le coppie LGBT+, fissata per il lunedì prima dell’Ascensione. Quel 10 maggio 2021, si svolsero ben 111 «cerimonie» di benedizione per coppie dello stesso sesso in diverse città tedesche. I vescovi tedeschi oscillarono tra il permesso esplicito e una certa presa di distanza, senza alcuna condanna. Quanto a Roma, ci fu il silenzio: non si ebbe alcuna reazione a questa provocazione nei confronti della Congregazione per la Dottrina della Fede. - Seconda sconfitta della Curia. L’anno seguente, la provocazione e la ribellione si rinnovarono il 10 maggio 2022, con 80 cerimonie. Per la prima volta, ad una di queste cerimonie di benedizione per le coppie omosessuali, partecipò anche un vescovo. La radio della Cattedrale di Colonia riportò che martedì 10 maggio 2022, il vescovo ausiliare di Essen, Mons. Ludger Schepers era presente durante una funzione ecumenica. La quarta Assemblea sinodale approva le proposte del 4° forum L’approvazione dei testi del 4° forum sulla morale sessuale subì una parziale battura d’arresto nella Assemblea sinodale dell’8 settembre 2022: una minoranza di vescovi respinse il testo fondamentale su «una sessualità rinnovata», provocando il caos. In effetti, il documento è particolarmente scandaloso. In esso si afferma che «la sessualità omosessuale – espressa anche con atti sessuali – non è un peccato che separa da Dio e non deve essere giudicata come un male in sé. L’omosessualità non è un criterio di esclusione per l’accesso ai ministeri ordinati». Più avanti, il testo riconosce la masturbazione come una forma legittima di sessualità. Infine, il testo precisa che «le unioni tra persone dello stesso sesso (…) dovrebbero poter essere considerate come poste sotto la benedizione di Dio, espressamente concessa dalla Chiesa, e si deve poter vivere tale benedizione. Questo vale anche per le persone che intraprendono una nuova unione dopo il fallimento di un matrimonio». L’indomani, sulla base dei dati della teologia e delle scienze umane, venne votato un testo definito di «attuazione», che auspicava una «nuova valutazione magisteriale della sessualità»: «1. Nel Catechismo e nel Compendium, gli “atti omosessuali”
devono essere tolti dall’elenco dei “peccati principali contro la
castità”;
«2. (…) La Chiesa dovrebbe riconoscere che infligge delle sofferenze a causa della sua dottrina e della sua pratica relative all’omosessualità; «3. Non si deve cercare di convincere nessuno che il suo orientamento sessuale sia intrinsecamente colpevole; 4. A nessuno dovrebbe essere rifiutato di ricevere i sacramenti, specialmente quello dell’Ordine; e nessuna persona al servizio della Chiesa dovrebbe subire svantaggi professionali a causa del suo orientamento sessuale». Roma, venuta a conoscenza di tutto questo, non ha reagito. - Terza sconfitta della Curia. Il Belgio sostiene l’evoluzione del Cammino sinodale tedesco Un comunicato del 20 settembre 2022, presentò un testo liturgico destinato alla benedizione delle coppie omosessuali, redatto dai vescovi fiamminghi del Belgio, che rappresentano la metà delle diocesi del Belgio. La cosa scatenò polemiche, e non solo in Belgio, e diede luogo a complesse interpretazioni. Roma, non solo non reagì, ma approvò. Questo è quanto ha affermato Mons. Johan Bonny, vescovo di Anversa, nel corso di un intervento alla quinta Assemblea sinodale, nel novembre 2023. Egli ha spiegato che durante la sua visita ad limina nel novembre 2022, la Curia avrebbe detto sull’argomento: «E’ la vostra Conferenza episcopale, è una vostra decisione». Quanto a Francesco, avrebbe detto, «E’ una vostra decisione, lo capisco». - Quarta sconfitta della Curia. Il Cammino sinodale tedesco vota un testo sulle benedizioni delle coppie irregolari Il 10 marzo 2023, la quinta Assemblea sinodale ha adottato un testo sulle «cerimonie di benedizione delle coppie che si amano» in cui si afferma che la Chiesa «offre riconoscimento e sostegno alle coppie che sono unite nell’amore, che si incontrano nel pieno rispetto e nella dignità e che sono pronte a vivere la loro sessualità per molto tempo nel rispetto di esse stesse e con una responsabilità sociale». E’ quindi raccomandato alla DBK e allo ZDK di «sviluppare e introdurre in tempo utile delle celebrazioni liturgiche appropriate». Il relativo opuscolo dovrà includere «proposte di modelli per la celebrazione ddella benedizione per le diverse situazioni di coppia (risposati, dello stesso sesso, sposati civilmente)». Mentre non vi è «alcun obbligo imposto a chiunque di effettuare tali celebrazioni», nessun vescovo può comminare sanzioni disciplinari ad un sacerdote che effettua. Di fatto, tali benedizioni erano già state effettuate in tutte le diocesi tedesche, senza alcuna conseguenza per i sacerdoti responsabili; salvo nella diocesi di Colonia, retta al cardinale Maria Rainer Woelki. Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, interpellato sull’argomento, aveva ricordato che il Vaticano si era opposto «in termini molto chiari» ad ogni benedizione di coppie omosessuali aggiungendo «che una Chiesa locale, particolare, non può prendere tale decisione, che attiene alla disciplina della Chiesa universale» (13/03/2023). Un avvertimento subito reso nullo dalla Dichiarazione Fiducia supplicans. Indubbiamente, il cardinale Parolin si riferiva al Responsum della CDF, messo sotto i piedi dalle cerimonie tedesche del maggio 2021 e 2022, e dal recente voto dell’Assemblea sinodale tedesca. In altre parole, questa affermazione del cardinale equivaleva ad un nuovo passo indietro: Quinta sconfitta della Curia. Attuazione dei testi di benedizioni delle coppie «che si amano» Dopo il voto di marzo 2023, i progetti di benedizione delle coppie irregolari, già ben attuati, emergono apertamente in Germania. Un caso ben documentato è quello della diocesi di Osnabrück, che sta preparando tali rituali, appoggiandosi alla risoluzione del cammino sinodale. Gli autori ammettono candidamente di non essere preoccupati dalle decisioni romane. Inoltre, un gruppo di lavoro della DBK e dello ZDK, si è messo ad elaborare un manuale per tali benedizioni. Bisogna sottolineare che la Curia romana non è intervenuta sui testi adottati dal cammino sinodale citati prima, mentre ha preso posizione seriamente su un altro testo – che è veramente molto problematico – a partire da novembre 2022. In un altro articolo parleremo di questa discussione tra i vescovi tedeschi e la Curia romana, che è iniziata durante la visita ad limina dell’episcopato tedesco sulla questione del «Consiglio sinodale», per inquadrare la posizione romana rispetto alla marcia forzata della DBK verso l’eterodossia. Senza aspettare il manuale in preparazione, Mons. Karl-Heinz Wiesemann, vescovo di Spira, con una lettera del 2 novembre 2023, ha invitato i sacerdoti della sua diocesi a realizzare delle «cerimonie di benedizione» per le unioni omosessuali e per le relazioni adulterine e peccaminose fuori dal matrimonio. Egli si è riferito al testo del Cammino sinodale citato prima, approvato col 93% dei voti. Le retorica sviluppata per giustificare questa decisione si richiama al «Chi sono io per giudicare» di Papa Francesco, all’urgenza delle situazioni pastorali, alla necessità di rivalutare l’omosessualità nell’insegnamento della Chiesa, pur riconoscendo che alcuni sacerdoti potrebbero rifiutare tale invito, ma chiedendo loro di devolverne l’attuazione alla diocesi. Segue…
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