Benedizione di coppie omosessuali:

la compiacenza romana

seconda parte



della Fraternità San Pio X


Prima parte
Seconda parte






Un sacerdote tedesco benedice una coppia omosessuale

 
Il Cammino sinodale tedesco ha votato un testo per attuare le benedizione della coppie «irregolari» - divorziati risposati, concubini, omosessuali.
La Curia talvolta ha reagito, ma senza andare oltre l’avvertimento o il rimprovero, lasciando campo libero al processo, così che si può parlare di complicità.


La svolta di Fiducia supplicans che segna la complicità romana.

Il Dicastero per la Dottrina della Fede contraddice la Congregazione per la Dottrina della Fede a meno di tre anni di distanza.

Il 18 dicembre 2023, lo stupore pervade il mondo cattolico: meno di tre anni dopo il Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, che afferma che la Chiesa non ha il potere di benedire le coppie “irregolari”, perché non può benedire il male, il Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) pubblica una Dichiarazione che afferma il contrario, Dichiarazione firmata dal cardinale Victor Manuel Fernandez.

Le reazioni non tardano ad arrivare, col rifiuto di applicare la Dichiarazione, soprattutto nell’Africa nera, in cui le Conferenze Episcopali rifiutano un testo che resterà per sempre come una vergogna per il DDF e il suo cardinale Prefetto.
 
La protesta è così forte e diffusa che costringerà ad esonerare dall’applicazione della Dichiarazione numerose diocesi africane.
Peraltro, la protesta si diffuse ampiamente ben oltre il continente africano.

Ma in Germania le reazioni furono generalmente positive, perfino entusiaste.
Le uniche lamentele vengono da coloro che avrebbero voluto un puro e semplice riconoscimento dell’unioni omosessuali nella Chiesa.

Alcune voci di conservatori si lamentano. Il cardinale Reinhard Marx, da parte sua, confessa: «Non pensavo che un segnale del genere arrivasse così presto».

Quello che il cardinale aggiunge è rivelatore: «si tratta di un piccolo passo per i cattolici tedeschi» «ma per la Chiesa universale è una possibilità enorme».
E prosegue considerando che ogni cultura dovrebbe elaborare le proprie regole di applicazione: «Noi ci stiamo già lavorando».
Mons. Georg Bätniz, Presidente della DBK, ritiene che il testo dia la sicurezza necessaria per agire.

Così, la Chiesa della Germania prende ciò che le viene dato per farlo fruttificare.
Alcuni allora pensavano che questa Dichiarazione avrebbe minato l’avanguardia sinodale tedesca: era un errore, essa non fece altro che rafforzarla nel suo percorso fuorviante.

Ormai il vento che spinge il Cammino sinodale tedesco su questa questione delle benedizioni illegittime viene da Roma.


Il Vademecum dei vescovi tedeschi sulle benedizioni delle «coppie che si amano»

Dopo che la Commissione ad hoc della DBK e dello ZDK ebbe ultimato il suo lavoro, Mons. Stephan Achermann, vescovo di Treviri e Presidente della Commissione liturgica della DBK dal 2017, inviò al DDF, con un corriere del 24 ottobre 2024, un Vademecum destinato a servire da sostegno alle «Benedizioni per le coppie che si amano» al fine di offrire ai prelati «una applicazione della Dichiarazione Fiducia supplicans alla situazione sociale e pastorale delle diocesi tedesche».  

La risposta del cardinale Fernandez, datata 18 novembre 2024, era nota fin dall’8 ottobre 2025, ma è stata resa pubblica il 30 aprile 2026, in seguito alla controversia nata dalle parole di Papa Leone XIV pronunciate in occasione del suo viaggio di ritorno dall’Africa e relative alla pubblicazione da parte del cardinale Marx del manuale di benedizione della DBK.

Riparleremo di questa questione, già commentata su questo sito.

Questa risposta si limita a formulare delle osservazioni. Essa critica il Vademecum perché non rispetta alla lettera Fiducia Supplicans (FS) su due punti: per un verso, perché offre una sorta di legittimazione ufficiale alle coppie, per l’altro, perché fissa la forma di queste benedizioni, a differenza di FS che non ammette alcuna definizione rituale.

Ma chi potrebbe mai farsi ingannare da una tale protesta?
Il problema non sta nell’abuso di FS, ma risiede nella stessa lettera della Dichiarazione del DDF, come hanno dimostrato ampiamente le reazioni provenienti da tutto il mondo cattolico; nonché l’interpretazione spontanea che i media, l’uomo della strada, e i fedeli cattolici le hanno dato: il Vaticano permette la benedizione delle coppie irregolari.  

E’ ammissibile che la DDF abbia potuto credere anche per un momento che questa Dichiarazione sarebbe stata letta diversamente in un paese che vive un Cammino sinodale che conduce ai peggiori eccessi e in definitiva allo scisma e all’eresia?

Come è stato dimostrato, in Germania tutto era già sul tavolo. Pensare che questa dichiarazione eterodossa non potesse essere percepita come una autorizzazione, equivale sia ad una profonda stupidità, sia ad una incredibile ingenuità da parte della Curia, o addirittura ad una complicità.  


Il manuale «La benedizione dà forza all’amore»

Il 4 aprile 2025, la Conferenza comune che riunisce la DBK e lo ZDK, mentre Papa Francesco aveva già un piede nella tomba, approvò un manuale intitolato: «La benedizione dà forza all’amore».
Esso fu reso pubblico il 22 aprile, l’indomani della morte del Papa.

Il manuale spiega che si tratta dell’adempimento di quanto stabilito nel testo votato nel corso del Cammino sinodale.

Riassumendo una analisi pubblicata in questo sito: queste benedizioni devono essere rispettose del peccato, devono essere spontanee, ma possono assumere un aspetto che contraddice tale carattere libero; esse devono usare la Sacra Scrittura, la Parola di Dio, per magnificare un amore che lo Spirito Santo – che ha ispirato gli autori sacri – condanna senza equivoco.

Citiamo questo passo: «il modo in cui è impartita la benedizione, il luogo, l’insieme dell’estetica, compresa la musica e i canti, devono testimoniare la stima mostrata verso le persone che chiedono la benedizione, la loro interazione e la loro fede».
Il luogo non è precisato: può essere uno qualunque, anche una chiesa.

Quanto al peccato nel quale vivono queste coppie, non se ne parla, o piuttosto è approvato, poiché «l’amore» che le anima è un valore che può essere edificato «a partire dalle fede».

L’applicazione di tale manuale nelle diverse diocesi tedesche ha avuto fortune diverse.
Cinque diocesi (Colonia, Augusta, Eichstätt, Passau e Ratisbona) i cui vescovi sono conservatori, hanno escluso l’uso del manuale.
Altre si sono affrettate a dichiararsi a favore.
Infine, alcune, tra cui Monaco e Frisinga, diretta dal cardinale Reinhard Marx, non ha preso posizione.

Un caso particolare è quello della diocesi di Rottenburgo-Stoccarda, diretta da Mons. Klaus Krämer.
La diocesi sta per pubblicare un suo testo: Noi ci amiamo – che benedizione! – che si basa su Fiducia supplicans e sul manuale dell’episcopato tedesco: esso propone una dozzina di preghiere di benedizione.
Ciò che è particolarmente rivoltante - e blasfemo – è che questo amore vietato dalla legge di Dio, tra concubini, divorziati risposati o coppie omosessuali, è presentato come proveniente da Dio.

La prima responsabilità di questa blasfemia è da attribuire a Papa Francesco, per la falsa misericordia di Amoris laetitia; poi al cardinale Fernandez e alla sua Fiducia supplicans; nonché alla DBK e al suo manuale, e infine alla Curia romana che finora ha prodotto solo una lettera per difendere Fiducia supplicans.


La polemica intorno al cardinale Marx e Leone XIV

Occorre ritornare all’episodio della conferenza stampa tenuta da Papa Leone XIV durante il suo volo di ritorno dall’Africa, il 21 aprile 2026.
Interrogato da un giornalista tedesco sulla recente pubblicazione da parte del cardinale Marx, nella sua diocesi di Monaco e Frisinga, del famoso manuale dei vescovi tedeschi pubblicato l’anno prima.

Di per sé, non vi è alcuna novità per chi conosce la sequenza degli eventi.
Ma Papa Leone XIV, nella sua risposta, dice tra l’altro che «la Santa Sede ha già parlato con i vescovi tedeschi». La domanda allora è «quando?».

Il 30 aprile, la DDF ha pubblicato la risposta del cardinale Fernandez del 18 novembre 2024, peraltro già nota.
Quello che colpisce in questa risposta è l’insistenza del Prefetto del DDF nel difendere la lettera della sua Dichiarazione, nonostante sia stata ampiamente contestata e sia notoriamente obsoleta, come dimostrano sia l’esempio tedesco sia parte fiamminga del Belgio. E’ semplicemente patetico.



La polemica sulla pubblicazione del manuale della DBK

Sulla prima, si è innescata un’altra polemica, in due tempi. A settembre 2025, di fronte alle contestazioni, l’allora Presidente della DBK: Mons. Georg Bätizing, affermò di essersi consultato col cardinale Fernandez per la pubblicazione del manuale. Il cardinale Fernandez smentì e citò la sua lettera di risposta a Mons. Ackermann.
In seguito alla prima polemica che coinvolse Leone XIV, la DDF ha confermato che né il Vademecum, né il manuale sono stati approvati dalla Curia. Essa si basa su una dichiarazione del cardinale Fernandez che spiega che la lettera di novembre 2024 si applica sia al Vademecum sia al manuale. E conferma che si è trattato della sola risposta data ai Tedeschi.


Il parere del cardinale Pietro Parolin

Nel corso di una intervista concessa il 6 maggio 2026, un giornalista ha interrogato il cardinale Segretario di Stato sugli sviluppi di questa questione.
Egli ha affermato che era «prematuro» sperare in un intervento della Santa Sede presso i vescovi tedeschi sulla benedizione delle coppie dello stesso sesso.

Ed ha spiegato che per adesso è in corso un «dialogo»: «Vedremo cosa accadrà». Il cardinale Parolin si riferisce certo alla discussione, che dura da novembre 2022, sulla questione del «Consiglio sinodale», diventato poi «Conferenza sinodale».

Mentre Roma ha fatto qualche piccolo passo, i Tedeschi restano sempre determinati. Come si vedrà in seguito.

Il cardinale Segretario di Stato prosegue spiegando che la decisione spetta a Papa: «Ma, in ogni caso, abbiamo avviato un dialogo già da molto tempo, ciascuno esporrà il suo punto di vista sull’argomento».
Non v’è alcuna traccia di discussione sulla benedizione delle coppie che si amano, ma solo sulla questione del consiglio sinodale.

Infine, il cardinale Parolin ritiene che sia possibile «trovare una soluzione» che tenga conto delle diverse opinioni, il che significa «che ogni decisione deve essere conforme al diritto canonico, al Concilio Vaticano II e alla tradizione della Chiesa». La speranza è «che non sia mai necessario imporre delle sanzioni e che i problemi siano risolti pacificamente, come si deve fare nella Chiesa».

Ma la verità è che i vescovi tedeschi, sostenuti – o meglio spinti – da un laicato progressista e deciso, non hanno alcuna intenzione di cambiare nulla, piuttosto di andare avanti.
D’altronde, per essi è una questione di vita o di morte: tornare indietro significherebbe fare implodere la base del Cammino sinodale, e al tempo stesso la Chiesa di Germania.

Infine, Roma non ha né i mezzi né la volontà di cambiare questo stato di cose. Né i mezzi, che sono stati distrutti dalla  Dichiarazione Fiducia supplicans.
Col regime del Responsum della CDF sarebbe stata tutta un’altra questione, ma la Curia si è contraddetta in meno di tre anni.
Né la volontà, perché la fede e il convincimento morale stanno abbandonando la Curia.

Se qualcuno ne dubita, basta che legga il rapporto del gruppo di studio n° 9 , che è allineato col cammino sinodale e con le sue conclusioni sulla questione LGBT.

Nell’attesa che il «dialogo» produca l’«intesa» tra Roma e la DBK, il male avanza tra i fedeli tedeschi e comincia a superare le frontiere, con la benedizione della Curia.
In queste condizioni, bisogna parlare di complicità.




maggio 2026
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