La Fraternità Sacerdotale San Pio X sotto processo:

l’argomentazione del cardinale Müller

si ritorce contro Roma.




di Robert Morrison



Pubblicato sul sito americano The Remnant









Don Davide Pagliarani e il cardinale Gerhard Müller




Il cardinale Gerhard Müller insiste sul fatto che la Fraternità Sacerdotale San Pio X si sia posta al di fuori della Chiesa cattolica.
Ma quando il suo stesso criterio viene applicato al Vaticano di oggi – misurato alla luce del perenne insegnamento dogmatico della Chiesa – emerge una domanda profondamente scomoda: chi si è veramente allontanato dalla fede cattolica?

Se la fedeltà al dogma perenne della Chiesa è la prova della cattolicità, il cardinale Müller potrebbe aver accusato la parte sbagliata…

Diane Montagna ha recentemente pubblicato l’intervento del cardinale Gerhard Müller del 26 giugno 2026 al “concistoro straordinario dei cardinali” di Leone XIV.
La parte finale dell’intervento del cardinale Müller consisteva nella seguente dichiarazione relativa alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX):

«La Fraternità Sacerdotale di San Pio X ha inviato una lettera aperta a tutti i cardinali. È nostro dovere, in virtù del nostro ufficio, sia individualmente che come collegio, respingere la scandalosa accusa che la Chiesa romana si sia allontanata dalla fede cattolica. Di fronte all'atto scismatico di consacrazione episcopale compiuta senza la preventiva comunione con il Papa, non ci devono essere ambiguità. In materia pastorale e liturgica, si può procedere con sensibilità pastorale. Propongo l'istituzione di una commissione, sul modello dell’ex Ecclesia Dei, per consentire a coloro che hanno abbracciato questa posizione scismatica di ritornare alla piena comunione con il Papa. Ma il confine dello scisma si oltrepassa definitivamente quando viene violato il ministero del Vescovo di Roma, quale principio visibile e fondamento duraturo dell'unità della Chiesa nella verità rivelata. Durante il Concilio di Trento, l’illustre cardinale polacco Stanislao Osius disse ai protestanti del suo tempo – e le sue parole si applicano ugualmente ai lefebvriani dei nostri giorni: Catholicus non est, qui a Romana ecclesia in fidei doctrina discordat. Non è cattolico chi è in disaccordo con la Chiesa romana sulla dottrina della fede».


Come possiamo vedere, il cardinale Müller è particolarmente preoccupato per la “scandalosa accusa che la Chiesa romana si sia allontanata dalla fede cattolica”. A suo avviso, non è Roma ad essersi allontanata dalla fede cattolica, ma la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Pertanto, ha applicato le parole del cardinale Hosius alla situazione per affermare che la Fraternità Sacerdotale San Pio X non è cattolica: “Non è cattolico colui che è in disaccordo con la Chiesa romana sulla dottrina della fede”.

Sebbene sia certamente lecito e necessario chiedersi se la Fraternità Sacerdotale San Pio X sia cattolica, la forte opposizione del Cardinale Müller alla Fraternità ci invita ad applicare la stessa domanda anche a coloro che sono riuniti nel concistoro dei cardinali. Dopotutto, secondo le parole di Nostro Signore nel Sermone della Montagna, chi giudica deve essere pronto a essere giudicato con gli stessi criteri:

«Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con cui misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello e non guardi la trave che è nel tuo occhio? O come puoi dire a tuo fratello: «Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio», mentre tu hai una trave nel tuo occhio? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi toglierai la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello». (Matteo 7:1-5)


Da queste parole, possiamo dedurre che il giudice dovrebbe innanzitutto valutare il proprio comportamento nella questione che sta giudicando.
Pertanto, è del tutto ragionevole e necessario che i cattolici considerino se i cardinali e Leone XIV siano essi stessi “in disaccordo con la Chiesa romana nella dottrina della fede”, individualmente e come collegio.
Per facilitare questa valutazione, è utile considerare il seguente elenco parziale di insegnamenti cattolici infallibili tratti da “Fondamenti del dogma cattolico” del dott. Ludwig Ott, che possiamo raggruppare secondo due ampie categorie di errori contemporanei a cui si oppongono.

Queste verità infallibili si oppongono alle idee di falso ecumenismo promosse dal Papa e dai cardinali:

• “L’appartenenza alla Chiesa è necessaria a tutti gli uomini per la salvezza.”

• “I Sacramenti della Nuova Alleanza sono necessari per la salvezza dell’umanità.”

• “La giustificazione di un adulto non è possibile senza la fede.”

• “Senza l’aiuto speciale di Dio, i giustificati non possono perseverare fino alla fine nella giustificazione.”

• “Le anime che lasciano questa vita in stato di peccato originale sono escluse dalla Visione Beatifica.”


Queste verità infallibili si oppongono al cattolicesimo da caffetteria (che incoraggia le anime a rimanere nei loro peccati) promosso dal Papa e dai cardinali:

• “Dio dà a tutti la giusta grazia sufficiente per l’osservanza dei Divini Comandamenti”.

• “La volontà umana rimane libera sotto l’influenza della grazia efficace, che non è irresistibile”.

• “Esiste una grazia che è veramente sufficiente eppure rimane inefficace”.

• “Senza una speciale Rivelazione divina, nessuno può sapere con la certezza della fede se è in stato di grazia”.

• “La grazia mediante la quale siamo giustificati può essere persa, e viene persa a causa di ogni peccato grave”.


In un modo o nell’altro, queste verità infallibili della fede cattolica sono tutte contrastate dalle posizioni ufficiali del Vaticano attuale, espresse negli insegnamenti di Francesco, di Leone XIV, del Dicastero per la Dottrina della Fede del Cardinale Víctor Manuel “Tucho” Fernández e del Sinodo sulla Sinodalità.

Questa realtà ci obbliga a tornare alle parole del Cardinale Müller citate sopra:

Non è cattolico colui che è in disaccordo con la Chiesa romana sulla dottrina della fede”.

La conclusione più ovvia che possiamo trarre da ciò è che molti dei presenti al concistoro straordinario dei cardinali non sono cattolici. Ne consegue anche che Leone XIV e i cardinali o si sentono perfettamente a loro agio con questa empia parodia, oppure sono incapaci di comprendere la fede cattolica. In entrambi i casi, questi uomini hanno una trave enorme negli occhi, che impedisce loro di giudicare equamente la Fraternità Sacerdotale San Pio X. E, se vogliamo applicare onestamente il test del cardinale Müller, possiamo constatare che coloro che in Vaticano condannano la Fraternità Sacerdotale San Pio X non sono essi stessi cattolici.

Perché, dunque, questi uomini cercano di giudicare la Fraternità Sacerdotale San Pio X?
Come si evince dalla “Professione di fede cattolica della Fraternità San Pio X per illuminare le anime di fronte agli errori moderni” ], condannata dal Cardinale Müller, il problema è che la Fraternità Sacerdotale San Pio X crede fermamente in tutte le verità infallibili contenute nei Fondamenti del dogma cattolico del Dott. Ludwig Ott e si oppone agli errori che contraddicono o oscurano tali verità cattoliche infallibili.
In altre parole, il problema della Fraternità Sacerdotale San Pio X è che insiste nel seguire la fede cattolica nella sua forma più pura, in un momento in cui Roma vorrebbe che tutti seguissero una religione semplificata che si adatta al minimo comune denominatore del credo cristiano.

Pertanto, la Fraternità Sacerdotale San Pio X sarà condannata dai non cattolici perché insiste nell’essere cattolica.

Dio non era obbligato a permettere che questa realtà diventasse così evidente, ma lo ha fatto.

Cuore Immacolato di Maria, prega per noi!






 
luglio 2026
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