“CASO MORLION”

E IL SERVIZIO SEGRETO VATICANO “PRO DEO … ET MAMMONA”


di  Don Curzio Nitoglia




Gli articoli dell'Autore sono reperibili sul suo sito
https://doncurzionitoglia.wordpress.com/






Padre Felix Morlion, OP




Capitolo Ottavo


I - IL “CENTRO INFORMAZIONE PRO DEO” (CIP)

Introduzione


Il generale William Donovan, l’agente Morlion e la “Pro Deo”
William Donovan (1883-1959), generale dell’Esercito statunitense e agente segreto, divenuto il capo dell’OSS durante la seconda guerra mondiale, aveva stabilito segretamente un collegamento di spionaggio con alcuni elementi del Vaticano sin dal 1941.

Fu W. Donovan a reclutare Frank Gigliotti e p. Morlion per preparare - assieme alla Mafia e alla Massoneria, delle quali Gigliotti era un esponente di spicco e di alto livello - lo sbarco americano in Sicilia.
Già nel 1942 Donovan aveva contattato il boss mafioso Lucky Luciano (allora detenuto a New York) per facilitare i contati con la Mafia siciliana onde poter sbarcare meglio e soprattutto, poi, governare “tranquillamente” la Sicilia e da essa l’Italia intera.
Insomma, come durante il Risorgimento la Camorra, diretta da Liborio Romano (Patù: 1793 – 1867) massone, carbonaro sin dal 1820 e capo-camorrista nel 1860 operò da traditore (come Capo della Polizia borbonica e Ministro dell’Interno del Regno dei Borboni, vendendosi nel 1860 ai Piemontesi, Cavour e Garibaldi e all’Inghilterra) nel Regno delle Due Sicilie per la caduta dei Borboni e instaurare la monarchia sabauda al loro posto.

Inoltre, non bisogna dimenticare che Gigliotti era un Pastore protestante e Morlion un Padre domenicano. Donovan sfruttò la loro posizione “religioso/spionistica” per fini di Intelligence, onde diffondere la “democrazia sotto Dio (e Mammona, soprattutto)”.

Esattamente in quel medesimo anno, Donovan fece emigrare da Lisbona a New York p. Morlion, che poco tempo prima era fuggito da Bruxelles, occupata dai Tedeschi, in Portogallo; ma anche lì non si sentiva al sicuro, poiché era ricercato dalla polizia politica tedesca (santa polizia e pulizia …), che avrebbe potuto raggiungerlo più facilmente in Europa piuttosto che negli Usa (cfr. “Encyclopaedia Britannica”, Edimburgo, I edizione, 1768-1771, 3 voll.; XV e ultima ediz., 1974-2010, 32 voll., voce “William Donovan”).

Poi, a guerra quasi finita, nel giugno del 1944 quando gli Americani entrarono a Roma, Donovan finanziò abbondantemente (“more amerikano”) il “Centro Pro Deo” e fece tornare a Roma da New York p. Morlion ottenendo che fosse ospitato in Vaticano (cfr. L. MONTUORI, Felix A. Morlion e il servizio segreto vaticano Pro Deo, Chieti, Solfanelli, 2023, p. 83). 



Il cardinale Goncales Cerejeira

A Lisbona - con l’aiuto del cardinale Goncales Cerejeira (1888-1977), Patriarca di Lisbona dal 1929 al 1971, un esponente dell’ala del Cattolicesimo integrale di stampo corporativo-cattolico, intimo amico e collaboratore di Antonio Salazar (il Primo Ministro del Portogallo dal 1932 al 1968) - Morlion, che sapeva essere veramente trasversale a tutti gli ambienti (da quelli democristiani e progressisti italo/francesi a quelli autoritari e cattolici integrali, ispano/portoghesi), un po’ come Licio Gelli …, restò a Lisbona circa un anno e nel maggio del 1941 ristabilì contatti con agenti segreti della “Pro Deo” del sud e nord America.

Siccome, secondo alcuni o secondo la propaganda filoamericana, si presentava il pericolo di una possibile invasione tedesca del Portogallo e della Spagna …, Morlion fu invitato dal cardinale Patriarca di Lisbona e dal Provinciale portoghese dell’Ordine domenicano a lasciare l’Europa per andare negli Usa (Ibid., p. 84). 


Il Colonnello Mario Sacchi

Il Colonnello Capo di Stato Maggiore Italiano (dal 5 dicembre del 1945 al 9 giugno del 1952) Mario Sacchi scrisse una lettera e l’inviò ufficialmente dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri al Ministro degli Interni (Mario Scelba), il 20 gennaio 1952, in cui si informava il Ministro che la “Agenzia Stampa CIP”, già “Centro Informazioni Pro Deo” era una branca della “Pro Deo”, un’organizzazione alle dipendenze del Vaticano (p. 86).

L’«Agenzia Pro Deo» aprì la sua nuova sede in quel tempo a Roma in via Tevere 15 nel quartiere Parioli.
Essa aveva un periodico (“L’Ora dell’Azione”) che si occupava di politica estera e interna, con particolare riferimento all’Urss e al PCI. Un secondo suo periodico (“L’Unione Popolare”), s’interessava di questioni di carattere sindacale (ACLI) e anche dell’«Azione Cattolica» (allora diretta da Luigi Gedda, che seguiva la strada del Cattolicesimo integrale, totalmente diversa da quella di Morlion e fratelli), ma più per tenerla sotto osservazione che per collaborazione.

Inoltre, il Colonnello Sacchi specificò che il “CIP” serviva a orientare la politica interna ed estera della stampa italiana. Tuttavia, tra le righe si lasciava capire che il “CIP” non era propriamente soltanto un centro culturale o d’informazione, infatti in una nota “Riservata” del 20 ottobre 1950, redatta da un agente anonimo della Questura milanese era scritto che p. Morlion, stava a capo del “CIP”, che era una specie di “anti-Kominform” cattolico anticomunista, con sede a Losanna (p. 89).

Molti uomini famosi collaborarono con il “CIP”: don Luigi Sturzo, Jacques Maritain, Mario Einaudi, Ludovico Montini (fratello di monsignor Giovanni Battista e senatore democristiano, che in Spagna aveva combattuto con i rossi contro Franco) e Giorgio Bachelet (p. 98).



II- L’UNIVERSITÀ INTERNAZIONALE DI STUDI SOCIALI (Luiss) “PRO DEO”


La LUISS, Morlion, Andreotti e Montini

Nel 1948 fu inaugurata a Roma l’«Università LUISS Pro Deo» (p. 111). Giulio Andreotti ne fu uno dei professori.
Inoltre, il 4 giugno 1944, quando gli Americani entrarono a Roma, p. Morlion - con l’aiuto di monsignor Montini (1)  - creò una nuova istituzione per promuovere il concetto tipicamente americanista di una “democrazia sotto Dio” (leggi “Democrazia Cristiana”). Montini, il 20 novembre 1944 inaugurò la “Scuola dei Mezzi di Comunicazione di Massa” dell’Università LUISS “Pro Deo” (p. 113).

Questa scuola conobbe due fasi: la prima (1944/48) si occupò soprattutto del Comunismo sovietico e italiano e si avvicinò, per pura convenienza e a scopi spionistici, non per convinzione, ai “Comitati Civici” del prof. Luigi Gedda (“Pro Deo …”).

Nella seconda fase (1948/53), dopo aver sconfitto il PCI alle elezioni del 18 aprile 1948, s’impegnò maggiormente a curare la formazione dei futuri dirigenti nelle scienze commerciali ed economiche (… et “Pro Mammona” …).



Valletta, Morelli, Montini e Morlion

Nel 1962 l’«Università Pro Deo» contava circa 2. 000 iscritti, per lo più africani, asiatici americani del sud e del nord; l’ambiente era tipicamente multietnico, multiculturale e multireligioso (aperto ai protestanti e guidato dagli ebrei, che già allora - 1962 - erano “fratelli maggiori” in alta Finanza e non nella Fede di Abramo).

In questo frangente la “Pro Deo” prese contati con Vittorio Valletta (massone, Dirigente, Amministratore delegato e poi Presidente della FIAT dal 1921 al 1966) e l’avvocato Mario Morelli (2) , che era molto legato a monsignor Montini (p. 115). 


Allen Dulles e Morlion

Tuttavia nel 1956 la Cia nella persona del suo Direttore Allen W. Dulles (1893-1969) cessò il finanziamento alla “Pro Deo” (p. 118).

Si dice, ma non è storicamente provato, che Allen W. Dulles fosse entrato nella Massoneria di rito scozzese anche se non vi sono prove scritte e documentate della sua affiliazione (certe persone altolocate lo fanno solo … “all’orecchio del Gran Maestro” per non lasciare tracce …); tuttavia, i suoi rapporti con il boss mafioso e Maestro della Massoneria Frank Gigliotti e con la Loggia P2 sono documentati. Gigliotti (Catanzaro, 15 ottobre 1896 – La Mesa di California, 10 maggio 1975) è stato un Pastore presbiteriano, massone e agente segreto statunitense anche se d’origine calabrese. Egli ha funto da ponte tra OSS/CIA, la Massoneria italiana e la Mafia siciliana. Fu uno dei principali artefici della rinascita della Massoneria italiana dopo la caduta del Fascismo, che l’aveva sciolta e messa fuorilegge nel 1925. Collaborò attivamente con l’ambasciatore americano a Roma James Zellerbach (vedi sotto) alla restituzione di Palazzo Giustiniani alla Massoneria, che era stato confiscato dal Fascismo. L’Intelligence americana si servì di Gigliotti per favorire l’ascesa di Licio Gelli (1919 – 2015).



Il “progetto MK-Ultra”

Nel 1953 ideò il “progetto MK-Ultra” e lo rese operativo con un decreto il 13 aprile del medesimo anno. Esso aveva il fine di contrastare gli studi dei sovietici, cinesi e coreani sul “controllo mentale / mind control”, ovvero sul controllo della psiche delle persone. Ciò avrebbe dovuto portare alla programmazione di killer inconsci (abbondantemente utilizzati dai servizi segreti) oppure il controllo dei leader stranieri scomodi. Il progetto fu finanziato con 25 milioni di dollari e furono coinvolse circa 80 istituzioni tra cui 44 università (Columbia University, Stanford University, Harvard University …) e 12 ospedali.
Nel 1964 il progetto fu ribattezzato “MK-Search” poiché si stava specializzando nella creazione del siero della verità, a base di LSD, che fu prodotto prima in Belgio nel 1953 e poi nel 1954 negli Usa. Questa sostanza è stata usata per interrogare agenti del KGB durante la guerra fredda. Tuttavia, quasi tutti i documenti riguardanti il “progetto MK-Ultra” sono stati distrutti nel 1973 dietro ordine dell’allora Direttore della Cia Richard Helms (1913 – 2002); perciò, è molto difficile ricostruire con certezza tutte le attività svolte in questo ambito.

Perdipiù, anche in Vaticano molti Prelati - ancora legati al corso pacelliano - erano freddi nei confronti del “progetto interconfessionale, laico e democratico” della “Pro Deo” di Morlion e Montini (p. 123), che oramai cominciava a perdere la quasi totalità dei suoi sponsor, soprattutto dopo l’allontanamento dalla Curia Vaticana nell’autunno del 1954 di monsignor Montini, che aveva perso la stima di Pio XII ed era entrato in aperto contrasto con l’ala tradizionalista del Vaticano (card. Alfredo Ottaviani e Giuseppe Siri, Presidente della CEI), portando avanti quella moderatamente progressista della “democrazia sotto Dio”.   



L’«American Jewish Comitee» finanzia la “Pro Deo et Mammona” …

Invece l’«American Jewish Comitee», la principale organizzazione mondiale di difesa degli ebrei e di lotta contro l’antisemitismo “intrattenne strette relazioni con l’«Università Internazionale Pro Deo» almeno dai primi anni Cinquanta del Novecento” (p. 124). Ora, san Paolo e il Vangelo ci insegnano: “Che alleanza può esserci tra Cristo e Beliar?” […]. “Tra Dio e Mammona?” (II Cor., VI, 15-17; Mt., VI, 24).

Tuttavia, in un memorandum per uso interno, del 22 maggio 1957, dattiloscritto e redatto in forma anonima, facendo un riassunto della storia e natura dell’Università fondata da p. Morlion, stava scritto che «Morlion militò nel campo delle attività della guerra psicologica negli Usa tra il 1941-1944 e fu il primo dei proscritti nella lista nazista a causa dell’attività spionistica che aveva svolto tramite il “Centro Internazionale Pro Deo” di Bruxelles».



Morlion e lo “stile di vita americano” …

Inoltre, l’impatto con lo “stile di vita americano” lo convinse a fondare la sua Università, applicando la filosofia americanista dei Padri Fondatori degli Usa (il Puritanesimo che deve “purificare” il Cristianesimo dal Papismo) per la promozione a livello internazionale della “democrazia sotto Dio”» (p. 125); tutto ciò quasi-quasi farebbe tornare di moda la frase che Marco Porcio Catone (234 a. C. – 149 a. C.) recitava alla fine di ogni suo discorso: “Ceterum censeo Cartago delenda est” …

Infatti la “Pro Deo” di Morlion avrebbe dovuto essere chiamata più esattamente “Pro Deo et Mammona”, avendo voluto conciliare l’inconciliabile: Dio e Mammona, il sì e il no; invece il Vangelo ci insegna: «Il vostro parlare sia “sì sì no no”, quello che è di più viene dal Maligno» (Mt., V, 37).



L’essenza dell’Americanismo

Monsignor Henri Delassus (L’Américanisme et la Conjuration antichrétienne, Lilla-Parigi, Desclée De Brouwer, 1899, tr. it. L’Americanismo e la Congiura anticristiana, Proceno, Effedieffe, 2015), spiega che il termine “Cattolicesimo americano” o Americanismo (condannato da LEONE XIII nella Lettera Testem benevolentiae del 1895) non è l’etichetta di uno scisma o di un’eresia, esso è “un’insieme di tendenze dottrinali e pratiche, che hanno sede in America e che di lì si spargono nel mondo cristiano e specialmente in Europa” (p. 3).
Attenzione al “Cattolicesimo” americano …

L’aspetto più preoccupante dell’Americanismo è quello dei “suoi rapporti con le speranze e i progetti del Giudaismo, specialmente con le tendenze anticristiane delle leggi del mondo moderno e della società americana, che aspira a possedere il monopolio del pensiero rivoluzionario” (p. 7).

Uno degli “elementi distintivi della ‘Missione americana’ è il ritorno all’unità di tutte le religioni, tramite la distruzione delle barriere e delle differenze, giungendo ad un Congresso della tolleranza [Merlin permettendo, ndr] internazionale delle religioni, per lottare unite contro l’ateismo” (p. 124). L’indifferentismo o tolleranza per principio, cui tende l’Americanismo, consiste nell’equiparare “tutte le religioni, come egualmente buone” (p. 85).

“La cospirazione anticattolica penetra dappertutto, per distruggere – se fosse possibile – la Chiesa ed innalzare al suo posto il Giudaismo liberale e umanitario” (p. 89). “Tale cospirazione è diventata universale” (p. 90).

“La presunzione o confidenza eccessiva in se stessi è la caratteristica specifica dell’Americanismo e gli ebrei sperano di farne uscire l’Israelitismo liberale e filantropico” (pp. 92-93), cioè la neo-religiosità dell’era nuova.

Monsignor Henri Delassus (p. 94) spiega che il Magistero della Chiesa ha condannato tutti i falsi principii sui quali si fonda lo spirito americanista: i diritti dell’uomo (condannati da PIO VI); la libertà assoluta della persona umana, la libertà di pensiero, di stampa, di coscienza e di religione (da GREGORIO XVI e PIO IX), il separatismo tra Stato e Chiesa (da LEONE XIII).

Invece, per gli americanisti occorre basarsi sul “liberalismo largo o latitudinarista e sulla tolleranza dommatica ad oltranza, evitando di parlare di tutto ciò che potrebbe dispiacere ai Protestanti e alle altre religioni” (p. 97).

Per la Chiesa di Roma “il Cattolicesimo è la vera religione, mentre per gli americanisti è solo una religione tra tante” (p. 100). Purtroppo l’ideale americanista (circa cinquanta/settanta anni dopo la condanna di LEONE XIII) si è realizzato, inizialmente e in maniera latente, nel Concilio Vaticano II e poi, apertamente, ad Assisi nel 1986/2016. Infatti, “gli americanisti dicono che le idee americane sono quelle che Dio vuole per tutti i popoli del nostro tempo. Ebraismo e Americanismo [Netanyahu e Trump, ndr] credono di aver ricevuto una ‘Missione divina’. Purtroppo l’influenza dell’America con il suo spirito di libertà assoluta, si estende sempre di più tra le nazioni, di modo che l’America dominerà le altre nazioni” (pp. 187-188).

L’America (con lo Stato d’Israele, ndr) sembra essere la “Nazione dell’Avvenire” (p. 190). Tuttavia – commenta il Prelato – “se tale avvenire sarà quello dello sviluppo industriale e commerciale, sociale e politico, secondo i principi del 1789, ossia il progresso materiale e l'indipendenza assoluta dell'uomo da ogni autorità, anche divina. L’era che vedremo sarà la più disastrosa mai conosciuta. In essa l’America (assieme a Israele) distruggerà le tradizioni nazionali europee, per fonderle nell’unità o pax americana” (pp. 191-192).

La base, o il minimo denominatore comune, di tale mistura di religioni, popoli, culture, è un moralismo sentimentale o “una vaga morale” (p. 192) soggettiva e autonoma kantiana, “indipendente dal dogma, ove ognuno è libero d’interpretarla a modo suo” (p. 130).

Essa si è realizzata oggi, tramite l’unione tra ‘teo-conservatori’ americanisti e cristianisti, con il Sionismo ed elementi conservatori-liberali del Cattolicesimo, che si uniscono per difendere la vita, l’embrione, contro il materialismo ateo (cosa buona in sé), ma a discapito della specificità della purezza del dogma (il che è inaccettabile), della tradizione culturale di ogni nazione e delle differenze etniche.

“Il movimento neo-cristiano o americanista, tende a liberarsi dal dogma per fondarsi sulla bellezza dell’etica” (p. 60), “a rimpiazzare la Fede con una cultura o sensibilità morale indipendente, in una vaga religiosità superiore a tutte le altre religioni positive” (p. 76).

Secondo la dottrina cattolica, “la Fede senza le opere è morta” (s. Giacomo, Epistola, II, 26), ma “senza la Fede non si può piacere a Dio” (s. Paolo, Ebr., XI, 6). Quindi, non bisogna disprezzare la morale, ma neppure ridurre la religione alla sola moralità, senza tener più conto dell’integrità dogmatica.

Monsignor Delassuss si spiega ancor meglio scrivendo che: “Vi è un’intesa tra Ebraismo e Americanismo, per sostituire la religione cattolica con questa ‘Chiesa ecumenista o mondialista’, questa ‘religione democratica’, di cui l’Alleanza Israelita Universale prepara l’avvento” (p. 193).

L’Americanismo è lo strumento del Giudaismo liberale e filantropico-umanitario, il quale ha rimpiazzato la ‘fede’ del Giudaismo ortodosso (in un Messia personale e militante, che avrebbe ridato ad Israele il dominio sul mondo), con la ‘credenza umana’ dell’Ebraismo liberale (in un ‘messia idea’, ossia il mondo moderno, nato dall’Umanesimo, Protestantesimo e Illuminismo rivoluzionario, inglese, americano e francese, che farà cadere il mondo nel relativismo e nell’irenismo, i quali eroderanno il Credo cattolico e quel che resta ancora della Cristianità europea), “per condurre l’umanità, dolcemente, verso la Nuova Gerusalemme” (p. 195). 



L’alta finanza ebraica e la “Pro Deo” …

Infine, Montuori scrive che “Frank Altschul (3), Nathan Cummings (4), Leo Cherne (5) e David Steinman (6)  furono i primi membri ebrei nel Consiglio di Amministrazione dell’«American Council for the International Promotion of Democracy Under God» (promozione internazionale della democrazia sotto Dio)” (Ivi).

Insomma, il piano democristiano - escogitato da Morlion, Murri, Sturzo, De Gasperi e Montini – da cui è nata la “Pro Deo” è stato finanziato dall’alta finanza ebraica residente in nord America.

Attenzione ai milioni di dollari americani, sono “portatori sani di democrazia” con o sotto Dio … chi li elargisce non s’ammala, chi li riceve è finito.



La “Pro Deo”, Rabinowitz e Zellerbach

Inoltre, la “Pro Deo” operava sotto un Consiglio d’Amministrazione che era responsabile dei programmi dell’Università, proprio quando Louis Rabinowitz (7)  … subentrò a James Zellerbach (8)  … nel Consiglio d’Amministrazione (Ivi).

In realtà, fu proprio Morlion che fondò un “American Council” e un “Consiglio di Amministrazione” per finanziare la “Pro Deo”. La “Pro Deo”, con Morlion, Rabinowitz e Zellerbach, divenne la piattaforma di lancio dell’«intercofessionalismo» che esplose durante il Concilio Vaticano II, preparato dall’OSS, CIA, Bené Berith …



Bea, Heschel e Morlion

I rapporti tra Bea e Morlion sono stati strettissimi e cruciali, questa collaborazione iniziata negli anni Sessanta, si è sviluppata soprattutto durante il Vaticano II (1962/65), trovando il suo culmine nella genesi di “Nostra aetate” (28 ottobre 1965).

Il cardinal Augustin Bea si avvalse dei canali d’influenza diplomatico/spionistica di Morlion, che mise a disposizione di Bea i suoi vecchi e storici legami internazionali tra la “Università Pro Deo” e il mondo ebraico/americano (“American Jewish Comitee” o “AJC”).

Tuttavia, Bea (= la teologia giudaizzante modernista) e Morlion (= la diplomazia sotterranea, ossia spionistica e parallela a quella ufficiale vaticana) dovettero affrontare la durissima reazione dei Prelati tradizionalisti e specialmente di monsignor Luigi M. Carli (1914 – 1986) vescovo di Segni, poi di Gaeta e grande esperto del problema ebraico.

Morlion difese eccezionalmente anche in pubblico ma soprattutto in privato Bea. Tra i leader ebrei che lavorarono per Morlion e Bea alla nascita di “Nostra aetate” ci sono: Rabbi Marc Tenembaum nato a Baltimora negli Usa ma di origine ucraina (Direttore degli “Affari interreligiosi dell’American Jewish Committee”, che mantenne legami con Morlion sino agli anni Ottanta), soprattutto il polacco Abraham Joshua Heschel nato a Varsavia (tanto caro a Cristina Campo) che è stato la punta di diamante della giudaizzazione dell’ambiente vaticano, Zachariah Shuster, polacco/statunitense (“American Jewish Comittee”, che risiedette anche a Parigi dal 1948 al 1974 e gestì con Tenembaum e Morlion i canali diplomatici paralleli e segreti vaticano/ebraici per facilitare gli incontri tra ebrei americani, francesi e prelati progressisti), l’ebreo polacco nato a Varsavia Joseph Lichten (ADL of B’nai B’rith) gestì i rapporti tra Giudaismo europeo e giudaizzanti vaticani.

Mentre Heschel (1907 – 1972) s’infastidì quando i cardinali tradizionalisti (soprattutto Ottaviani, Ruffini e Siri) ottennero una limatura del testo di “Nostra aetate”; Tenembaum (1925 – 1992), Shuster (1902 - 1986) e Lichten (1906 - 1987) no, essi furono più diplomatici e mantennero buoni rapporti con Morlion sino alla fine della sua vita (1987), senza nessun irrigidimento o incrinatura.

I “Colloqui segreti” tra Morlion, Heschel (& Company) e Bea costituiscono forse il vero motore sotterraneo che ha permesso di arrivare a “Nostra aetate”; infatti, mentre i cardinali tradizionalisti si opponevano fortemente a questo “ossimoro giudaico/cristiano”, Bea lo sostenne “teologicamente” (anche se in maniera molto superficiale) sulle pagine de “La Civiltà Cattolica” (con l’appoggio sostanziale e fondamentale di Giovanni XXIII e Paolo VI), Morlion sfruttò la sua rete di spionaggio statunitense come zona franca per i colloqui tra giudaizzanti e modernisti sin dal 1961 a Roma (addirittura un anno prima dell’apertura del Vaticano II …). Il 22 maggio del 1962 (5 mesi prima dell’apertura del Concilio …) rabbi Heschel preparò un memorandum intitolato “I miglioramenti delle relazioni cattoliche ed ebraiche” per conto dell’«American Jewish Commttee (AJC)» che fu consegnato ufficialmente a Bea. In esso si chiedeva la condanna dell’antigiudaismo teologico; l’eliminazione della dottrina del deicidio; il riconoscimento del Giudaismo talmudico come religione viva, anche se priva di Tempio, Sacerdozio e Sacrificio; il rifiuto del proselitismo cattolico nei confronti del Giudaismo anticristiano. I cardinali Alfredo Ottaviani ed Ernesto Ruffini e monsignor Luigi Maria Carli (sulle pagine de “La Palestra del Clero”) attaccarono fortemente questo memorandum. Heschel tramite i canali spionistici di Morlion incontrò Bea e lo accusò fortemente di non aver portato sino in fondo la revisione dei rapporti ebraico/cristiani, venendo a compromesso con il cardinal Ottaviani. Allora intervenne Paolo VI in persona e limò le correzioni che erano state fatte apportare da Ottaviani ... Heschel ne fu soddisfatto … (cfr. EDWARD K. KAPLAN, Spiritual Radical: Abraham Heschel in America, 1940-1972, New Haven, Yale University Press, 2007, II ed. 2009; ABRAHAM J. HESCHEL, AJC and the Spirit of Nostra aetate, Ed. American Jewish Committee, New York, 2008).

Si noti che Heschel in Italia è stato fatto conoscere e tradotto da Cristina Campo, che lo stimava ed è stimata da molti tradizionalisti legati alla Messa tradizionale …, i suoi libri furono pubblicati dall’Editore Rusconi di Milano negli anni Settanta e, “ça va sans dire”, Heschel andava molto di moda negli ambienti della “destra” politica italiana. Fini e Meloni a Fiuggi e con Atreju non hanno inventato nulla: “Ogni errore nuovo è vecchio come il diavolo” (p. Matteo Liberatore); Almirante era sostanzialmente della stessa pasta, anche se di una qualità nettamente superiore …



Il diavolo promette ma non mantiene

Tuttavia, verso l’inizio degli anni Settanta, quando oramai il disastro del Vaticano II era stato ottenuto, la “Pro Deo” non serviva più e … fu lasciata cadere come una scarpa vecchia dall’alta finanza ebraica.

Siccome la “Pro Deo” rischiava il fallimento, fu abbandonata dall’America ma salvata nel 1974 dalla Confindustria italiana con Giovanni Agnelli come Presidente, da suo fratello Umberto e dal Presidente della FIAT Vittorio Valletta (la Massoneria). Nacque così la “LUISS/FIAT” (non “voluntas Dei”) che rimpiazzò l’obsoleta e troppo “clericale” “Pro Deo” in una certa discontinuità con la gestione di Morlion, oramai sorpassata: ogni rivoluzionario è scavalcato a sinistra da un ultra-rivoluzionario, più radicale di lui.

Il nuovo Presidente della LUISS (dal 1978 al 1993) fu Guido Carli (1914 - 1993), Governatore della Banca d’Italia (1960/1975) e Ministro del Tesoro (1989/1992). Il padre, Filippo (1876-1938), fu membro del “Partito Nazionale Fascista” sin dal 1922, professore universitario di economia politica e autore di un saggio sulle basi teoriche dello Stato fascista e corporativo (FILIPPO CARLI, Padova, Cedam, 1938). Ferruccio Pinotti (Fratelli d’Italia, Milano, BUR, 2007; ID., Potere massonico, Roma, Chiarelettere, 2021) ha attribuito allo storico e massone Aldo Mola (Storia della Massoneria italiana dalle origini ai giorni nostri, Milano, Bompiani, 1992, p. 744) l’informazione secondo cui Guido Carli sarebbe stato iscritto alla Massoneria nella Loggia “Giustizia e Libertà”, ma tale informazione è labile e non provata storicamente. Anche Roberto Fabiani asserisce l’appartenenza massonica di Guido Carli (I massoni in Italia, Editoriale L’Espresso, Milano, 1978, p. 48-49), pure Enrico Cuccia, Cesare Merzagora ed Eugenio Cefis (il “liquidatore” di Enrico Mattei) avrebbero fatto parte della Massoneria (9).

Come si vede, senza voler fare del complottismo di bassa lega, l’elemento dell’alta finanza ebraica, dirigeva dall’esterno, grazie alle sue donazioni ingenti, la “Pro Deo” che con il Dio Uno e Trino non aveva nulla a che fare, ma era piuttosto ammanicata con il “dio quat-trino” o “Mammona” e con colui che Gesù nominò quale vero padre dei farisei: “Il padre vostro è il diavolo!” (Giov., VIII, 44).

Perciò, non ci dobbiamo meravigliare dei frutti avvelenati che ci ha lasciato il “Centro Pro Deo” di Morlion: Messa-beat, laicizzazione dell’Italia e dell’Europa una volta cristiane, americanizzazione, interconfessionalismo, “civiltà” multietnica … anzi essa era stata progettata proprio per questo scopo demoniaco.


Caveamus!

Quando milioni di dollari vengono elargiti “disinteressatamente” da filantropi (leggi: massoni, israeliti, americanisti …) in aiuto di associazioni nate come (“una volta”) cattoliche: o si rifiutano i dollari o si annacqua il Cattolicesimo, tramite l’Americanismo che è una forma mascherata di Giudaismo talmudico (“tertium non datur”).

Attenzione a non lasciarsi allettare dai dollari statunitensi, si rischia come minimo di fare la “fine temporale” di Morlion e Bea: usati e scaricati e poi (Dio non voglia) quella “spirituale” di perdere la vita eterna.


Il problema dell’ora presente

Senza le “donazioni filantropiche” e disinteressate dell’alta finanza ebraica a certi ambienti neoconservatori d’ispirazione vagamente cristiana, non sarebbe possibile spiegare la Rivoluzione del Vaticano II e del post-concilio (da Giovanni Paolo II a Leone XIV) e il tentativo (per ora in corso e non ancora ultimato) d’infiltrazione ebraico/massonica all’interno dell’ambiente tradizionalista che resiste ancora al Vaticano II e al “Novus Ordo Missae”, mediante conferenze sull’Anticristo e generose e filantropiche donazioni, molto simili a quelle degli “usurai”.


Qual morale trarre dal “caso Morlion”?

Ebbene, esso fu una manovra unica, ma divisa in più parti, che ha portato la “Sinagoga di Satana” (Apoc., II, 9) dal 1943 - con l’agente OSS Morlion che sbarca in Sicilia e sale a Roma - sino a oggi (10), a  fare - pure durante quest’anno 2026 - un tentativo di finanziare, infiltrare e assorbire anche il movimento tradizionalista che ha resistito alla “Nouvelle Théologie” del Vaticano II e al “Novus Ordo Missae”, per distruggere totalmente anche le ultime vestigia della Chiesa (“Si fieri potest”, “Absit!”); dopo aver devastato ma non annichilato l’ambiente vaticano,  e riprendersi così la rivincita della distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 dopo Cristo (11).

Perciò, 3°) dobbiamo combattere la buona battaglia - con la fiducia del trionfo di Dio e dell’indefettibilità della Sua Chiesa - senza scoraggiamento e senza la presunzione di poter noi (una parte del “Corpo di Cristo, che è la Chiesa”, I Cor., XII, 12 ss.) vincere la guerra, come se la Chiesa fosse nostra o, peggio ancora, noi fossimo la Chiesa; invece noi siamo solo i membri della Chiesa militante.

Infatti, la vittoria, l’assistenza e l’invincibilità sono state promesse da Dio alla Sua Chiesa e non a qualche parte o persona di essa. Attenzione: prendere la parte per il tutto è estremamente pericoloso; è la natura delle sette: “Giganti dai piedi d’argilla” (Daniele, II, 31-35).

Il “Caso Morlion” è veramente “intrigante”, sembrerebbe un romanzo giallo di Agatha Christie, ma purtroppo è la dura realtà; “I figli delle tenebre nei loro affari sono più abili dei figli della Luce” (Lc., XVI, 8).

Kyrie, eleison!

 



NOTE

1 -   Monsignor Montini mantenne rapporti fitti, continuativi e strategici con l’Intelligence statunitense (OSS e CIA) tra gli anni Quaranta e Cinquanta (cfr. GIOVANNI SANTAMBROGIO, “Il Sole 24 Ore”, 2 aprile 2019). I suoi referenti furono oltre al generale Donovan, Myron Taylor (1874 – 1959), l’inviato speciale del Presidente Franklin D. Roosevelt in Vaticano (che ebbe un ruolo fondamentale nelle trattative  condotte assieme all’allora monsignor Montini per arrivare all’«armistizio»  dell’8 settembre 1943) e James Jesus Angleton (1917 – 1987), il leggendario Capo del controspionaggio dell’OSS in Italia, che poi passò alla CIA e stabilì un’alleanza duratura tra Usa e Mafia siciliana (cfr. WILLIAM COLBY, La mia vita nella CIA, Milano, Mursia, 1979). La sua collaborazione continuò dal 1947 sino al 1974 come Capo della Cia, ma non ebbe mai termine come “informatore” quasi sino alla fine della sua vita. Egli ebbe contati stretti con p. Morlion, protetto e sostenuto da Montini tramite la Segreteria di Stato vaticana. Nel 1951 Montini si recò personalmente in Usa. Si noti che Angleton, tramite l’agente segreto e psichiatra statunitense Steve Pieczenik (nato il 7 dicembre 1943 a L’Avana di Cuba, ancora in vita) giocò un ruolo predominante nel rapimento di Aldo Moro, schierandosi e facendo prevalere la “linea della fermezza”, che sfociò nell’uccisione del leader democristiano, nel 1978, per impedirgli di parlare una volta liberato. Moro nel 1974, durante un suo viaggio in Usa fu minacciato di morte da Kissinger se avesse continuato con la sua linea politica filoaraba, di centrosinistra che si distanziava dal Patto Atlantico. Angleton è stato anche l’ideatore e finanziatore della struttura paramilitare “Gladio”.

2 - L’avvocato Mario Morelli (nato a Napoli nel 1913) è stato un’importante dirigente italiano della Confindustria, ne fu Direttore generale e Segretario generale nel secondo dopoguerra. Il suo legame con monsignor Giovanni Battista Montini risale agli anni Quaranta, specialmente durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Montini lavorava nella Segreteria di Stato vaticana e aveva contatti con la Cia; in linguaggio curiale: non ne era un informatore ma “operava con essa uno scambio informativo diplomatico”, in vista di affrettare la caduta del Regime fascista e instaurare la “democrazia sotto Dio e Mammona” anche in Italia e nell’Europa intera. Nell’autunno del 1944 (più esattamente: novembre 1944 - febbraio 1945) Morelli andò in missione speciale (di materia diplomatica e commerciale) riservatissima a Washington, assieme a Raffaele Mattioli (Comit), Enrico Cuccia (Iri/Mediobanca) e l’ex Ministro delle Finanze nel secondo governo Badoglio (22 aprile 1944 – 8 giugno 1944) Quinto Quintieri.
Nello stesso periodo, in maniera ancor più riservata e felpata, anche monsignor Montini si recò in Usa per tessere i primi fili economici e politici tra Stati Uniti e la futura Italia democratica e “cristiana”. Il doppio viaggio, che in realtà era uno solo, serviva a far comprendere all’Amministrazione Usa che la futura Italia repubblicana e antifascista aveva l’appoggio della finanza laica (Mattioli e Cuccia), dell’entità governativa stabile e moderata (Morelli e Quintieri) e del Vaticano già allora anch’esso “idealmente post-pacelliano”, aggiornato, americanizzato e democristiano (Montini), occorreva solo aspettare che il dottor Riccardo Galeazzi Lisi (che vendette a dei giornali francesi circa venti foto da lui scattate dell’agonia del Papa, imbalsamandone malamente la salma che esplose, dopo di che fu radiato dall’Ordine dei Medici; cfr. R. GALEAZZI LISI, Dans l’ombre e dans la lumière de Pie XII, Parigi, 1960) 
… Dopo la Seconda Guerra Morelli ascese al ruolo di Direttore generale e poi Segretario generale della Confindustria, morendo non si sa esattamente dove e quando, si reputa verso la fine degli anni Novanta del Novecento ma non si sa dove (cfr. MAURIZIO BLONDET, Gli Adelphi della dissoluzione, Milano, Ares, 1994; GIANCARLO GALLI, Il Padrone dei Padroni. Enrico Cuccia, il potere di Mediobanca e il capitalismo italiano, Garzanti, Milano, 1995; ID., Il banchiere eretico. La singolare vita di Raffaele Mattioli, Rusconi, Milano, 1998).

3 - Frank Altschul (21 aprile 1887 – 29 maggio 1981) banchiere ebreo askenazita e precisamente di Praga, nato a San Francisco, ha lavorato presso “Lazard Frères & Company”, vicepresidente e segretario del “CFR”, sua moglie Helen Lehman Goodhart apparteneva alla famiglia dei banchieri fondatori della Lehman Brothers Bank (cfr. V. AUBOURG, A philosophy of Democracy under God: C. D. Jackson, Henry Luce et le movement Pro Deo (1941-1964)”, in “Revue française d’études américaines”, 2006/1, n. 107, p. 35; ALBIN KREBS, “Frank Altschul, a Banker and notes Philanthropist”, “New York Times”, 30. V. 1981, p. 21). 

4 - Nathan Cummings (1896 – 1985) è stato un grande imprenditore e filantropo canadese, naturalizzato statunitense e di origine ebraica. I suoi rapporti con Morlion si svolgono in un contesto di filantropia internazionale, diplomazia parallela a quella governativa e vaticana, cooperazione interreligiosa. Pur essendo di fede ebraica sostenne attivamente le iniziative di p. Morlion lungo tre direttrici principali: 1°) il finanziamento e il supporto della “Pro Deo”; 2°) l’organizzazione degli incontri “Agape”, organizzati a New York sotto l’egida della “Pro Deo” e diretti da Morlion. Ad essi partecipavano anche leader di diverse confessioni religiose, soprattutto ebraiche e cristiane per promuovere il Globalismo. Nell’aprile del 1963 - al “Plaza Hotel” di New York - partecipò e prese la parola anche il cardinal Augustin Bea, la figura chiave del dialogo interreligioso ebraico/cristiano (per la disamina della figura di Bea cfr. il quindicinale antimodernista “sì sì no no” anni 2025/2026, anche in portale web www.sisinono.org; il cartaceo può essere richiesto a: sisinono@tiscali.it).

5 - Leo Cherne (1912 – 1999) è stato un economista, avvocato, filantropo (immancabilmente …) e politico statunitense di origini ebraico-russe. Ha esercitato una grande e profonda influenza sulla politica estera degli Usa pur non avendo mai ricoperto cariche pubbliche, fungendo da consulente e consigliere di nove (9!) Presidenti americani per circa 60 anni consecutivi: da Franklin Delano Roosevelt (1933-1945) a George H. W. Bush senior (1989-1993). Nel 1936 ha co-fondato la “RIA” (“Research Institute of America”) il colosso della consulenza aziendale, che forniva analisi economiche e intelligence politico/militare, specialmente durante la Seconda Guerra Mondiale. Per molti anni ha fatto parte del “PFIAB” (“President’s Foreign Intelligence Advisory Board”), l’Organo consultivo della Casa Bianca che sorveglia tutti i diversi rami dei servizi segreti statunitensi; insomma, l’organo che imbeccava i Presidenti americani per l’Intelligence, coordinandone i lavori, soprattutto sotto la Presidenza George W. Bush jr. Inoltre, ha collaborato strettamente con la Cia e quindi era collega di Morlion. Nel 1984 il Presidente Reagan gli ha conferito la Medaglia Presidenziale della Libertà (la massima onorificenza civile statunitense). Cfr. MICHAEL T. KAUFMAN, “Leo Cherne, Leader of Agency For Refugees”, The New York Times, 14. I. 1999, p. 21. 

6 - David Steinman (1886 - 1960), fu un ingegnere civile statunitense di fama mondiale, specializzato nel progettare i ponti. Inoltre, è stato un intellettuale. Egli non solo costruiva ponti in acciaio e cemento, ma li vedeva come simboli per unire le varie culture, i diversi popoli e le differenti religioni. Nacque nell’attuale Bielorussia da una famiglia ebraica emigrata negli Usa. Vedeva Dio come il “Grande Architetto dell’Universo”, insomma era massone. Inoltre, era affascinato dalla storia delle corporazioni medievali di costruttori di cattedrali (cfr. “Who’s Who in America: A Biographical Dictionary of Notable Living Men and Women, 1960-1961”, ediz. XXXI, Chicago, 1961, p. 2766; JOHN BEAR – ALLEN EZELL, “Degree Mills: The Billion-Dollar Industry”, New York, Prometheus Books, 2012). 

7 - Louis M. Rabinowitz (1887 – 1957), celebre industriale e filantropo (ça va sans dire …). I legami tra la famiglia Rabinowitz e Morlion s’inquadrano nel contesto geopolitico atlantico e interreligioso pan-ecumenista del secondo dopoguerra, che attendeva la morte di Pio XII per uscire allo scoperto. Oltre alla “Pro Deo”, Rabinowitz finanziò anche le Università di Yale e la Columbia University. Cfr. W. F. ALBRIGHT, Louis M. Rabinowitz in Memoriam, “Bullettin of the American Schools of Oriental Research”, n. 146, aprile 1957, p. 2. 

8 - James David Zellerbach (1892 - 1963), nacque e crebbe nel seno di una delle più importanti e influenti famiglie ebraiche statunitensi di San Francisco; fu un noto imprenditore e diplomatico statunitense che fu pure a capo della missione del “Piano Marshall” per l’Italia dal 1948 al 1950. Inoltre, fu Ambasciatore degli Usa a Roma dal 1957 al 1960 ed entrò in contatto con il boss mafioso Frank Gigliotti. Mantenne sempre un ruolo attivo nel “CFR” (“Council on Foreign Relations”). Egli faceva parte anche del “Consiglio d’Amministrazione” dell’Università di p. Morlion. La “Pro Deo” era caratterizzata da tre componenti fondamentali: 1°) l’Americanismo da esportare in tutto il mondo, tramite l’Intelligence statunitense (OSS, CIA), applicando la “filosofia” puritana dei Padri Fondatori degli Usa, specialmente in Europa e nell’America Latina; 2°) il Giudeo/americanismo, per dare un carattere interconfessionale all’Università “Pro Deo” (ossia, svuotare o “purificare” - alla puritana - il Cattolicesimo della sua natura e lasciarne solo il nome e l’apparenza). Insomma, l’ecumenismo giudaizzante di “Nostra aetate” nacque già nel 1946 con la “Pro Deo” di Morlion, Bea e Montini; 3°) il Catto/capitalismo, egli infatti era convinto di portare l’uomo a Dio tramite il super-capitale e l’iper-liberismo. Cfr. “Treccani.it-Enciclopedie on line”, Roma, Istituto Enciclopedia Italiana, voce “James David Zellerbach”; “Dizionario di Economia e Finanza”, 2012, in “Treccani, la cultura italiana”, voce “James David Zellerbach”.

9 - Cfr. PIERO BARUCCI, Guido Carli dalla formazione a servitore dello Stato, Torino, Bollati Boringhieri, 2008; PIERLUIGI CIOCCA, Guido Carli, governatore della Banca d’Italia (1960-1975), Torino, Bollati Boringhieri, 2008; PAOLO SAVONA, Guido Carli presidente di Confindustria (1976-1980), Torino, Bollati Boringhieri, 2008; PIERO CRAVERI, Guido Carli senatore e ministro del Tesoro (1983-1992), Torino, Bollati Boringhieri, 2009.

10 - Con l’Indulto di Giovanni Paolo II per la Messa tradizionale, “Quattuor abhinc annos”, del 3. X.1984; e il Motuproprio di Benedetto XVI, del 7. VII. 2007, “Summorum Pontificum”, sino alla calata a Roma di Peter Thiel del 15. III. 2026.

11 - Di cui Gesù 40 anni prima aveva predetto: “Di te non ne resterà pietra su pietra” (Mt., XXIV, 1-2). È anche per questo motivo che il governo Netanyahu vorrebbe riscostruirlo, come cercò di fare l’Imperatore Giuliano l’Apostata nel 362 (cfr. GIUSEPPE RICCIOTTI, Giuliano l’Apostata, Milano, Mondadori, 1956).

 






 
luglio 2026
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