Un tempio massonico sarà trasformato

in chiesa cattolica 



di  Carl A. Frankovitch









Progetto della trasformazione di un tempio massonico in chiesa cattolica



Un giovane Collegio Cattolico a Steubenville, nello Stato dell'Ohio, USA, ha in programma di acquistare un tempio massonico e di riconsacrarlo a Cristo.
Per i cattolici che lottano per preservare la loro identità, il simbolismo è innegabile. 

C’è qualcosa di quasi provvidenziale in ciò che sta prendendo forma a Steubenville, nell’Ohio. Per quasi un secolo, un tempio massonico è perdurato in città. Ma dopo che la loggia locale vi terrà la sua ultima tornata a novembre 2026, il Collegio St. Joseph the Worker [San Giuseppe Lavoratore] ha in programma di acquistare l’edificio e di dargli una destinazione d’uso completamente nuova.
Ciò che fu costruito per la Massoneria diventerà un Santuario cattolico e un centro culturale, con spazi per la musica sacra, conferenze, pellegrinaggi e vita comunitaria.

Il progetto del Collegio si distingue anche perché gran parte del lavoro di rifacimento sarà eseguito dagli studenti del Collegio: «I nostri studenti trasformeranno questo edificio con le proprie mani», ha affermato il Presidente del Collegio: Jacob Imam; «Non si tratta di uno slogan per la raccolta di fondi, ma è parte integrante del programma di studi».  

Questa frase dice qualcosa che va oltre il programma di studi del Collegio.
La restaurazione cattolica dell’edificio richiede persone disposte a dedicare le proprie  preghiere, il proprio lavoro e le proprie risorse all’opera di trasformazione.

Un collegio cattolico dove gli studenti imparano a costruire

Il Collegio St. Joseph the Worker si fonda su un’idea semplice che l’istruzione superiore moderna ha in gran parte dimenticato: “chi conosce Sant’Agostino e chi sa costruire una casa non sono necessariamente due persone diverse

Gli studenti conseguono una laurea triennale in Studi Cattolici e contemporaneamente si specializzano in un mestiere qualificato: come falegnameria, impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento, idraulica o elettricità.
La loro formazione si svolge tra l’aula e il luogo di lavoro, dove percepiscono uno stipendio, acquisiscono esperienza pratica e apprendono le tecniche artigianali, oltre a studiare filosofia, teologia, storia e la più ampia tradizione intellettuale cattolica.

L’obiettivo non è semplicemente quello di formare laureati con una qualifica professionale. Si tratta piuttosto di recuperare una concezione cattolica più completa dell’educazione, in cui la formazione intellettuale, il lavoro utile, la vita familiare e la ricerca della santità siano inscindibili.

Il Collegio si propone di formare uomini capaci di pensare con chiarezza, lavorare con competenza, provvedere alle proprie famiglie e portare la Fede nelle comunità che contribuiscono a costruire.
Questa visione rende il nuovo progetto del Collegio particolarmente conforme.


Riconquistare un tempio massonico

La campagna per la realizzazione del progetto è intitolata: «Riconquistare il tempio massonico per Cristo».
Il Santuario in progetto è destinato a custodire reliquie di prim’ordine e una replica della Sacra Sindone, e a diventare meta di pellegrinaggio.
L’auditorium esistente del tempio sarà trasformato in una sala da 500 posti per musica corale sacra, polifonia, concerti sinfonici, conferenze di teologia, filosofia, storia e letteratura, cerimonie di laurea e incontri civici.
Il progetto prevede anche un ristorante che contribuirà a rivitalizzare il centro di Steubenville e a rendere l’edificio trasformato un vero e proprio fulcro della vita comunitaria.

Il Collegio si è prefissato un obiettivo di raccolta fondi di 4 milioni di dollari, ma l’aspetto più significativo della campagna non è la somma di denaro da raccogliere; è la parola scelta per descrivere ciò che il Collegio intende fare. Questa parola è “recupero”.

L’edificio, ovviamente, non è mai stato cattolico. Eppure il “recupero” non significa recuperare una proprietà prima appartenuta a qualcuno. Esso significa salvare qualcosa da un uso indesiderabile e indirizzarlo ad un uso migliore.
In senso cattolico il concetto è ancora più ampio. 
In ultima analisi, l’ordine temporale appartiene a Cristo. L’edificio dedicato per generazioni ad una istituzione ripetutamente condannata dalla Chiesa, ora sarà messo al servizio del culto cattolico, dell’educazione, della cultura e della comunità cattoliche.    

Già questo solo fatto renderebbe il progetto degno di nota. Ma il simbolismo diventa più chiaro se si ricorda ciò che l’edificio prima rappresentava e perché la Chiesa si oppose con forza alla sua costruzione.

L’opposizione della Chiesa cattolica alla Massoneria può sembrare remota ai cattolici moderni, quasi appartenesse a un mondo scomparso fatto di società segrete e lotte politiche ottocentesche. Ma la disputa centrale non ha mai riguardato realmente “parole d’ordine”, grembiuli o cerimonie di loggia. Si è trattato piuttosto di concezioni contrastanti di Dio, dell’uomo e della società.

Papa Clemente XII condannò la Massoneria nell’enciclica In Eminenti del 1738, e i Papi successivi ripeterono e svilupparono tale condanna nel corso del secolo e mezzo seguente.
Quando Leone XIII emanò l’enciclica Humanum Genus nel 1884, l’opposizione della Chiesa alla filosofia massonica era già profondamente radicata.

Al centro della critica papale vi era il naturalismo: la convinzione che l’uomo e la società possano essere compresi, ordinati e perfezionati attraverso la sola ragione umana, senza sottomettersi alla Rivelazione soprannaturale e, in ultima analisi, senza sottomettersi a Gesù Cristo e alla Sua Chiesa.
Da questa premessa deriva l’indifferentismo religioso. Il cristianesimo diventa una religione tra le tante, la vita pubblica si distacca dalla verità rivelata e lo Stato agisce come se non dovesse alcun riconoscimento alla Regalità di Cristo.

Questo fu il pericolo che Leone XIII percepì con chiarezza.
In Humanum Genus egli mise in guardia contro il tentativo di costruire una vita politica e sociale senza riguardo per le leggi e per l’insegnamento autorevole della Chiesa, e identificò il naturalismo come il fondamento filosofico del sistema massonico che condannava. 

Lo storico conflitto non fu meramente teorico. In alcune zone dell’Europa del XVIII e XIX secolo, i movimenti massonici radicali furono associati a programmi di secolarizzazione volti a indebolire l’influenza della Chiesa, tra cui attacchi agli ordini religiosi e alle proprietà ecclesiastiche, nonché tentativi di eliminare la formazione cattolica dall’istruzione pubblica.

Tuttavia, per i cattolici tradizionali la conseguenza più profonda della sfida massonica si manifestò nel ventesimo secolo, quando i principii a cui la Chiesa si era a lungo opposta trovarono sempre più spazio all’interno della stessa vita cattolica.
L’enfasi del Concilio Vaticano II sulla libertà religiosa, sull’ecumenismo, sul dialogo interreligioso e l’impegno con il mondo moderno rifletteva un atteggiamento nettamente diverso nei confronti dell’ordine moderno.
Idee che i Papi precedenti avevano contrastato nell’ambito del progetto massonico e illuminista entrarono progressivamente a far parte dell’approccio pastorale della Chiesa.

Questa storia fa sì che l’acquisizione di un tempio massonico da parte di un Collegio cattolico sia ben più di un semplice progetto di trasformazione. Per generazioni, i cattolici hanno visto il movimento andare esattamente nella direzione opposta.

Gli ospedali cattolici dimenticano gli scopi per cui furono fondati. Le Università cattoliche attenuano o nascondono la propria identità in nome del prestigio laico. Le scuole barattano la formazione con il mero conseguimento di titoli di studio. I conventi chiudono, i Seminari si svuotano e le chiese, costruite grazie ai sacrifici di famiglie di lavoratori, sono vendute o riutilizzate per altri scopi.

All’interno delle stesse chiese, i cattolici assistono alla rimozione degli Altari maggiori, all’eliminazione delle balaustre per la Comunione, alla rimozione delle statue e alla sostituzione della musica sacra con quella banale.
Gran parte di ciò è avvenuto sotto la bandiera del progresso e del rinnovamento.

I cattolici tradizionali conoscono questo schema particolarmente bene.
Abbiamo visto cose che generazioni di cattolici consideravano sacre essere trattate invece come ostacoli al progresso. La Messa di sempre, ereditata nel corso dei secoli e santificata dal culto di innumerevoli santi, è trattata come qualcosa da gestire, limitare e infine abbandonare.

Una delle peculiarità dell’esperienza cattolica moderna è il modo in cui la resa viene spesso descritta come rinnovamento.

Ecco perché il progetto di Steubenville è così incoraggiante: inverte la direzione.

Non si tratta di una chiesa cattolica trasformata in condomini, di un monastero convertito in un hotel di lusso o di una scuola cattolica privata della sua identità religiosa. Un tempio massonico si sta per trasformare in un Santuario cattolico. Le reliquie dei Santi saranno custodite dove un tempo si tenevano le riunioni delle logge. La musica sacra riempirà il suo auditorium. Teologia, filosofia, letteratura, culto e cultura cattolica troveranno posto in un edificio a lungo dedicato a un’Istituzione a cui la Chiesa si è opposta per secoli.


Riconquistare la Chiesa

I principi filosofici a cui la Chiesa si oppose nella Massoneria sono diventati presupposti comuni della vita occidentale moderna: la religione relegata alla sfera privata, la ragione separata dalla Rivelazione, la vita pubblica organizzata come se la regalità di Cristo fosse irrilevante e il soprannaturale trattato come un supplemento facoltativo a un ordine umano altrimenti autosufficiente.

Tali presupposti non sono rimasti al sicuro al di fuori delle mura della Chiesa. Nel corso dell’ultimo secolo, le Istituzioni cattoliche hanno assorbito proprio quelle mentalità che un tempo erano state stabilite per contrastarle.

L’antico tempio massonico offre dunque una parabola per il lavoro che i cattolici di oggi si trovano ad affrontare.
Non basta semplicemente difendere ciò che resta; dobbiamo anche ricostruire ciò che è andato perduto. I cattolici tradizionali hanno comprensibilmente trascorso gran parte dell’ultimo mezzo secolo sulla difensiva, preservando l’antica liturgia, proteggendo le istituzioni cattoliche e rimanendo saldi nelle tradizioni che altri erano ansiosi di abbandonare. Queste battaglie restano necessarie, ma la sola conservazione non può essere la misura completa del rinnovamento cattolico.

Dobbiamo riconquistare ciò che è stato ceduto.

Deve essere recuperata l’educazione cattolica, al pari della vita familiare, dell’arte, dell’architettura, della musica e della vita intellettuale cattoliche.

Abbiamo bisogno di scuole che non dobbiamo perennemente cercare di salvare e di Università che non abbiano bisogno di essere persuase a rimanere cattoliche.
Abbiamo bisogno di chiese in cui i cattolici possano ritrovare il culto, la riverenza, la bellezza e la continuità che appartenevano naturalmente alle generazioni precedenti.
E abbiamo bisogno di cattolici disposti a riappropriarsi della fiducia che i loro antenati un tempo possedevano e della dedizione necessaria per impegnare il loro tempo, i loro talenti e le loro risorse nell’opera che tale fiducia richiede.

I nostri antenati costruirono chiese, scuole, ospedali, monasteri, Università, orfanotrofi, quartieri e intere civiltà perché credevano che Cristo non fosse semplicemente il Signore della Domenica mattina, ma il Signore di ogni cosa. Non aspettarono che qualcun altro fornisse il denaro, il lavoro o il sacrificio necessari. Diedero ciò che avevano affinché le Istituzioni cattoliche potessero essere costruite, sostenute e tramandate alla generazione successiva.

Ecco perché l’iniziativa di Steubenville è così suggestiva. Il Collegio tenta di riunire ciò che è stato separato: fede e lavoro, mente e mano, università e comunità, contemplazione e azione, sacro e profano.

La campagna condotta dal Collegio esprime tale intenzione con una semplice frase: “Riconquista il Tempio. Costruisci un Santuario. Santifica l’Ordine Temporale”.

Per secoli, la Chiesa ha messo in guardia contro una visione di civiltà che credeva che l’uomo potesse organizzare il mondo senza Cristo. Oggi viviamo tra le conseguenze di una cultura che ha ampiamente tentato proprio questo.

La risposta cattolica non può essere la disperazione, né una ritirata permanente. Deve essere la rinascita.
A Steubenville, quest’opera inizierà con la trasformazione di un tempio massonico. Mattone dopo mattone e stanza dopo stanza, l’edificio acquisirà una nuova funzione e si ergerà pubblicamente sotto il segno di Cristo.
Questa trasformazione costituisce una lezione per i cattolici che vivono ben oltre Steubenville.

Abbiamo passato fin troppo tempo a guardare la nostra eredità che veniva sperperata.

Ora è tempo di riappropriarsene.


***

Nota dell’autore: Per i cattolici che da anni si chiedono cosa si possa fare per restaurare ciò che è andato perduto, ecco una risposta: aiutare a mettere gli strumenti nelle mani di coloro che sono disposti a restaurarlo.
Il Collegio sta cercando di raccogliere 4 milioni di dollari entro il 10 gennaio 2027 per acquistare e trasformare il tempio massonico, e le donazioni al Collegio St. Joseph the Worker sono deducibili dalle tasse.

È possibile effettuare donazioni direttamente tramite la pagina della campagna “Reclaim the Temple” del Collegio all’indirizzo
https://www.collegeofstjoseph.com/reclaim

oppure inviando un assegno al College of St. Joseph the Worker, 424 Washington Street, Steubenville, Ohio 43952, USA.


 
settembre 2026
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