Alla Fraternità Sacerdotale San Pio X è vietato l’accesso ai Santuari mariani,

mentre gli incontri interreligiosi e quelli a tema LGBTQ+ sono benvenuti.



di  Angeline Tan




Pubblicato il 2 settembre 2026
sul sito americano The Remnant










Nelle ultime due settimane, alla Fraternità Sacerdotale San Pio X è stato vietato l’accesso a due dei Santuari mariani più famosi d’Europa: Lourdes e Mariazell. Eppure, la preghiera interreligiosa e gli eventi a tema LGBTQ+ sono stati accolti con favore...
Chi o cosa viene protetto esattamente in questo caso?



L’ironia della logica di esclusione del Vaticano: quando a coloro che difendono la Beata Vergine Maria viene impedito l’accesso ai suoi Santuari.

Nel 2026 si sta agendo con un’amara ironia all’interno della Chiesa cattolica, che mette esplicitamente a nudo le contraddizioni alla base della sua attuale crisi istituzionale.
Nel giro di poche settimane, la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), una confraternita sacerdotale tradizionalista che ha difeso senza esitazioni la pienezza della dottrina mariana, si è vista preclusa l’accesso a due dei Santuari mariani più venerati d’Europa: Lourdes in Francia e Mariazell in Austria.

Contemporaneamente, lo stesso Vaticano che ha rilasciato dichiarazioni che minimizzano il titolo di “Corredentrice” per la Beata Vergine – un titolo che la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha difeso senza riserve – si trova ad affrontare una preoccupante inversione di priorità: coloro che sono devoti alla Beata Vergine Maria si vedono precluso l’accesso ai suoi Santuari, mentre eventi interreligiosi e liturgie a tema LGBTQ+ vengono accolti calorosamente.



Un modello di esclusione

L’ultimo capitolo della controversia tra il Vaticano e la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) proviene dall’Austria, dove il vescovo Wilhelm Krautwaschl della diocesi di Graz-Seckau ha vietato alla FSSPX di celebrare il tradizionale pellegrinaggio del Rosario nella Basilica di Mariazell, il prossimo 4 ottobre 2026.

«Non ci è permesso entrare nella Basilica per pregare», ha dichiarato Don Johannes Regele, Superiore del Distretto austriaco della Fraternità Sacerdotale San Pio X, sottolineando che una decisione favorevole da parte della diocesi non avrebbe comportato alcuna disobbedienza verso Roma, poiché non era prevista la celebrazione del Santo Sacrificio della Messa né l’amministrazione dei sacramenti.

Ciononostante, Don Regele ha esortato i fedeli ad accogliere questa prova con spirito soprannaturale e a pregare in particolare per coloro che perseguitano la Tradizione cattolica, secondo quanto riportato da FSSPX News.

Inoltre, Done Regele ha ribadito che il pellegrinaggio del 4 ottobre si svolgerà comunque secondo un calendario modificato, che verrà reso pubblico in seguito. Il sacerdote ha anche esortato i fedeli a recitare il Rosario con particolare fervore per la Chiesa e per i paesi del Distretto: “Troveremo una buona soluzione”, ha dichiarato. “e quest'anno consacreremo i nostri paesi in modo particolarmente solenne alla Madre di Dio, professando la nostra fede cattolica”.

È significativo che quest’ultimo divieto imposto alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) indichi una cruciale escalation: finora, le restrizioni si erano concentrate sulla celebrazione della Messa tradizionale, ma il decreto Mariazell del 2026 vieta persino la preghiera mariana pubblica da parte dei fedeli della FSSPX.
Questa notizia giunge poco dopo un divieto analogo a Lourdes, dove il vescovo Jean-Marc Micas di Tarbes e Lourdes ha revocato il permesso alla FSSPX di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti o tenere funzioni di preghiera pubbliche nel Santuario.
In particolare, il vescovo francese ha citato il decreto vaticano del luglio 2026 che dichiara scismatiche le recenti consacrazioni episcopali della FSSPX e scomunica i soggetti coinvolti.
Tuttavia, come la FSSPX ha sottolineato nella sua replica, lo stesso Santuario di Lourdes ha ospitato funzioni di preghiera interreligiose con musulmani e celebrazioni eucaristiche anglicane, gruppi che non riconoscono nemmeno la divinità di Cristo o il dogma dell’Immacolata Concezione.

Si legge nel comunicato della FSSPX: «Come si può non essere sorpresi, persino indignati, che coloro che non riconoscono né la divina maternità della Beata Vergine Maria, né il dogma della sua Immacolata Concezione, né la divinità di suo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, siano stati autorizzati, mentre oggi viene emesso un divieto contro i fedeli delle cappelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X?».


La contraddizione mariana

Ciò che rende ancora più stridenti queste recenti esclusioni della Fraternità San Pio X sono le recenti dichiarazioni del Vaticano sulla Beata Vergine Maria.
Nel novembre 2025, l’ufficio dottrinale vaticano ha pubblicato un documento intitolato Mater Populi Fidelis (La Madre del Popolo Fedele), che minimizza i titoli mariani di “Corredentrice” e “Mediatrice di tutte le grazie” attribuiti alla Beata Vergine.
Il documento afferma che tali titoli rischiano di “oscurare la verità rivelata che Cristo è l’unico Mediatore e Redentore”.
Eppure, come molti fedeli cattolici hanno reagito, queste dichiarazioni rappresentano un affronto diretto alla teologia mariana tradizionale, che da tempo ribadisce la partecipazione unica di Maria al piano salvifico di Dio per l’umanità, non pari alla missione di Nostro Signore Gesù Cristo come Redentore, ma strettamente intrecciata al Suo ruolo salvifico.
La Fraternità San Pio X, dal canto suo, ha difeso pubblicamente questi titoli mariani di “Corredentrice” e “Mediatrice”.

La FFSPX ha affermato: « Per decreto divino, la Santissima Vergine Maria è stata associata direttamente e intimamente all'intera opera della Redenzione; negare tale associazione – nei termini ricevuti dalla Tradizione – significa quindi alterare la nozione stessa di Redenzione voluta dalla Divina Provvidenza».

Qui sta il cuore dell’ironia: la Fraternità Sacerdotale San Pio X, che ha difeso la piena dignità di Maria e il suo ruolo nella salvezza, viene esclusa dai suoi Santuari, mentre gruppi che negano le dottrine fondamentali del cristianesimo vengono accolti a braccia aperte.


Severità unilaterale a Graz-Seckau

La decisione della diocesi di Graz-Seckau di vietare alla Fraternità Sacerdotale San Pio X l’accesso a Mariazell si contrappone al suo fervente sostegno ad altre iniziative.
Nel luglio 2021, la stessa diocesi ha permesso lo svolgimento di una funzione religiosa cristiano-musulmana nella chiesa parrocchiale di Graz-Saint-Pierre, con una nota diocesana in cui si affermava: “la preghiera comune è possibile”.

Nel frattempo, il vescovo Krautwaschl, a capo della diocesi dal 2015, ha espresso apertamente la sua delusione quando la Santa Sede non ha approvato le benedizioni per le unioni omosessuali nel 2021. Nel 2023, lo stesso vescovo ha elogiato la dichiarazione Fiducia supplicans, che consentiva tali benedizioni a determinate condizioni.

Nel 2024 e nel 2026, la diocesi ha promosso celebrazioni ecumeniche per il Christopher Street Day (la parata del Pride di Graz), con le strutture pastorali cattoliche locali che si sono unite agli eventi “per celebrare l’amore”.
Nel 2025, due parrocchie di Graz hanno ottenuto la certificazione “aperta e accogliente” (a+o) del Rainbow Pastoral Ministry, a seguito di un programma che prevedeva iniziative “Out in Church”, attività pastorali arcobaleno e una “Via Crucis queer”.
La diocesi ha finanziato parte della suddetta iniziativa (che sorpresa!).

In questo contesto, il divieto del pellegrinaggio della Fraternità Sacerdotale San Pio X a Lourdes non sembra essere un’applicazione oggettiva del diritto canonico, bensì arbitraria, un provvedimento che si scaglia contro i fedeli cattolici e al contempo asseconda ideologie in contrasto con la dottrina cattolica.

Come ha affermato Don Regele, adottare un atteggiamento permissivo nei confronti della Fraternità Sacerdotale San Pio X non avrebbe necessariamente significato disobbedire alle autorità romane, dato che a Mariazell non erano previste Messe pubbliche né sacramenti.


La crisi più grande

A un esame più attento, l’esclusione della Fraternità Sacerdotale San Pio X da Lourdes e Mariazell non è solo una questione disciplinare; è una condanna senza appello di una crisi più profonda all’interno della Chiesa: una crisi di identità, di priorità e di chiarezza dottrinale.

Quando a coloro che cercano di salvaguardare la pienezza della dottrina mariana viene impedito di pregare nei santuari mariani, mentre sono consentite liturgie interreligiose e a tema LGBTQ, i cattolici fedeli si ritrovano a grattarsi la testa, pensando: “Cosa, esattamente, viene protetto? E chi, esattamente, viene accolto?”.

Sembra che la Chiesa istituzionale stia cercando sempre più di allinearsi allo spirito del tempo, emarginando coloro che si aggrappano alla tradizione cattolica. Eppure, come chiarisce la risposta della Fraternità Sacerdotale San Pio X, nessun divieto terreno può precludere la via al seno stesso del Cuore Immacolato di Maria. Ed è proprio in quel cuore amabile e addolorato, nel silenzio della preghiera e nel fervore del Santo Rosario, che si combatte la vera battaglia per l’anima della Chiesa, e dove alla fine verrà vinta: a tempo debito, secondo la volontà di Dio.

Maria, Mater Ecclesiae, Mater Dolorosa, ora pro nobis.




 
settembre 2026
AL SOMMARIO ARTICOLI DIVERSI