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| L’Imperatore Carlo d'Austria: la beatificazione dell’ultimo Re cattolico d’Europa ![]() Lo chiamarono antidemocratico; la Chiesa lo chiamò Beato... L’Imperatore Carlo d’Austria cercò di porre fine al massacro della Prima Guerra Mondiale e di salvare l’Europa cattolica dalla catastrofe che già vedeva imminente. Le potenze democratiche lo respinsero, i suoi nemici prevalsero e l’ultimo Imperatore cattolico fu costretto all’esilio e alla morte. Ma il verdetto della storia non fu l’ultima parola. Si legga la storia dell’ultimo monarca cattolico. Ora che è diventato più facile riconoscere lo spettro cristofobico che da tempo domina il nuovo ordine mondiale, potrebbe essere possibile anche per molti Americani riconoscere gli eroi cattolici che hanno cercato di salvare il mondo dall’incubo senza Dio che ora ci si presenta davanti. Naturalmente, la maggior parte di questi eroi ci è stata presentata come fossero dei criminali. Ma poiché la storia moderna è stata scritta da coloro che hanno assassinato gli eroi, forse siamo pronti a riconsiderare i veri “fatti” della storia. L’ultimo Re cattolico del Sacro Romano Impero, ad esempio, si sacrificò in un eroico tentativo di salvare l’Europa cattolica dalla devastazione della Prima Guerra Mondiale. Avrebbe potuto riuscirci se il Presidente americano Woodrow Wilson non avesse bocciato il piano di pace dell’Imperatore. Perché? Perché, come disse Wilson all’epoca, Asburgo non è eletto democraticamente. Non deve avere voce in capitolo. E così il piano globalista di promuovere la democrazia con la forza delle armi avanzò spietatamente, riuscendo infine a bombardare l’Europa cattolica fino a ridurla in un campo di martirio e a fare dell’ultimo Re cattolico un Martire. Per molti anni ci hanno mentito su chi fosse realmente l’Imperatore Carlo d’Austria-Ungheria. Ma il 3 ottobre 2004 accadde qualcosa di strano: l’Imperatore Carlo ebbe finalmente l’ultima parola. L’ultimo Asburgo a regnare nell’Europa centrale e nemico degli Stati Uniti in tempo di guerra fu elevato agli altari della Chiesa cattolica da Papa Giovanni Paolo II. Finalmente, il mondo ha potuto constatare che la storia del Beato Carlo d’Austria era ben più complessa: egli era erede di una tradizione monarchica cattolica risalente all’Impero Romano e, di fatto, un eroe cattolico che aveva accettato il suo dovere con coraggio, anche contro ogni probabilità. Fu un valoroso soldato, un marito fedele e un padre di otto figli, fu incoronato Re alla vigilia di una terribile guerra, alla cui nascita non aveva perso parte, ma alla cui fine dedicò il suo breve regno. Purtroppo, non era destino. Tradito da ogni parte da alleati, nemici e sudditi, la sua profonda devozione al Santissimo Sacramento, al Sacro Cuore e alla Vergine Maria lo aiutò a non odiare coloro che gli avevano fatto del male. Alla fine, morì da martire in esilio. L’Imperatore Carlo, la sua santa moglie e i loro otto figli avevano rinunciato a tutto in un gesto regale per salvarci dall’annientamento delle nazioni, dallo sterminio dei nascituri, dalla distruzione del matrimonio e della famiglia e dall’avvento di un caos globale senza Cristo. In una vita costellata di segni e miracoli, prima e dopo la sua morte, il Beato Carlo seppe coniugare una profonda pietà con un’intensa concretezza. Dopo la sua scomparsa, la moglie e i figli ne continuarono l’opera. È attualmente in corso il processo di beatificazione dell’Imperatrice Zita. Alla Conferenza sulla Identità Cattolica del 2026 a Pittsburgh, in Pennsylvania, il nipote dell’Imperatore – Eduardo d’Asburgo-Lorena, Arciduca d’Austria e Ambasciatore d’Ungheria presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta per dieci anni – racconterà la vera storia dell’eroico tentativo di suo zio di salvare l’Europa cattolica e di salvare tutti noi da un Nuovo Ordine Mondiale cristofobico. L’ambasciatore e la sua numerosa famiglia cattolica sono fedeli praticanti della Messa tradizionale, e siamo davvero onorati di dargli il benvenuto alla Conferenza sull’Identità Cattolica, dove la verità ci renderà finalmente liberi dopo tanto tempo. ![]() |