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| Roma e il progressismo tedesco: l’impotenza romana ![]() Sesta assemblea del cammino sinodale tedesco 31 gennaio 2026 In due articoli (qui e qui) abbiamo visto come, su un punto essenziale della morale cattolica, l’episcopato tedesco si sia sforzato per far cambiare la dottrina e si è adoperato per promuovere una pratica condannata dalla morale rivelata: la benedizione delle coppie «irregolari» La Curia romana, per un verso ha dimostrato una compiacenza nei confronti di tale pratica odiosa, e poi una vera complicità. Per altro verso, i Dicasteri romani si sono dimostrati impotenti di fronte all’avanzata progressista tedesca, e i loro interventi sono stati quasi senza effetto. Un primo intervento si è avuto fin da prima le prime riunioni preparatorie per le Assemblee sinodali: riguardo al progetto degli Statuti del Cammino sinodale tedesco. Vedremo in seguito quale sorte gli fu riservata. Il presente articolo considera la maniera in cui la Curia romana si è opposta ad uno dei testi votati dal Sinodo e i risultati di questa opposizione. La lunga discussione sul «Consiglio sinodale» La IV Assemblea del Cammino sinodale, il 10 settembre 2022 ha adottato il testo intitolato «Rafforzare la sinodalità in modo duraturo: Un Consiglio Sinodale per la Chiesa cattolica in Germania». Il documento prevede la creazione di un «Consiglio sinodale». Tale Consiglio è descritto come un «organo consultivo e decisionale» che «delibera sulle evoluzioni essenziali della Chiesa e della società, e prende delle decisioni di principio, di importanza sovradiocesana, sulle pianificazioni pastorali, sulle questioni future e sui bilanci della Chiesa, che non vengono prese a livello diocesano». Esso è composto da chierici e laici in pari numero. Visita ad limina di novembre 2022 Durante la visita ad limina, la Curia organizzò una riunione interdicasteriale con i vescovi tedeschi per «riflettere insieme sul Cammino sinodale in corso in Germania». Erano presenti tre cardinali: il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, il cardinale Luis Ladaria, Presidente del Dicastero per la Dottrina della Fede e il cardinale Marc Ouellet, Presidente del Dicastero per i Vescovi. Il Segretario di Stato espresse le preoccupazioni suscitate dal Cammino sinodale. I cardinali Ladaria e Ouellet espressero «delle riserve sul metodo, i contenuti e le proposte del Cammino sinodale», auspicando che le loro richieste venissero incluse nel Sinodo della Chiesa universale. I cardinali volevano neutralizzare queste proposte diluendole nel Sinodo mondiale? Forse, ma vi era un pericolo evidente: che il Sinodo mondiale fosse infettato da tali iniezioni di veleno virulento. Nel corso della discussione, la Curia avanzò la proposta di una moratoria sul Cammino sinodale, proposta rifiutata dai vescovi tedeschi. La lettera di tre cardinali del 16 gennaio 2023 A dicembre 2021, quattro vescovi tedeschi interrogarono la Curia sulla loro partecipazione al Comitato sinodale, struttura attuata dalla quinta Assemblea del Cammino sinodale nel settembre 2022. Questo Comitato, composto da 27 vescovi e da 27 membri del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZdK), deve applicare le decisioni del Cammino sinodale e in particolare istituire il «Consiglio sinodale». Il 16 gennaio 2023, i tre cardinali della Curia che avevano partecipato alla riunione interdicasteriale citata, inviarono una lettera ufficiale a Mons. Georg Bätzing, allora Presidente della Conferenza Episcopale tedesca (DBK), per esprimere un serio avvertimento su questo progetto. La lettera doveva essere comunicata ai vescovi tedeschi entro la settimana. Essa precisava: «Al di là della decisione che sarà presa da ogni vescovo in vista di una eventuale partecipazione al “Comitato sinodale”, (…) teniamo a precisare che né il cammino sinodale, né alcun organo da esso istituito, né alcuna Conferenza Episcopale hanno l’autorità di istituire un “Consiglio sinodale” a livello nazionale, diocesano o parrocchiale». La lettera avrebbe dovuto segnare la fine di una grande riforma del cammino sinodale: la partecipazione dei fedeli all’autorità di governo nella Chiesa. Ma… La risposta dei vescovi tedeschi Il 23 gennaio 2023, il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale tedesca pubblicò un comunicato che assicurava: «il timore espresso nella lettera, secondo cui un nuovo organo potrebbe porsi al di sopra della Conferenza Episcopale o neutralizzare l’autorità dei diversi vescovi, non è fondato». Ed aggiungeva che «mentre la Santa Sede vede il pericolo di un indebolimento del ministero episcopale», i vescovi considerano la consultazione sinodale come un rafforzamento di questo ministero. Poiché si tratta di «vivere la cultura sinodale nella deliberazione e nella decisione comuni». Dunque, «il Comitato sinodale non viene messo in discussione dalla lettera romana». Essa constatò infine con soddisfazione che «una gran parte del Consiglio permanente ha riaffermato la volontà di attuare la decisione dell’Assemblea sinodale relativa al Comitato sinodale». Il altre parole, quello che la Curia definiva come un serio avvertimento fu totalmente respinto dalla DBK. Prima riunione tra la Curia e i vescovi tedeschi Il 26 luglio 2023, si svolse una riunione allo scopo di proseguire le discussioni iniziate nel novembre 2022 durante la visita ad limina. «L’incontro odierno si è svolto in una atmosfera positiva e costruttiva. Ne seguiranno altri», precisò il comunicato congiunto. Da notare che il futuro Papa, Mons. Robert Prevost, era presente come Perfetto del Dicastero per i Vescovi. Una lettera di Papa Francesco Martedì 21 novembre 2023, Die Welt pubblicò una lettera di Papa Francesco del 10 novembre precedente, in risposta ad una lettera che gli avevano inviato quattro cattolici tedeschi. La lettera del Papa usà termini molto forti contro il Cammino sinodale tedesco. I quattro firmatari della lettera si erano dimessi platealmente dal Cammino sinodale, non volendo più «seguire questa strada che allontana sempre più la Chiesa tedesca dalla Chiesa universale». Francesco affermò di condividere «questa preoccupazione» che «ampie parti di questa Chiesa locale rischiano di allontanarsi sempre più dal comune cammino della Chiesa universale». E precisò che questo riguardava «la costituzione del Comitato sinodale che deve preparare l’introduzione di un organo consultivo e decisionale che, com’è presentato nel testo della decisione corrispondente, non è compatibile con la struttura sacramentale della Chiesa e la cui creazione è stata vietata dalla Santa Sede con una lettera del 16 gennaio 2023, che io ho approvato in maniera specifica», ovvero in modo definitivo e senza appello. Seconda riunione tra la Curia e i vescovi tedeschi La riunione, svoltasi a Roma il 22 marzo 2024, ha contato anche la presenza del futuro Leone XIV, il cardinale Robert Prevost, oltre a quella dei cardinali Pietro Parolin, Victor Manuel Fernandez (Dicastero per la Dottrina della Fede), Arthur Roche (Dicastero per il Culto Divino), Kurt Koch (Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani) e Mons. Filippo Iannone, Presidente del Pontificio Consiglio per l’Interpretazione dei Testi Legislativi. Il comunicatorelativo indicò che «sono stati individuati le divergenze e i punti di accordo, come nel rapporto di sintesi del Sinodo mondiale di ottobre 2023». Tuttavia, «E’ stato deciso che ci saranno regolari scambi tra i rappresentanti della Conferenza Episcopale tedesca e la Santa Sede circa il proseguimento del lavoro del Cammino sinodale e del Comitato sinodale». Quindi, il Comitato sinodale, fino ad allora vietato, era ormai autorizzato. A quali condizioni? Fu precisato che «i vescovi tedeschi si sono impegnati a sviluppare delle forme concrete di sinodalità, conformi all’ecclesiologia del Concilio Vaticano II, alle prescrizioni del diritto canonico e ai risultati del Sinodo mondiale, che in seguito saranno sottoposte all’approvazione della Santa Sede». Praticamente, la Chiesa tedesca proseguiva il suo processo sinodale a condizione di rispettare l’ecclesiologia del Vaticano II e il diritto canonico. Cosa che non disturba veramente il Cammino sinodale. Intanto, all’epoca, in Germania si approntava attivamente la benedizione delle coppie omosessuali. Terza riunione tra la Curia e i vescovi tedeschi La riunione, organizzata il 28 giugno 2024, contava pressoché la presenza degli stessi partecipanti di quella precedente (con il cardinale Prevost). I vescovi tedeschi riferirono sull’ultima riunione del Comitato sinodale, che ha esaminato «i fondamenti teologici e le possibilità di strutturare giuridicamente un organo sinodale nazionale», il famoso «Consiglio sinodale». I vescovi tedeschi esposero «la relazione tra l’esercizio del ministero episcopale e la promozione della corresponsabilità di tutti i credenti», mettendo l’accento su «gli aspetti giuridici della Chiesa in vista di stabilire una forma concreta di sinodalità nella Chiesa in Germania». Ma la Curia romana definì un quadro di riferimento per il futuro «Comitato sinodale». I cardinali chiesero che «la denominazione e diversi aspetti dell’attuale progetto di un possibile organo sinodale nazionale fossero modificati». In altre parole, quest’organo non avrebbe potuto chiamarsi «Consiglio sinodale». La seconda richiesta dei cardinali riguardava «lo Statuto di quest’organo»: «è stato deciso che esso non sarebbe né superiore né uguale alla Conferenza Episcopale». Quarta riunione tra la Curia e i vescovi tedeschi La riunione, svoltasi il 12 novembre 2025, è sopraggiunta un anno e quattro mesi dopo la precedente, certo a causa del cambio del Papa. Erano presenti i cardinali Parolin, Fernandez, Kurt koch (Dicastero per la promozione dell’Unità dei Cristiani) e Arthur Roche. Insieme a Mons. Filippo Iannone O’Carm, nuovo Prefetto del Dicastero per i Vescovi. I partecipanti discussero dei diversi punti relativi ai futuri Statuti di un organo sinodale della Chiesa tedesca: quest’organo è ormai denominato «Conferenza sinodale». Si trattò di una piccola vittoria della Curia. Che aveva chiesto il cambio del nome. La discussione si svolse sulla sua natura giuridica, la sue esatta composizione e il grado di partecipazione dei laici, nonché sulle sue reali competenze rispetto alle Conferenze Episcopali e al diritto universale della Chiesa. Il comunicato relativo non parlò dei dettagli sulle modifiche rispetto al progetto esaminato a Roma a giugno 2024. Il tono molto diplomatico del comunicato suggeriva che i negoziati proseguivano, ma non diede alcun chiarimento sui limiti che Roma era pronta ad accettare. Gli Statuti e la Conferenza sinodale Dieci giorni dopo questa riunione, il Comitato sinodale pubblicò il progetto degli Statuti della Conferenza sinodale che dovevano essere approvati dai vescovi della DBK, dal Comitato centrale dei Cattolici tedeschi (ZdK) e dal Dicastero romano competente. Il numero delle attribuzioni di questa Conferenza sinodale è considerevole. L’articolo 2 (su 12) che li elenca è il più lungo di tutti. Suddivisi in 5 numeri, queste attribuzioni comprendono: 1. Prendere posizione «sugli sviluppi importanti in seno allo Stato, alla società e alla Chiesa in Germania; 2. Deliberare e decidere «sulle questioni importanti della vita ecclesiale che hanno una portata sovradiocesana; 3. Incoraggiamento e proposizione di «misure per la missione della comunità dei credenti» 4. Decisioni «nel processo di pianificazione strategica e nel bilancio dell’Associazione delle diocesi tedesche» e verifica dell’attuazione; 5. Istituzione di una commissione finanziaria 6. Proporre delle persone competenti per partecipare «alle decisioni delle commissioni episcopali della DBK, dell’Associazione delle diocesi tedesche e delle commissioni specializzate dello ZdK»; 7. Rendere conto pubblicamente delle sue decisioni [ma essa non ha dei superiori]; 8. Eleggere un membro al presidium della Conferenza sinodale [due sono di diritto]; 9. «La Conferenza sinodale usa ed esperimenta delle forme di partecipazione dei fedeli, in particolare per la preparazione delle sue decisioni» [che rientrano nella competenza dei vescovi]; 10. Essa può anche «convocare una assemblea ecclesiastica secondo il documento finale del Sinodo dei vescovi (cfr n° 127)» [il riferimento qui dato non parla di convocazione, che rientra nella competenza dell’autorità ecclesiastica]. Ma non è tutto, perché è anche precisato che la Conferenza sinodale può essere convocata dalla DBK e dallo ZdK o può autoconvocarsi per trattare temi particolari. Inoltre, la Conferenza sinodale ha il compito di contribuire «a rafforzare le strutture sinodali e la cultura sinodale in tutti gli ambiti della Chiesa» e di seguirne lo sviluppo. Bisogna infine precisare che i membri della Conferenza sinodale sono, di diritto: a) i membri del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale tedesca (27 vescovi); b) un numero uguale di fedeli eletti dallo ZdK; c) un numero equivalente di altri fedeli di cui due o tre sono membri di diritto e gli altri sono eletti dalla Conferenza. Ciò comporta che il numero dei laici è il doppio di quello dei vescovi. Gli Statuti della Conferenza sinodale sono ormai stati approvati dallo ZdK e dalla DBK. Attualmente sono all’esame dellca Curia romana. Quindi tutto dipende da Papa Leone XIV e dai Dicasteri competenti. Conclusione Oggi sembra impossibile fermare la macchina senza provocare sia perdite considerevoli sia una ribellione: uno scisma aperto. E screditare ulteriormente l’autorità che ha aspettato fino all’ultimo momento per fermare tutto. A meno che non si arrivi ad un mercanteggiamento. Ancora una volta, questi ritardi dimostrano l’impotenza romana in questa questione. Essi delineano anche un quadro complessivo della gestione delle benedizione delle coppie irregolari che si avvicina alla complicità. Rimane da scoprire come il Vaticano alla fine abbia ceduto su alcune tesi tedesche, in particolare tramite i risultati del Sinodo mondiale. |