Vescovo sotto tiro

Intervista a S. Ecc. Mons. Richard Williamson

del 6 settembre 2015




Alcune dichiarazioni contenute in questa intervista hanno suscitato delle perplessità in qualche ambiente tradizionalista, così che la pubblichiamo senza riferimento a chi l'ha condotta.
Da parte nostra non troviamo alcunché di problematico, anzi.
Ma al fine di evitare qualsiasi fraintendimento pubblichiamo anche l'originale versione inglese.

impaginazione e neretti sono nostri

Motto: “Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, 
ma dà grazia agli umili.(1 Pietro, 5:5)


Intervista

Eccellenza, sono passati due anni da quando ci ha concesso un’intervista. Nel frattempo molta acqua è passata sotto i ponti e così ho pensato ad un’altra intervista. Ci sono un po’ di domande - alcune piuttosto controverse - che voglio rivolgerLe personalmente e che possono interessare anche altri.

***

D: Innanzi tutto: come sta? Come va la sua salute? Nonostante sia avanti negli anni, Lei viaggia ancora in tutto il mondo per aiutare i fedeli - come chiunque può vedere - lungi dal ritirarsi o dal rifiutarsi di adempiere i suoi doveri di vescovo.

Mons. W: la mia salute va meglio di quanto io meriti. Non vado dal medico e così facendo, come dice il proverbio, “occhio non vede, cuore non duole”. Sì, sono stato in viaggio fino a metà luglio, ma da allora sono stato più o meno rilassato a Broadstairs. Ma devo ammettere che sono un po’ appesantito dalla situazione del mondo e della Chiesa…

D. In effetti, come vede il suo ruolo di vescovo in questo momento, in questo mondo? È vero che non sarebbe più disposto a fare qualcosa con una più ampia prospettiva, ma aspetta passivamente la Terza Guerra Mondiale e il Grande Castigo? Forse una sorta di amareggiato profeta di sventura?

Mons. W: Il mio ruolo di vescovo nel mondo in questo momento è speciale, per non dire altro! Ma penso che quello che posso fare è piuttosto limitato, per le circostanze straordinarie del mondo e della Chiesa che prevalgono nel 2015. Questo può riassumersi in una citazione che io uso spesso: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge” - [Zaccaria 13:7] -, citata da Nostro Signore nell’Orto del Getsemani, poco prima che undici uomini veri e buoni, gli Apostoli, fuggissero tutti, completamente confusi da Satana, che era la sua ora, come disse Nostro Signore in quel momento.
Io credo che questo 2015 riproduca in parte la Passione di Nostro Signore, e quindi abbiamo numerose e violente divisioni tra i migliori degli uomini, come si può vedere su Internet, ma non solo lì. Vedo il mio ruolo come quello di uno che deve mantenere la costanza e tenere il sangue freddo, sempre con la speranza di servire Nostro Signore e la sua Santissima Madre.

D. Può spiegare più chiaramente quello che ha scritto (CE 420): “l’autorità suppletiva discende dall’alto, dalla Chiesa, ma viene attivata solo dalla domanda veniente dal basso. Niente richiesta, niente autorità suppletiva.”?

Mons. W: Su questo argomento c’è un’ottima citazione di Mons. Lefebvre, come era facile prevedere: La cito: “Tuttavia, si deve tenere conto del fatto che un’autorità suppletiva non ha le stesse caratteristiche dell’autorità che esiste normalmente nella Chiesa. Essa è esercitata caso per caso, e quindi non è abituale: in altre parole, le persone che ne beneficiano possono sempre ritrarsi da essa e l’autorità suppletiva non ha alcun potere per farle desistere. Essa dipende dalla necessità dei fedeli, dato lo stato di crisi. Nella misura in cui i fedeli hanno bisogno di questi vescovi o sacerdoti per la salvezza della loro anima, la Chiesa crea questo vincolo di autorità fra loro. Tutto questo dimostra che la giurisdizione suppletiva fornisce un’autorità limitata, che deve essere esercitata piuttosto delicatamente. L’autorità giurisdizionale di un vescovo, che non derivi da una designazione romana, ma dalla necessità della salvezza delle anime, deve essere esercitata con una particolare delicatezza.” (Mons. Lefebvre, nota del 20 febbraio 1990, citata in ‘Sel de la Terre’).

D. Lei ha anche detto: “Al momento io sono sempre meno propenso ad imporre ad alcuno perfino un reale punto di vista, perché le anime sono oggi così confuse che la minima imposizione rischierebbe di aumentare piuttosto che diminuire tale confusione.” Può chiarire meglio?

Mons. W: Quando il Pastore è colpito, e Papa Francesco dà ogni giorno sempre più segni di essere “colpito”, le pecore possono essere sempre meno biasimate per il fatto di disperdersi – ed essere stordite! Questo li rende spesso sempre più incapaci di capire ciò che ascoltano, o di ricordare i principi fondamentali del buon senso o della decenza. Non è questione della verità che cessi di essere vera. È che le anime sono troppo confuse e sconvolte, dal tradimento che viene dall’alto, per essere in grado di pensare ponderatamente e con calma in modo da essere in grado di riconoscere la verità. Non tutto il biasimo per il caos attuale può essere addossato ai Papi conciliari, in quanto che vi sono anche i singoli esseri umani con la loro personale responsabilità. Ma questo caos è il frutto di secoli e secoli di lavoro da parte dei nemici di Dio e dell’uomo, e da parte di generazioni di uomini di Chiesa che si sono associati ad essi.

D. Perché esattamente Lei non vuole diventare un capo della “Resistenza”, quando ci sono così tante persone che le chiedono di svolgere questo ruolo? Mons. Lefebvre era un uomo dalla veneranda età quando gli fu chiesto di avviare una nuova impresa. In un primo momento egli fu riluttante, ma in seguito seguì la Provvidenza. Qual è la differenza tra la sua situazione e quella di Mons. Lefebvre?

Mons. W: Ecco un altro proverbio che qui mi piace citare: “Non si fanno mattoni senza paglia”. Oggi, la difficoltà del modo di organizzare qualsiasi movimento di resistenza non sta nella mancanza di fede o di buona volontà. Di entrambi ce n’è abbastanza. Ma a mio avviso, per ogni classica organizzazione cattolica semplicemente non vi è più sufficiente coerenza di base o di coordinamento nelle teste e nei cuori degli uomini. Ogni cattolico “impavido” ha la sua ricetta per il disastro, e l’unico e solo essere umano con il carisma, la funzione e il dovere di unire cattolici, è il Papa. Se lui, come avviene attualmente, non vuole farlo, allora nessun altro può. Nel 1970, Monsignore, con le sue spiccate qualità e la sua esperienza, costituì, su scala ridotta, un’eccezione a questa regola. Ma la regola rimane. Come regola generale, se qualcuno diverso dal Papa volesse mettere insieme la Chiesa (o anche una piccola parte di essa), questa non sarebbe la Chiesa voluta da Nostro Signore.

D. Qual è la sua visione generale dello “scenario Tradizionalista” in questo momento? Pensa che ci siano sempre più divisioni? Può paragonare lo stato odierno delle cose con quello di subito dopo il decesso di Monsignore?

Mons. W: Lo scenario Tradizionalista, per tutti i motivi di cui sopra, è sempre più frantumato. Il caos degli anni 2010 è di gran lunga peggiore di quello degli anni in cui Monsignore fondò la Fraternità San Pio X nel 1970, o addirittura di quando morì nel 1990. Dopo la sua morte, a partire dal 1991 la sua Fraternità San Pio X ha vissuto del capitale lasciatole in eredità da Monsignore, e questo per oltre vent’anni; ma senza la guida eccezionale di Monsignore, era semplicemente una questione di tempo perché il Diavolo l’avesse vinta nelle teste della Fraternità, divide et impera. Non che la FSSPX sia già affondata, ma essa sta affondando nel liberalismo, e senza un serio cambiamento dei capi e della direzione, tra non molto perderà tutta l’importanza di un tempo nella lotta per la Fede.

D. È solo una mia impressione che, in mezzo alla confusione generale, molte persone oggi siano diventate magistero a loro stesse, o è un fatto oggettivo? Se sì, perché pensa che sia così?

Mons. W: La risposta è presto detta. Quando le autorità della Chiesa, la cui ragion d’essere è mantenere e proteggere la Verità di Nostro Signore, invece di far questo, tradiscono e corrompono questa Verità andando a caccia dell’approvazione da parte di un mondo malato, ecco che tutte le buone pecore che cercano di mantenere la fede per salvare la loro anima (non le pecore che vogliono andare con il mondo) si riducono a poche decine. Così, come lei suggerisce, la soggettiva confusione dei fedeli cattolici è diventata un fatto fin troppo universale e oggettivo.

D. C’è stata una grande polemica sulle sue recenti dichiarazioni riguardanti il Novus OrdoMissae e la possibile partecipazione dei fedeli ad essa. Mi riferisco alla sua risposta data ad una certa signora nel corso di un evento negli Stati Uniti, il 28 giugno 2015. Una nota newsletter della “Resistenza” ha riassunto la sua posizione con queste parole: “La Nuova Messa è una parte essenziale della Nuova Religione, progettata per far perdere la Fede alle anime e condurle lontano da Dio. Ma talvolta ad essa si può ancora assistere allo scopo di alimentare la Fede. Se si ritiene che assistendo a questa Messa Novus Ordo si abbia la possibilità di alimentare la propria Fede, allora vi si può ancora assistere. Si tenga conto del proprio giudizio”. Tuttavia, noi sappiamo che “chi comprende il problema della Nuova Messa non deve più assistere ad essa, perché mette volontariamente in pericolo la propria fede e, contemporaneamente, incoraggia gli altri a fare lo stesso, dando l’impressione di fornire il suo assenso alle riforme” (Catechismo cattolico della crisi nella Chiesa). Può spiegare meglio quanto ha detto nel mese di giugno?

Mons. W: Ci sono principi o regole dottrinali, e poi c’è la loro applicazione pratica o pastorale, che a volte può comportare un’eccezione alla regola. Ma l’eccezione prudente non invalida la regola. Ad esempio, di regola, la proprietà deve essere restituita al suo proprietario, ma ad un amico che mi ha prestato una pistola non gliela restituirò se noto che egli è preso da una rabbia cieca. Ovviamente, gliela restituirò non appena vedrò che ha recuperato il senno. Può sembrare contraddittorio dire che l’eccezione conferma la regola, ma nell’esempio appena fatto, quello che è accaduto è che è entrata in giuoco una regola superiore a quella della proprietà, vale a dire la conservazione della vita. Quando i principii vengono applicati deve entrare in giuoco ogni tipo di circostanza.

D. Questo come si applica alla questione dell’assistenza alla Messa Novus Ordo?

Mons. W: Per principio e regola dottrinale, alla Messa celebrata col Novus Ordo non deve assistere chiunque capisca che essa è tale che, con la sua gravemente diminuita espressione delle grandi verità cattoliche della Messa, sminuisce e corrompe la fede di ogni cattolico che vi assiste. Nessuno ha il diritto di mettere la propria fede cattolica in pericolo, e il Novus Ordo, di norma, mette la fede dei cattolici in pericolo. È questo che io ho detto, e più di una volta, alla fine di giugno. Ma ho anche detto che ci possono essere delle eccezioni pastorali alla regola, ad esempio quando una regola superiore entra in giuoco.

D. Quale potrebbe essere questa regola superiore?

Mons. W: Esattamente che un cattolico deve nutrire la sua fede. Mentre la Messa Novus Ordo di norma dev’essere evitata, nessuno che conosce la dottrina cattolica nega che la Consacrazione effettuata con tale rito possa ancora essere valida. Ciò significa che la Presenza Reale, il Pane di Vita, lì può ancora esserci. Ora quale cattolico nega che il Pane di Vita nutre la fede? Quindi la Messa Novus Ordo può essere nutrimento divino in mezzo al veleno umano. Se poi un’anziana cattolica mi spiega che lei è pienamente consapevole del pericolo che costituisce la Nuova Messa, ma che vicino dove lei abita non si celebra una vera Messa e che lei non può viaggiare, e che lei sa che il suo vecchio parroco consacra validamente, e che lei ha tanto bisogno delle grazie dei Sacramenti, e che lei non scandalizzerà alcuno ricevendo la comunione perché nessuno fa caso a lei, allora sarei un bugiardo se dicessi che nel suo caso non farei un’eccezione alla regola della non assistenza, perché devo giudicare tenendo conto di tutte le circostanze che la riguardano, tali che lei nutre la sua fede più assistendo che non assistendo.

D. Ma “I casi difficili rendono cattiva la legge”. È stato prudente parlare in pubblico dei casi difficili?

Mons. W: Forse no. Dio lo sa. Ma una volta posta la domanda, non volevo schivarla. Io penso anche che i Tradizionalisti con la loro vera Messa possono essere tentati di cadere in un disprezzo eccessivo per il Novus Ordo, dimenticando che in quel contesto molte anime vengono ancora nutrite col Pane di Vita, come indicato da alcuni Miracoli Eucaristici verificatisi in tale contesto. “L’orgoglio precede la caduta”. Dio si occupa tuttora della sue pecore Novus Ordo. Mentre la Fraternità San Pio X ...?

D. Sta suggerendo che i Tradizionalisti non hanno più bisogno di essere Tradizionali?

Mons. W: Dio non voglia! La vera dottrina cattolica e i Sacramenti di sempre devono essere preservati e sostenuti contro gli stessi Papi, se necessario contro il mondo intero, perché, come usava dire Mons. Lefebvre, quando i Papi ritorneranno al loro senso cattolico (cosa che alla fine faranno), saranno enormemente grati alle anime, per quanto poche, che hanno seguito Monsignore nel rifiuto di piegarsi ai traditori, per quanto ben intenzionati essi possano (o non possano) essere stati. Pertanto i Tradizionalisti sono assolutamente necessari, e se i loro capi si sono lasciati “diabolicamente disorientare”, sono i sacerdoti e i laici resistenti che diventano a loro volta assolutamente necessarii, quantunque essi possano umanamente apparire settarii, divisi, folli e insignificanti. È una questione di Verità divina. Non vi è alcuna organizzazione sulla faccia della terra che serve la Verità come la Chiesa cattolica, e che dipende così assolutamente dalla Verità.

D. Bene, io sono rimasto abbastanza stupito di come si sia scaldato il dibattito su questo caso. Alcuni laici anche consigliato a Mons. Faure di assumere la guida della “Resistenza” e di “mettere la museruola a Mons. Williamson” [sic]. Devo dire che sono rimasto totalmente disgustato da questo e penso che possa arrecare solo danno ai cattolici tradizionalisti e soprattutto alla “Resistenza”. Si può facilmente dedurre che noi siamo solo un altro “mucchio” di rinnegati con una mentalità settaria e quindi frazionato in molti gruppi scissionisti, proprio come i Protestanti. Posso anche ricordare le parole della Scrittura: «Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri.” (Gal 5,15)

Mons. W: La citazione da Galati è molto appropriata. Ben fatto. Ma non è il caso di stare troppo in ansia. La verità ha modo di guardare oltre e alla fine di prevalere, non senza un minimo di aiuto del clero e dei laici. Dio sta attento alla Sua Chiesa. È la Sua Chiesa, dopo tutto.

D. Parlando di organizzazione, mi permetta di chiederLe perché Lei promuove “sacche di Resistenza”, o gruppi associati liberamente, piuttosto che una solida struttura gerarchica. Alcuni dicono che questo tipo di approccio non è affatto cattolico. So che Lei ha citato come esempio Padre Calmel, che prevedeva quasi profeticamente quello che poteva avvenire in futuro circa l’organizzazione. Ma la proposta di “cellule” liberamente associate o la “Resistenza senza capi” sono piuttosto concezioni note nella sfera politica… Io suppongo anche che Lei non sia a priori contro qualsiasi struttura associativa come è per esempio il caso della USML in Francia.

Mons. W: Legga Padre Calmel. Naturalmente una “solida struttura gerarchica” è cattolica, ma come prevedeva Padre Calmel: a meno che non si tratti di una struttura classica come la diocesi o parrocchia, i problemi di autorità sarebbero insolubili, fino a quando il Papa non ritorni in sé, perché la solidità delle strutture classiche discende dal Papa. Nostro Signore ha eretto la Sua Chiesa come una monarchia. Tuttavia, se nel frattempo viene effettuato un nobile sforzo per mettere insieme, per esempio, un seminario della “Resistenza” o una Congregazione, io non sono affatto contrario. Mi chiedo solo se potrà funzionare.

D. Ma Mons. Lefebvre eresse diverse Congregazioni Tradizionali senza l'autorizzazione del Papa!

Mons. W: Senza Mons. Lefebvre, credo che avremmo avuto già 40 anni fa la rete di sacche di resistenza prevista da Padre Calmel. Monsignore è stato l’eccezione che conferma la regola. Egli edificò la FSSPX non senza l’approvazione ufficiale da parte del Vescovo di Ginevra, Losanna e Friburgo, e autorizzò o sostenne le Congregazioni Tradizionali da lei citate sulla base di un’implicita estensione di tale approvazione, ma coloro che sono succeduti a lui, hanno la sua grazia di  Fondatore? Vorrei che l’avessimo, ma “le patate non si fanno con i desideri”. Il suo carisma è morto con lui.

Q. Un’altra domanda delicata. Cosa pensa dell’atteggiamento da “semaforo rosso” e cioè dell’opinione di alcune persone secondo la quale mai e a nessuna condizione si dovrebbe assistere alla Messa celebrata da un sacerdote della Fraternità San Pio X? Anche se non lo faccio, è mia convinzione che non è possibile parlare così in massa e su tutta la linea. Se la Messa è valida ed è celebrata da un vero sacerdote che non predica cose che possono mettere in pericolo la mia fede, non vedo alcun motivo per non partecipare alla sua Messa, visto che non vi è alcuna opzione migliore, almeno fino a quando la FSSPX non abbia firmato definitivamente l’accordo con la Roma neomodernista. Oppure, in tale situazione si deve giudicare ogni singolo sacerdote ad hoc, piuttosto che condannarli tutti senza distinzione. Diversamente, penso che una condanna così in blocco metta un sacco di anime in pericolo lasciandole senza sacramenti validi per un lungo tempo. Qual è la sua opinione?

Mons. W: Se mi sono azzardato a suggerire pubblicamente che la Nuova Messa potrebbe nutrire la fede delle persone (ovviamente, non per tutto il perverso che vi è in essa, ma per ciò che vi è ancora di tradizionale, in particolare l’innegabilmente possibile valida Presenza Reale - il Novus Ordo è un miscuglio), a maggior ragione posso dire che un sacerdote non è tenuto a vietare ai cattolici di assistere alle Messe della FSSPX, a condizione che siano cattolici di buon senso. Mentre ci avviciniamo sempre più allo scoppio di un completo caos nella Chiesa e nel mondo, io credo che i cattolici abbiano sempre più bisogno di usare attenzione nei confronti dei loro fratelli cattolici, di quelli che hanno la fede cattolica. In nessun caso tutto il clero e tutti i laici legati al Novus Ordo sono destinati ad essere condannati alle tenebre esteriori [cfr. Mt 8:12]. I Tradizionalisti non perdono la fede se riconoscono che non sono i soli ad averla!

D. In questo momento mi vengono in mente le parole di Mons. Fellay in un’intervista con il giornale Present, del giugno 2015: “Si veda per esempio la caricatura della Tradizione che si fa chiamare «Resistenza»: si tratta di uno spirito non cattolico, quasi settario, che noi rifiutiamo, un movimento che resta ripiegato su se stesso, con delle persone che pensano di essere i soli buoni, i soli giusti sulla terra: questo non è cattolico”. Vuole commentarle?

Mons. W: Naturalmente Mons. Fellay non vuole avere niente a che fare con la “Resistenza”. Si resiste soprattutto contro lui stesso. Se non avesse tradito la lotta di Monsignore per la Fede, la “Resistenza” non esisterebbe nemmeno! Per quanto riguarda il  “resta ripiegato su se stesso”, mi chiedo se egli sa quanti problemi ha avuto recentemente un capo della “Resistenza” per essersi rifiutato di condannare ogni e qualsiasi partecipazione alla Messa Novus Ordo.

D. Recentemente sono circolate delle voci che sembrano confermare la supposizione di un incontro segreto tenutosi all’inizio di agosto, in cui i capi della FSSPX avrebbero discusso di finanze e di un “preambolo dottrinale”. Nel frattempo siamo riusciti ad avere conferma che in varie parti del mondo i Superiori della FSSPX erano assenti dai loro posti proprio in quel momento. Posto il fatto che quasi tutti i Superiori sono oggi “uomini di Mons. Fellay”, Lei pensa che sia probabile che l’accordo sia solo una mera questione di tempo?

Mons. W:A ciascun giorno basta la sua pena”, dice Nostro Signore [cfr. Mt 6:34], ma a questo punto tutti i segnali indicano che i capi della FSSPX, in particolare Mons. Fellay, siano determinati a portare la Fraternità San Pio X sotto il controllo romano. Dipendendo da questi capi, l’accordo, come lei dice, è solo una questione di tempo. Ma la Provvidenza ha già bloccato l’accordo più di una volta, anche diverse volte, e può bloccarlo ancora di nuovo. Dio decide, ma chi di noi è in grado di leggere nella Sua mente?

D. Cosa suggerirebbe ad un sacerdote della FSSPX che, pur insoddisfatto per il continuo stillicidio della FSSPX, vede la “Resistenza” come un gruppo così diviso al proprio interno da non essere sicuro su cosa fare?

Mons. W: Bella domanda. Credo che la migliore risposta sia che egli dovrebbe fare il suo dovere, nel suo seminario o nella sua parrocchia o dovunque espleti il suo dovere di stato, che è quello di avvertire le anime sotto la sua cura del grave pericolo per la fede creato dai Superiori della FSSPX, i quali hanno abbandonato la linea di Mons. Lefebvre di difesa della Fede. Questi Superiori stanno portando la FSSPX nella neo-Chiesa, la quale sta conducendo innumerevoli anime sulla strada per l’Inferno, soprattutto con la sua Nuova Messa. Se un sacerdote della FSSPX vede questo con chiarezza e parla chiaramente, è destinato a non durare a lungo sotto Mons. Fellay. Ma se viene buttato fuori per aver fatto il suo dovere, la Provvidenza gli avrà dato la risposta che egli non potrebbe ottenere se tacesse quando dovrebbe parlare.

D. Ma è d’accordo che ci sia un pericolo reale per i sacerdoti che vedono che le cose stanno andando male e ancora non fanno alcunché? Tutti noi conosciamo dei sacerdoti che erano molto forti e decisi tre anni fa e che oggi sono persone completamente diverse. Non è vero che rimanendo all’interno della FSSPX i pericoli del compromesso diventano sempre più evidenti?

Mons. W: Sono d’accordo. Ma si ricordi che per i sacerdoti la FSSPX è la famiglia. Non possono averne un’altra. Essa è anche un quadro di riferimento per il loro apostolato, cosa che invece manca crudelmente ai sacerdoti della “Resistenza”. Personalmente io parlerò a questi sacerdoti del pericolo di compromettersi a poco a poco, ma di solito non li spingo a lasciare o a rimanere. La decisione dev’essere la loro.

D. Un altro argomento delicato. Lei ha consacrato recentemente Mons. Faure. Ha in progetto altre consacrazioni in un prossimo futuro? E in tal caso intende decidere ed agire per conto suo o sempre in accordo con Mons. Faure?

Mons. W: Saranno gli eventi del mondo e della Chiesa a determinare una decisione da parte mia di consacrare altri vescovi. Indubbiamente, in quel momento consulterò Mons. Faure, e probabilmente ci troveremo d’accordo sia sui candidati e sia sui tempi.

D. Cosa pensa dell’ultimo atto del Papa sulle relazioni tra la FSSPX e Roma e relativo all’anno giubilare e alle confessioni amministrate dai sacerdoti della FSSPX? Non le sembra un passo calcolato in anticipo?

Mons. W: Sì, è difficile immaginare che il Quartier Generale della FSSPX abbia davvero appreso dai media che per l’anno giubilare Roma concedeva ai sacerdoti della FSSPX delle facoltà ufficiali per ascoltare le confessioni. Al contrario, è facile immaginare che si sia trattato di un’altra mossa concordata in privato fra Roma e la FSSPX, in vista della “piena comunione” di quest’ultima. In ogni caso il processo procede per la “paterna benevolenza” del Papa, come pretende piamente la dichiarazione della FSSPX. Piuttosto qui si pone la FSSPX a fianco degli abortisti, così, se essa rifiutasse il dono della giurisdizione verrebbe messa nella scomoda posizione di essere vista come “cattiva”, e se invece accettasse si troverebbe in debito con Roma e in dovere di esprimere in cambio un ulteriore gesto “benevolo”. Inoltre, alla fine del Giubileo, qualunque cosa accada della concessione di questa facoltà, essa induce tutto il mondo a guardare alla FSSPX come se non l’avesse mai avuta prima, cosa ovviamente falsa, che però la “paterna benevolenza” ha fatto sembrare vera.
Gli uomini di Chiesa romani è da duemila anni che gestiscono la politica della Chiesa. Essi sono dei maestri. La FSSPX ha iniziato solo 45 anni fa. Fare politica con i Romani è un giuoco pericoloso, mentre i Romani sono intenti, come oggi, a cambiare la religione di Nostro Signore. La FSSPX non dispone di un cucchiaio abbastanza lungo da potersi permettere di cenare con questi diavoli. Non avrebbe mai dovuto uscire dalla sua fortezza inespugnabile dell’immutabile dottrina di Nostro Signore, per combattere sul terreno scelto dal Diavolo, che è la politica. Nella dottrina la FSSPX può solo vincere. In politica può solo perdere. Monsignor Lefebvre aveva ragione: i capi della FSSPX devono tornare nella fortezza del Syllabus, Lamentabili, Pascendi, e così via, sia per apprendere sia per insegnare questa famosa dottrina cattolica, e devono lasciare i neo-modernisti ai loro giochi traditori.

D. Eccellenza, la ringrazio per aver risposto ad alcune domande su questioni dibattute attivamente su Internet. Vuole aggiungere ulteriori osservazioni?

Mons. W: Vegliare e pregare, vegliare e pregare ogni giorno tutti i Quindici Misteri del Santo Rosario. La catastrofe umana si avvicina rapidamente. A tutte le anime che lo desiderano, mando la mia benedizione.

***
Grazie, Eccellenza, per il suo tempo. Sono sicuro che le sue risposte potranno essere interessanti per molti nostri lettori. Che Dio La benedica e la Madonna La protegga!



L'INTERVISTA IN INGLESE

Bishop “under fire”

Interview with H.E. bishop Richard Williamson

September 6, 2015

Motto: “And do you all insinuate humility one to another, for God resisteth the proud, but to the humble he giveth grace.“ (1 Peter, 5:5)

 
Your Excellency, it is already two years since you provided us with an interview. Meanwhile much water has flowed under the bridge and so I thought of another interview. There are a few questions – some of them rather controversial – which I personally would like to ask you, and which may be of interest to others as well.

***

Q. First things first. How do you feel? How is your health? Although you are a man of an advanced age you are still travelling all over the globe helping the faithful - as anyone can see - far from retiring or refusing to fulfil your duties of bishop.

BpW: I feel better health-wise than I deserve. I do not go to doctors, and that way, as the proverb says, “What the eye does not see, the heart does not grieve over”. Yes, I was travelling until mid-July, but since then I have been more or less easing up in Broadstairs. But I have to admit that I am somewhat weighed down by the situation of world and Church...
   
Q. How do you, in fact, see your role of bishop in this world at the moment? Is it true that you are no longer willing to do anything with a longer perspective, only passively waiting for WW3 and the Great Chastisement? Perhaps a kind of an embittered prophet of doom?

BpW: My role of bishop in the world at this moment is special, to say the least!  But I think that what I can do is rather limited, by the extraordinary circumstances of world and Church prevailing in 2015. It is summed up in one quotation which I often use: “The Shepherd is struck and the sheep are scattered” – Zachary [13:7], quoted by Our Lord in the Garden of Gethsemane, shortly before eleven good men and true, the Apostles, all ran away, completely confused by Satan, whose hour it was, as Our Lord also said at that moment. I do believe that 2015 is in part reproducing the Passion of Our Lord, and so we have numerous and violent divisions between the best of men, as we can see on the Internet., but not only there. I see my role as one of holding steady and keeping a cool head, always in the hope of serving Our Lord and his Blessed Mother.

Q.  Can you explain more clearly your saying (EC 420) that “Supplied authority descends from the Church above, but it is triggered only by the demand from below. No demand, no supplied authority.”?

BpW: There is an excellent quote, as one might expect, from Archbishop Lefebvre, on exactly this question. Let me quote it: "However, it must be borne in mind that an authority which is supplied does not have the same characteristics as authority which exists ordinarily in the Church. It is exercised case-by-case, and is thus not habitual: in other words the people who benefit from it can always withdraw from it, and the supplied authority has no power to make them return. It is dependent on the need of the faithful, given the state of crisis. To the extent that the faithful need these bishops or priests for the salvation of their souls, the Church creates this link of authority between them. All of that shows that supplied jurisdiction gives a limited authority which has to be exercised rather delicately. The jurisdictional authority of a bishop, coming not from a Roman nomination but from the necessity of the salvation of souls, must be exercised with an especial delicacy." (Archbishop Lefebvre, note of 20th Feb. 1990, quoted in 'Sel de la Terre.')

Q. You also said that “At present I am more and more disinclined to impose even a true viewpoint on anybody, because souls are now so confused that the least imposition is liable to increase rather than decrease that confusion.” Can you further comment on this?

BpW: When the Shepherd is struck, and Pope Francis gives by the day more and more signs of being “struck”, then the sheep are that much less to be blamed for being scattered – and scatter-brained!  This makes them often more and more incapable of hearing what they hear, or of remembering the basics of common sense or common decency. It is not a question of truth having ceased to be true. It is a question of souls being too confused and upset, by betrayal from the very top, to be able to think slowly and calmly enough to be able to recognize truth. Nor is all blame to be heaped on the Conciliar Popes, although they must be the single human beings with the greatest single responsibility for the present chaos. But this chaos is the fruit of centuries and centuries of labour on the part of the enemies of God and man, and of generations of churchmen that have gone along with them.

Q.  Why exactly don´t you want to become a head of the “Resistance” when there are so many asking you to fulfil that role ? Archbishop Lefebvre was a man of respectable age, too, when he was asked to start a new work. At first he was reluctant, but he did follow Providence later on. What is the difference between his and your situation?

BpW: Another proverb I love quoting today is, “You cannot make bricks without straw.” The difficulty today in the way of organizing any resistance movement is not a lack of faith or of good will. There is enough of both.  But there is, in my opinion, simply not any longer the basic coherence or co-ordination in enough men's heads and hearts to cohere in any classic Catholic organization. Every Catholic “Braveheart” has his own recipe for the disaster, and the one and only human being with the charisma and function and duty of uniting Catholics is the Pope. If he, as at present, will not do it, then nobody else can. In the 1970's, the Archbishop was, on a small scale, because of his outstanding qualities and experience, an exception to this rule.  But the rule remains.  As a rule, if anybody other than the Pope could pull the Church (or even a small part of it) together, it would not be the Church designed by Our Lord.

Q.  What is your general view of the “Traditionalist scene” right now? Do you think there are more and more divisions? Can you compare today´s state of affairs to the one immediately after Archbishop´s decease?

BpW: The Traditionalist scene, for all the reasons mentioned above, is more and more scattered. The chaos in the 2010's is much worse than when the Archbishop founded the SSPX in the 1970's, or even than when he died in the 1990's. When he died in 1991, his Society of St Pius X lived off the capital which he bequeathed to it for another 20 or so years, but without the Archbishop's exceptional leadership, it was simply a matter of time before the Devil would get into the heads of the Society, divide and conquer. Not that the SSPX is yet sunk, but it is sinking into liberalism, and without a serious change of leaders and direction, before too long it will lose all the importance it once had in the fight for the Faith.

Q.  Is it just my impression that as part of the overall confusion, many people today have become their own Magisterium, or is that an objective fact? If so, why do you think it is so?

BpW: I think that the question has already been answered. When the Church authorities, the reason for whose being is to establish and guard Our Lord's Truth, instead betray and corrupt that Truth to go chasing after a sick world's approval, then all the good sheep trying to keep the Faith in order to save their souls (not those sheep that want to go with the world) are at sixes and sevens. Thus, as you suggest, faithful Catholics' subjective confusion has become an all too universal and objective fact.

Q.  There was a great controversy due to your recent statements concerning the Novus Ordo Missae and the possible participation of the faithful in it. I refer to your answer to a certain lady at an event in the USA, 28th June, 2015. A famous newsletter of “Resistance” summarized your position in these words: “The New Mass is an essential part of the New Religion, designed to cause souls to lose the Faith and to lead them away from God. But it can still sometimes be attended with the effect of building up the Faith. If you feel that attending that Novus Ordo Mass has the effect of building your Faith then you can still attend it. You make your own judgments.” We, however, know that “whoever understands the problem of the New Mass must no longer assist at it, because he puts voluntarily his faith in danger, and, at the same time, encourages others to do the same in appearing to give his assent to the reforms” (Catéchisme catholique de la crise dans l´Église). Can you explain further what you said in June ?

BpW: There are doctrinal principles or rules, and then there is their practical or pastoral application, which can sometimes involve an exception to the rule. But the prudent exception does not invalidate the rule. For instance, as a rule, property must be returned to its owner, but to a friend who lent me a handgun I will not return it when I observe that he is in a blind rage. Of course I will return it as soon as I see that he has recovered his wits. It can sound contradictory if one says that the exception confirms the rule, but in the example just given, what has happened is that a higher rule than property has come into play, i.e. the preservation of life. When principles are applied, all kinds of circumstances must come into play.

Q.   How does this apply to the question of attending the Novus Ordo Mass ?

BpW:   As a doctrinal principle and rule, Mass in the Novus Ordo rite must not be attended by anybody who understands that it is of a nature, by its severely diminished expression of the great Catholic truths of the Mass, to diminish and corrupt the faith of any Catholic attending. One has no right to put one's Catholic faith in danger, and the Novus Ordo rite as a rule puts the faith of Catholics in danger.  This I did say, and more than once, at the end of June. But I also said that there can be pastoral exceptions to the rule, for instance when a higher rule comes into play.

Q.    What rule could that be ?

BpW:   Precisely the rule that a Catholic must nourish his faith. While the Novus Ordo rite of Mass must as a rule be avoided, nevertheless nobody who knows his Catholic doctrine denies that the Consecration within that rite can still be valid. That means that the Real Presence, the Bread of Life, can still be there. Now what Catholic denies that the Bread of Life nourishes the faith ?  Therefore a Novus Ordo Mass can be divine nourishment amidst human poison. If then a little old Catholic lady explains to me that she is fully familiar with the danger of the New Mass, but she has no true Mass anywhere close by and she cannot travel, she knows that her aged parish priest Consecrates validly, she very much needs the grace of the Sacraments and she will scandalise nobody by receiving Communion because nobody pays any attention to her, then I would be lying if I said that in her case I would not make an exception to the rule of non-attendance, because I would judge in all her circumstances that she will nourish her faith more by attending than by not attending.

Q.  But 'Hard cases make bad law.'  Was it prudent to talk in public about hard cases ?

BpW:   Perhaps not. God knows. But once the question was asked, I did not want to dodge it. Also I do think that Traditionalists with their true Mass can be tempted to fall into an excessive scorn for the Novus Ordo, forgetting that many souls are still being nourished within its framework by the Bread of Life, as evidence for the authenticity of some Eucharistic miracles within that framework confirms. „Pride goes before a fall.“ God is continuing to look after even Novus Ordo sheep. Whereas the SSPX...?

Q.  Are you suggesting that Traditionalists need no longer be Traditional ?

BpW:  God forbid! The true Catholic doctrine and Sacraments must be preserved and upheld against the Popes themselves, if necessary against the whole world, because, as Archbishop Lefebvre used to say, when the Popes come to their Catholic senses (which they will eventually do), then they will be enormously grateful to the souls, however few, that followed the Archbishop in refusing to bend to the traitors, however well-intentioned these may (or may not) have been. Therefore Traditionalists are absolutely necessary, and if their leaders also let themselves be „diabolically disoriented“, then the Resistant priests and laity become in turn absolutely necessary, however sectarian, divisive, crazy and insignificant they may humanly appear to be. It is a question of divine Truth. There is no organization on the face of the earth that so serves, and so absolutely depends upon, the Truth, as the Catholic Church.

Q.  Well, I was quite amazed how heated the debate got over the case. Some lay people even advised Bishop Faure to take over the leadership of the “Resistance” and to “put a muzzle on Bishop Williamson” [sic]. I must say I was totally disgusted by this and I think it only does damage to traditionalist Catholics and especially to the “Resistance”. One may easily argue that we are just another “bunch” of renegades with a sectarian mentality and therefore splitting up into many splinter groups just like the Protestants. I can also remember the words of Scripture: “But if you bite and devour one another; take heed you be not consumed one of another.” (Gal 5:15)

BpW: The quote from Galatians is very apposite. Well done. But one need not get too anxious. Truth has a way of looking after itself, and of prevailing in the end, not without a minimum of help from clergy and laity. God does look after His own Church. It is His Church, after all.

Q. When we speak about organizing, let me ask you why you promote “pockets of Resistance”, or loosely associated groups rather than a solid hierarchical structure? Some say this kind of approach is not Catholic at all. I know you used to quote for example Fr. Calmel who almost prophetically foresaw what may come in future as regards organization. But still the approach of loosely associated “cells” or the “leaderless resistance” are concepts known rather in the political sphere... I also suppose you are not a priori against any associating structure as is for example the case of USML in France?

BpW:    Read Fr Calmel. Of course “solid hierarchical structure” is Catholic, but as Fr Calmel saw, unless it is a classic structure like the diocese or the parish,  the problems of authority will be insoluble, until the Pope comes to his senses, because the solidity of the classic structures descends from the Pope. Our Lord built his Church as a monarchy. However, if in the meantime a noble effort is made to put together, for instance, a “Resistance” seminary or Congregation, I am not at all against. I just wonder if it can work.

Q.  But Archbishop Lefebvre built several Traditional Congregations without the Pope's authorisation!

BpW:   Without Archbishop Lefebvre, I do believe we would have had Fr Calmel's network of pockets of resistance 40 years sooner. The Archbishop was the exception that proves the rule. He built the SSPX not without official approval from the Bishop of Geneva, Lausanne and Fribourg, and he authorised or backed the Traditional Congregations that you mention on an implicit extension of that approval, but do any of us who succeeded him have his grace of |a Founder ?  I wish we had, but „Wishes do not make potatoes“. His charisma died with him.

Q. Another delicate question. What do you think of the “red light” attitude, i.e. the opinion of some people that never and under no conditions we may attend the Mass celebrated by an SSPX priest? Though I do not, my understanding is that it is not possible to say so en masse and across the board. If the Mass is valid and celebrated by a valid priest who does not preach anything endangering my faith, I cannot see any reason not to attend his Mass, given there is no better option, at least until SSPX definitely signs the deal with neomodernist Rome. Or else, in this case I must judge every single priest ad hoc rather than condemn all of them without distinguishing. On the contrary I think such a wholesale condemnation puts a lot of souls in danger leaving them without valid sacraments for a long time. What is your opinion?

BpW: If I dared to suggest in public that the New Mass could nourish people's faith (not, obviously, by everything perverse in it, but by what is still Traditional in it, especially the undeniably possible valid Real Presence –  the NOM is a mixture), then all the more will I myself say that a priest is not bound to forbid Catholics to attend SSPX Masses, under circumstances which are Catholic common sense. As we come closer and closer to the outbreak of complete chaos in Church and world, I do think that Catholics need more and more to go easy on their fellow Catholics, on those that have the Catholic faith. By no means all Novus Ordo clergy and laity need to be condemned to outer darkness [cf. Mat 8:12]. Traditionalists do not have to lose the faith bif they recognize that not only they are keeping it!

Q. Right now I remembered the words of Bishop Fellay from an interview with Présent in June 2015: “Look at the caricature of Tradition that calls itself the “Resistance”, for example: it is a non-Catholic spirit that is almost sectarian. We wish to have nothing to do with it; it is a movement that is withdrawn into itself, with people who think that they are the only good and just men on earth: that is not Catholic.” Do you wish to comment on it?

BpW: Of course Bishop Fellay wants nothing to do with the “Resistance”. It is resisting mainly himself. Had he not betrayed the Archbishop's fight for the Faith, the “Resistance” would not even exist !  As for its “withdrawal into itself”, I wonder if he knows how much trouble a “Resistance” leader recently got into for refusing to condemn any and all attendance at the Novus Ordo Mass ?

Q.  The rumours have been circulating recently that seem to confirm the speculation of a secret meeting held early in August where SSPX leaders discussed finances and a “doctrinal preamble”. Meanwhile we managed to get confirmed that in various parts of the world the SSPX Superiors were absent in their places precisely at that time. Do you think that given the fact that almost all the Superiors are now “Bishop Fellay´s men”, it is probable that the deal is merely a question of time?

BpW: Sufficient for the day is the evil there of”, says Our Lord [cf. Mat 6:34], but at this point in time all the signals point to the leaders of the SSPX, notably Bishop Fellay, being determined to bring the SSPX under Roman control. If it depends on these leaders, the deal is, as you say, merely a question of time. But Providence has already blocked the deal more than once, even several times, and may block it yet again. God decides, but which of us can read His mind?

Q.  What would you suggest an SSPX priest do, if he is dissatisfied with the on-going sell-out of the Society, but sees the “Resistance” as a group so divided in its own ranks that he is not sure what to do?

BpW: Good question. I think the best answer is that he should do his duty, in his seminary or in his parish or wherever may lie his duty of state, to alert the souls under his care to the serious danger for the Faith created by the SSPX Superiors who have abandoned the line of Archbishop Lefebvre for defending the Faith. These Superiors are taking the SSPX back into the Newchurch, which is putting countless souls on the road to Hell, mainly with its New Mass. If an SSPX priest sees that clearly and speaks clearly, he is not likely to last long under Bishop Fellay. But if he gets thrown out for doing his duty, then Providence will have given him the answer he will not get if he keeps quiet when he should be speaking up.

Q.   But would you agree that there is a real danger for priests who see that things are going wrong and still do nothing ?  We all know priests who were very strong and firm three years ago and are completely different people now. The dangers of compromise associated with staying within the SSPX are more than clear, are they not?

BpW:   I agree. But remember that the SSPX is family for its priests. They may have no other. It is also a framework for their apostolate, such as is lacking cruelly to “Resistance” priests. Personally I will tell such priests of the danger of compromising little by little, but I will not usually push them to quit or to stay. The decision has to be theirs.

Q.  Another sensitive topic. You have consecrated Bishop Faure recently. Do you plan any other consecrations in a foreseeable future? Will you in such a case decide and act on your own, or always in accordance with Bishop Faure?

BpW:  World and Church events will determine a decision on my part to cansecrate any more bishops. At that moment I will surely consult Bishop Faure, and we will probably agree, both on candidates and on timing.

Q.   “What do you think about the Pope´s last act as regards SSPX-Rome relations concerning the Jubilee Year and confessions provided by SSPX priests? Does it not look like another step calculated beforehand.”

BpW:   Yes, it is difficult to imagine that SSPX Headquarters really learned first from the media that Rome was granting to SSPX priests official faculties for the Jubilee Year to hear confessions. On the contrary it is easy to imagine that it was one more move agreed on in private between the SSPX and Rome towards “full communion” for the SSPX. In any case the move hardly proceeds from the Pope's “paternal benevolence” as the SSPX statement piously pretends. Rather while placing the SSPX alongside abortionists it puts the SSPX in the awkward position of looking like the “bad guy” if it refuses the gift of jurisdiction, and if it accepts, of putting itself in Rome's debt and of owing it some “benevolent” gesture in return. Also, whatever happens to this grant of faculties at the end of the Jubilee, the grant makes it look to all the world as though the SSPX never had any faculties before now, obviously untrue, but “paternal benevolence” has made it look true.
The Roman churchmen have been playing Church politics for nearly 2,000 years. They are masters. The SSPX began 45 years ago. Playing politics with the Romans is a dangerous game when the Romans are intent, as they are today, on changing Our Lord's religion. The SSPX does not have a long enough spoon to be supping with these devils. It should never have come down from its impregnable fortress of Our Lord's unchanging doctrine, to fight on the Devil's choice of ground, which is politics. In doctrine the SSPX could only win. In politics it can only lose. Archbishop Lefebvre was right: the SSPX leaders must get back to the fortress of the Syllabus, Lamentabili, Pascendi, and so on, to learning and teaching this famous Catholic doctrine, and they must leave the neo-modernists to their treacherous games.

Q.   Your Excellency, thank you for answering some questions on issues being busily debated on the Internet. Do you have any further comments you wish to add ?

BpW: Watch and pray, watch and pray, Fifteen Mysteries every day. The human catastrophe is fast approaching. To all souls that wish it, I send my blessing.

***
Thank you, Your Excellency, for your time. I am sure your answers may be of interest to many our readers. May God bless you and Our Lady protect you!




ottobre  2015

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