![]() |
![]() |
| SI PUÒ FARE AFFIDAMENTO SUL CONSERVATORISMO AMERICANISTA TRUMPIANO? Terza parte ![]() Donald Trump LA POLITICA AMERICANISTA DELLA “MANO TESA”
Uscire dal “ghetto”? Alcuni cattolici teo/conservatori per uscire dal “ghetto” in cui la modernità li ha riposti, stanno accettando - inavvertitamente, pian piano e praticamente - se non le idee, almeno il modo di agire dei giudaizzanti/americanisti (“vaccinismo covidista forzato”, anti/putinismo, filo/sionismo anche dopo Gaza 2024/26, filo/trumpismo anti/iraniano …). Trasbordo teologico inavvertito
Assistiamo, in breve, a un trasbordo teologico inavvertito verso il l’Americanismo, specialmente dopo “il tornado Trump”, che è visto come il “novello san Benedetto (post-Ratzinger, Benedetto XVI)”, restauratore della neo-Cristianità, che va dall’Atlantico a Israele. L’intenzione di trovare una via d’uscita dalle circostanze dei tristissimi tempi odierni, rispecchia quella dell’ingenuo (non malvagio), che accetta un’insidiosa “mano tesa”, senza rendersi conto che quella mano lo trarrà poi a passare il Rubicone verso l’errore e l’ingiustizia (card. ALFREDO OTTAVIANI, Doveri dello Stato verso la Chiesa, Roma, 1952). La “mano tesa”
Ieri (anni Cinquanta/Settanta), la “mano tesa” al cattolicesimo era quella del comunismo dal “volto umano” (Togliatti e Berlinguer) e molti cattolici son divenuti apostati passando al comunismo materialista e ateo asserendo: “Come si fa a rifiutare una ‘mano tesa’ da un’entità che sembrava tanto temibile, ma che si è mostrata così caritatevole proponendo il compromesso storico?”. L’Americanismo come avanguardia della
congiura anticristiana
Oggi, invece, è la mano tesa dal neo/modernismo ascetico/politico; ossia, la Democrazia detta “cristiana”, ma in realtà modernista (condannata da Leone XIII in Graves de communi re, 1901; da san Pio X in Notre charge apostolique, 1910) e l’Americanismo (condannato da Leone XIII, in Testem benevolentiae nostrae, 1899). L’odierna mano tesa, insomma, è quella di Leone XIV/Trump (Papa e “Re”, americani: il “grande Papa e il grande Monarca”, una volta francesi ma oramai americani …), che sembrano aver abbandonato l’odio verso la Tradizione (che invece era palpabile ai tempi di Paolo VI/Clinton & Obama) ed esser disposti a concederle almeno una tolleranza pratica (tipicamente americana) o il compromesso, ieri “storico” (anni Settanta), oggi “meta-storico” o “meta-fisico”; poiché proiettato verso un Nuovo Ordine Mondiale fondato sul trans/umanesimo e l’Intelligenza artificiale, in cui l’uomo finalmente si farà come Dio con le sue forze e quelle delle macchine o dei microchip dei vari Noah Harari ed Elon Musk. Purtroppo, lo stesso ritornello che stava in bocca ai cattolici progressisti di ieri, lo si ritrova in bocca ai “conservator/isti” di oggi: «Finalmente un potere politico/religioso dal “volto umano”: Trump/Leone XIV! Come si fa a rifiutare la loro “mano tesa” alla Tradizione/conservatrice e il loro “compromesso meta-storico” con il conservatorismo/neo-tradizionale?». Il torto dei conservatori/sti “ingenui”, i quali stringono una - solo inizialmente - mano tesa, che - poi - li stritolerà; è proprio quello di non accettare in pratica, (pur conoscendole in teoria) le armi della verità che i Romani Pontefici in quest’ultimo secolo sino a Pio XII, con allocuzioni e ammaestramenti di ogni sorta, hanno impartito ai cattolici nella lotta contro la modernità e le forze occulte della sovversione (Giudaismo talmudico e Massoneria), di cui i teo/conservatori non vogliono prendere atto, come se fossero favole inventate dai “complottisti” (che sarebbero il “male assoluto” per il conservatorismo cristianista). “Nessuno di voi diventi un disertore”
Si pensi al “nessuno di voi diventi un disertore” di Pio XII, in uno dei suoi ultimi Discorsi. Infatti, col timore di essere accusati di voler tornare al medioevo o di voler restare nel “ghetto”, alcuni dei nostri non se la sentono più di mantenere le posizioni dottrinali, che oggi sono politicamente e teologicamente scorrette; anche, se son state costantemente affermate nell’encicliche come appartenenti alla vita e al diritto della Chiesa d’ogni tempo: “Christus heri, hodie et in saecula” (S. Paolo, Ebr., XIII, 8). Atteniamoci, invece, al monito di Leone XIII, il quale, raccomandando la concordia e l’unità nel combattere l’errore, aggiungeva: “… e qui bisogna stare in guardia di non lasciarsi andare a essere conniventi con l’errore, o a opporgli più debole resistenza che la verità non comporti” (1). Insomma, i veri cattolici integralmente legati alla Tradizione divino/apostolica (non i teo/conservatori americanisti), che sanno di essere nel sicuro possesso della verità e della giustizia rivelata da Dio e trasmessa dagli Apostoli di Cristo, non vengono a transazioni e non cercano di annacquare il cristianesimo. Essi esigono il pieno rispetto dei loro diritti, che son quelli di Dio. Gli Usa unico baluardo della vera
libertà?
Coloro invece che, non si sentono sicuri del possesso della verità (poiché stanchi o ingenui) non riescono a tener soli il campo. Ecco la trappola del “compromesso storico/teologico” o “meta-storico” che è l’accettazione del dialogo con la modernità americanista (presentataci, nonostante le guerre scatenate quasi ininterrottamente dagli Usa - da oltre duecento anni - in tutte le parti del mondo, come l’unico baluardo democratico assieme con Israele - nonostante le stragi e il genocidio finale del Sionismo che vanno dal 1948 al 2026 - che si erge contro la “barbarie antidemocratica” palestinese, russa e persiana, che sarebbe il “male assoluto di oggi”), iniziato da Giovanni XXIII, fatto solo con la misericordia o meglio con l’arrendevolezza e senza la giustizia, ossia senza confutare gli errori e gli orrori del mondo moderno e contemporaneo. Invece, “La Chiesa cattolica insiste sul principio che la verità deve avere il sopravvento sull’errore e che la vera religione, quando essa è conosciuta, deve essere aiutata nella sua missione spirituale in preferenza alle religioni il cui messaggio è più o meno manchevole e in cui l’errore si mescola con la verità” (2). Un “suicidio” imminente?
Un accordo pratico coll’Americanismo (specialmente se “conservatore” e di “destra”, come sarebbe quello trumpiano, molto più conservatore di quelli di Reagan e Bush) porterebbe immancabilmente poco a poco 1°) non solo a rinchiudere la Tradizione in sagrestia - con il riconoscimento ufficiale del modernismo ascetico/politico (condannati da Testem benevolentiae, 1899; Graves de communi re, 1903; Notre charge apostolique, 1910), come è avvenuto agli Indiani d’America rinchiusi nelle riserve e regolarmente riconosciuti, purché si limitino a fare le comparse di un passato che fu vivo e oggi fa solo folklore - ma anche 2°) a cadere nelle grinfie del Nuovo Ordine Mondiale che non si rassegna a perdere il suo predominio e primato mondiale politico ed economico e vuole abbattere la Russia cristiana (anche se ortodossa) passando prima attraverso l’Iran, dopo essersi impadronito del suo petrolio immediatamente dopo quello venezuelano e l’acqua della Groenlandia così necessaria per l’«informatica». “Capitan Trump/Fracassa”
In breve, Trump, 1°) ha aggredito la Palestina (Gaza e Cisgiordania) tramite Israele (sperimentando le ultime armi tecnologicamente avanzate sulla pelle dei gazavi), anche per un business da palazzinaro ricostruttore di macerie da lui stesso provocate; è proprio il caso di ripetere col poeta: “Il tuo maniero è grande e beato, è sangue di poveri pietrificato!”; 2°) ha tentato, con la Nato, di far ricadere la Russia nella situazione anteriore al 1999 (tramite la trappola ucraina, bluffando e barando come un giocatore d’azzardo di poker, che però ha trovato davanti a sé un abile giocatore di scacchi); 3°) ha lanciato - come uno strozzino - prima la vecchia Europa contro la Russia, promettendole “mari e monti”, poi l’ha rovinata economicamente riempiendola di obbligazioni finanziarie e, infine, l’ha mollata dopo averla cosparsa di basi Nato e di debiti da pagare per le armi che lui ha venduto a Zelensky, ma che l’Europa ha pagato al posto degli “Usa e getta”; è proprio vero quel che diceva Kissinger: “Essere nemici dell’America è pericoloso, esserle amici è letale!”; 4°) ci ha lasciato un Pontificato/finanziato non solo americano ma americanista; infatti ha abbondantemente foraggiato (14 milioni di dollari) il Vaticano prima delle elezioni pontificie, quasi stessimo in America e non nella Santa Sede; sedendosi - inoltre - come un cowboy dentro la basilica di san Pietro a colloquio con Zelensky (presente cadavere Bergolii, cui ha dato le spalle con squisita educazione), al quale Macron non è stato ammesso. Trump o Trumpeldor?
Ora, «Trump/(eldor)(3)», per compiere il suo piano di diventare “l’unico dominatore mondiale”, dovrebbe abbattere la Russia, passando prima attraverso il crollo dell’Iran (il vero serio ostacolo che lo separa dall’aggressione alla Russia); poi con il petrolio iraniano, canadese, groenlandese e venezuelano nelle sue mani, potrebbe “affamare” o “strozzare” (da buon “bankster”) India e Cina … e il Nuovo Ordine Mondiale sarebbe fatto … ma la verità è la “conformità del pensiero umano alla realtà”; invece Trump da vero megalomane pensa di creare lui la realtà col suo pensiero. Il guaio è che mentre Cartesio lo diceva (“Cogito ergo sum”) ma non ci credeva, Trump ci crede veramente … La questione geopolitica iraniana oggi
La questione iraniana, oggi, non è quella di sapere (cosa per se stessa evidente) che l’Islàm è una religione incompatibile col Cristianesimo (negando esso la SS. Trinità e la Divinità di Cristo, ritenendolo solo un Profeta); anche se la religiosità più distante dal Cristianesimo è il Giudaismo postbiblico, che ritiene (molto più erroneamente dell’Islam) Cristo un impostore, che essendosi fatto Dio pur essendo un uomo e per di più malvagio, “merita la morte” (Mt., XXVI, 57 ss.). Nel corso della storia vi sono stati molti tentativi d’infiltrazione della Chiesa per cambiarla dal didentro; uno dei meno noti e dei relativamente vicini a noi è quello della fondazione dell’Università “Pro Deo” e del lancio della Messa-beat. Vediamo cosa siano stati. La Messa-beat e l’infiltrazione
americanista nella Chiesa-romana
tramite la Cia Il 3 aprile del 1969 venne promulgata la Nuova Messa di Paolo VI; mentre, le cosiddette Messe-beat risalgono già al 1966 (ossia, tre anni prima della promulgazione del NOM e non dopo di essa, come verrebbe spontaneo pensare). Le Messe-beat, dunque, nascono sùbito il Concilio Vaticano II, che si chiude l'8 dicembre 1965 e non dopo la nuova Messa del 1969. Ecco, quindi, nel 1965/66 le prime Messe-beat: la prima ufficiale (ce ne erano di già alcune “ufficiose”, più o meno clandestine) fu, celebrata il 27 marzo del 1966 a Roma, presso la Chiesa di Santa Maria in Vallicella (dove riposa il corpo di San Filippo Neri). Coloro che “animarono”, come si dice oggi, la Liturgia-beat, erano il maestro Marcello Giombini (1928-2003); con il paroliere Giuseppe Scoponi (1929-2017). Essi producevano canzonette vagamente religiose con un ritmo sfrenatamente beat, tipo carismatico/luterano; inoltre, il loro contenuto era ripieno di un sentimentalismo mieloso e appiccicoso, che dava fastidio all’intelletto ben ordinato e alla buona volontà rettamente finalizzata a Dio. Nel 1965, queste canzonette vagamente religiose accompagnate da un frenetico ritmo beat, vennero eseguite da un complessino musicale ye-ye di Ascoli Piceno (non di New York e neppure di Londra) e, poi, furono incise su dischi di canzoni “sacre” per animare le Messe-beat, perché come si diceva allora … “non è necessario vivere ma è necessario animare”. I grandi sponsor di queste Messe ye-ye furono un gesuita e un domenicano: il gesuita era il padre generale della Compagnia di Gesù: Pedro Arrupe e il domenicano era padre Gabriele Sinaldo Sinaldi, che insegnava all'università “Pro Deo”, che dopo si chiamerà “Lumsa” e che infine diventerà “Luis Guido Carli”. Padre Sinaldi era un cantore della Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma ed era assai conosciuto negli anni Sessanta, il suo amore per il canto lo portò a interessarsi alla musica beat e la musica pop/giovanile specialmente a partire dal 1966. Egli era amico e stretto collaboratore del confratello e padre domenicano Félix Morlion. Gabriele Sinaldo Sinaldi è stato una figura chiave dell’Università “Pro Deo”, egli era specializzato in “psicologia sociale” (era un influencer, che sapeva come cambiare e forgiare le opinioni delle masse). La maggiore sua notorietà è dovuta al fatto che abbia collaborato col maestro Marcello Giombini all’esordio ufficiale della prima Messa-beat (Messa dei giovani con musiche moderne, pop e yé-yé), come alternativa al canto gregoriano. Paolo VI il 7 febbraio 1968 (durante l’Udienza delle Commissioni Liturgiche Diocesane) definì le Messe-beat “iniziative ottime e da incoraggiare”. Il 6 agosto 1970 la CEI riconobbe “la piena validità delle Messe dei giovani (beat)”. Arrupe e Sinaldi, lanciarono (da veri teorici) Giuseppe Scoponi (1929-2017) e Marcello Giombini (1928-2003) per l’attuazione pratica della Messa-beat. Quindi, questi due parolieri e musichieri furono lanciati da due teologi (un gesuita e un domenicano). Ecco che, il 27 aprile 1966, a Roma (nella chiesa di Santa Maria in Vallicella), fu cantata e presentata al gran pubblico con tanto di televisione e di stampa, la prima Messa-beat … c'erano migliaia di persone. Attenzione! La Messa-beat non è un incidente di qualche prete scapestrato; anzi, essa è stata voluta dalle alte sfere vaticane passate al modernismo e anche dall’Intelligence statunitense, per rovinare la Chiesa romana. Sopra, abbiamo visto in azione il “quartetto Cetra”: i due teologi, il musichiere con il paroliere; ebbene, sono anch’essi ad aver influenzato e preparato la via alla liturgia del ’69: il Novus Ordo Missae di Montini e Bugnini. Quindi, pur con la Messa di San Pio V ancora in vigore, si facevano già le Messe-beat; a volte si facevano già in lingua vernacolare. Ora, ci verrebbe spontaneo pensare che la Messa-beat è venuta dall'America, dall'Inghilterra, come i Beatles, i capelloni e i cantanti o meglio “urlanti” ye-ye; invece no, la Messa-beat parte dall'Italia, parte da Roma, anzi da Ascoli Piceno e dall'Italia arriva all'estero, arriva sino in America; quindi, purtroppo siamo stati noi in Italia (con l’aiuto della Cia di Morlion) che abbiamo cambiato lo spirito liturgico e lo abbiamo esportato nel mondo intero. Nel 1968 ci fu il boom del movimento studentesco che fu anticipato dal movimento ye-ye liturgico di almeno 3 anni. Perciò, la rivoluzione è venuta prima che dagli studenti comunisti dai sacerdoti. Poi, fu la volta della famosa Università di Trento (che iniziò la rivoluzione studentesca già nel 1967), che era composta da comunisti e catto-progressisti; Mario Capanna era uno di questi. Essi erano - nella maggior parte - “cattolici-adulti” e proprio loro stessi hanno detto che leggevano (già nel 1965/67) i documenti del Vaticano II e in base a questi si sono formati le idee rivoluzionarie che poi esplosero nel maggio 1968 a Parigi. Liturgicamente tutto ciò si concretizzò nell’uso della lingua volgare anche al Canone della Messa, con l’altarino/tavolino coram populo, la comunione in piedi o anche sulle mani, cosa che poi è diventata ufficiale nel ‘69 con la Messa cosiddetta di Paolo VI. Padre Sinaldi insegnava nell'Università “Pro Deo”, che fu fondata, questo è importante, nel ’46; cioè, appena finita la guerra mondiale, da Padre Morlion, figura molto importante, che occorre studiare bene. L’Università “Pro Deo” fu un progetto della CIA e dell’O.S.S., vale a dire i servizi segreti militari americani; in questo gli Americani hanno spinto per primi gli Italiani, che hanno seguito. Padre Morlion arrivò in Sicilia con l'esercito americano nel ‘43, sbarcò in Trinacria, purtroppo l’invasione statunitense ha distrutto lo spirito dell'Europa e tra poco il più bello deve ancora venire. Padre Morlion arriva con l'esercito americano il 9 luglio ‘43, poi dal ‘43 al ’44 risale mezza Italia in direzione di Roma, il 4 giugno ‘44 gli Americani entrano a Roma; Morlion ci arrivò con una lettera di presentazione di Alcide De Gasperi e di Don Sturzo. Morlion era una persona molto importante; infatti, esperto di tecniche di guerra psicologica e di propaganda di massa, era un agente operativo dei servizi segreti militari americani O.S.S., col placet di Monsignor Montini fondò a Roma nel ‘46 “L'Università Internazionale di Studi Speciali” (LUISS), che poi divenne la “Luis” della Confindustria; la LUISS era chiamata anche “Pro Deo”, Morlion la fondò assieme a Vittorio Valletta che è diventato il direttore della Fiat al tempo di Giovanni Agnelli. Valletta, era un celebre massone, “pro diabolo et non pro Deo”. Costoro ebbero anche la protezione del ministro Mario Scelba, il famoso capo dei celerini anticomunisti. Ora, oggi la LUISS si chiama “Luis-Guido Carli”, ed è l’Università della Confindustria. Morlion divenne poi Presidente della “Pro Deo” (una carica onorifica) sino al ‘75, anno in cui morì e poi divenne capo effettivo e reale di quest’Università Guido Carli che è stato non solo ministro, ma anche il Presidente della Banca d'Italia: l'alta finanza, il comunismo, la massoneria, il modernismo, conditi con un pizzico di servizi segreti (naturalmente “deviati”, ma solo se scoperti) sono delle realtà apparentemente diverse ma che in realtà s’incrociano. Il problema dell’ora presente
Ora, proprio questo è il problema essenziale dell’ora presente; infatti, α) se l’Iran cadesse sotto i colpi di “Us/raele”, β) si andrebbe verso il Grande Israele (comprendente – non solo tutta la Palestina – ma anche l’Egitto, la Siria, il Libano, la Giordania; “dall’Atlantico a Israele passando per la Vecchia Europa”, come scriveva Marco Respinti), il che γ) sarebbe il trampolino di lancio verso il Mondialismo e la Globalizzazione dell’universo-mondo a guida unica israelo/americanista, perché “Us/raele” avrebbe la strada spianata per poter aggredire la Russia - via Caucaso e mar Caspio con il centro/Asia - ed essa dovrebbe probabilmente ricorrere all’atomica per difendersi. Inoltre, δ) anche la Cina ne risentirebbe, poiché “Us/raele” controllerebbe tutto il petrolio mondiale (Venezuela, Iran, Nigeria, Golfo persico …) e la strozzerebbero economicamente. Quindi, come si vede, il crollo dell’Iran è conditio sine qua non per arrivare al Nuovo Ordine Mondiale “usraelitico/unipolare”, mentre il multipolarismo (con tutti i suoi limiti e difetti) lascerebbe ai Cristiani maggior libertà di “manovra” … Propaganda filo americanista e
anti-iraniana
in ambiente cattolico integrale Purtroppo, una sottile propaganda filo americanista e sionista e anti-iraniana (dietro la quale non è difficile scorgere la manina del Mossad e della Cia) sta cercando d’infiltrarsi nell’unico grande campo rimasto integralmente cattolico, così che dopo aver infiltrato il Vaticano (con Bea e Jules Isaac: 1959/65) si passerebbe a infiltrare anche quella parte tuttora sana, che non ha accettato gli errori modernisti del Concilio Vaticano II per riportare la vittoria totale contro il Cattolicesimo romano. Conclusione
Per concludere, ci si chiede, se possa nascere da quest’ordine di cose, proprio dell’Americanismo, qualcosa di buono; anche se esso fosse corretto da “destra”, ossia, dalla “Trump-filosofia”? Certamente “Dio può trarre dei figli di Abramo anche dalle pietre” (Lc., III, 8; Mt., III, 9), essendo onnipotente; ma, normalmente Egli lascia agire le cause seconde, ossia l’essere umano, e poi interviene con la sua “Grazia, che presuppone la natura, non la distrugge ma la perfeziona” (S. Th., I, q. 1, a. 8, ad 2). Dopo aver esaminato la vita e la dottrina dei principali leader del movimento della “destra” americana filo-trumpista, che si definisce “neo-conservatorismo nazional americano/post-liberale”, mi sembra che sia molto difficile vedere nel Trumpismo o paleo/conservatorismo americanista una zattera di salvataggio per il povero mondo che sta andando a rotoli e che potrà essere restaurato solo dall’Onnipotenza divina, che tuttavia vuol servirsi anche delle cause seconde, nella misura in cui esse sono disposte a cooperare con la grazia di Dio. Infatti, quale stabilità potrebbe avere un movimento politico che non è ancorato su saldi princìpi filosofici (politico/economici) e teologici (dogmatici e morali). Sembrerebbe piuttosto una casa costruita sulla sabbia e non sulla roccia. Basterebbe studiare il piano di Trump per Gaza; inoltre, egli si è perfino vantato del fatto che suo genero Jared Kushner abbia convertito sua figlia al giudaismo lubavicher. La benefattrice o finanziatrice principale di Trump è Miriam Adelson, ultra miliardaria padrona di un impero di 35 miliardi di dollari. Sionista convinta. Ella ha donato a Trump per la sua ultima campagna elettorale più di cento milioni di dollari (cfr. The Times of Israel, 17 ottobre 2024). Anche J. D. Vance e Marco Rubio sono stati finanziati dalle lobby ebraiche statunitensi. Certamente con questi princìpi non si va lontano. NOTE 1 - LEONE XIII, Enciclica Immortale Dei, dell’1-11-1885. 2 - JACQUES MARITAIN, I diritti dell’uomo e la legge naturale, trad. it., Vita e Pensiero, Milano 1977, p. 24. 3 - Iosif Trumpeldor, nato in Russia nel 1880, morto a Tel Hai in Palestina nel 1920, è stato un militante sionista fondatore nel 1915 della Legione ebraica assieme a Jabotinskij ad Alessandria d’Egitto sotto la protezione della GB e inquadrata nell’Esercito britannico. Egli è considerato un eroe nazionale d’Israele. Fu seguace di Teodoro Herzl nel 1897, durante il Primo Congresso Sionista in Basilea. Nel 1912 si trasferì in Palestina allora ottomana, prese parte attiva ad azioni di guerriglia contro i Palestinesi in bassa Galilea. Nel 1913 conobbe Zeev Jabotinskij all’XI Congresso Sionista di Vienna. Nel 1920 rimase ucciso in uno scontro a fuoco contro gli Arabi a Tel Hai. |