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| STATI UNITI D’AMERICA E CATTOLICESIMO ROMANO UNA DOPPIA APPARTENENZA IMPOSSIBILE? Prima parte ![]() Introduzione
Il libro di Antony Chester Nel dicembre del 2019 Antony Chester (1) tenne un discorso (presso l’associazione culturale “Amici della Chesterton Society” del Maryland) intitolato The roots of Anti-Catholicism in the United States of America. Nel 2026 è stato ripreso, rivisto e ampliato in una traduzione italiana a cura di Roberto Manfredini (2) , presso l’Editore “Il Cerchio” di Rimini, sotto il titolo «“La mostruosa progenie di Babilonia la Grande”. Alle radici dell’anticattolicesimo americano». Il libro è un saggio storico/filosofico/teologico che studia le origini profonde del pregiudizio anticattolico/romano degli Stati Uniti d’America dal XVII secolo sino ad oggi. Il lavoro conta 91 pagine ed è corredato di 89 note, molto serie e precise che provano tutto quanto è stato scritto. Il lettore che volesse approfondire la questione può consultare il libro; infatti, per non appesantire troppo la narrazione non riporto le citazioni, rinviando al testo originale, tradotto e pubblicato da “Il Cerchio” di Rimini. Questo libro tratta - sed aliter et aliter - lo stesso tema che stiamo studiando riguardo al “Caso Morlion” & al “Caso Thiel”; ossia: “L’infiltrazione giudaico/massonica all’interno dell’ambiente ecclesiale”. Perciò, mi sembra opportuno affrontare il tema del “Complotto attuale della Sinagoga di Satana contro la Chiesa di Cristo” in vari articoli, che si accompagnano e si succedono, completandosi l’uno con l’altro. Il pericolo dell’ora presente è
l’Intelligence israeliano/statunitense
infiltrata in ambiente cattolico conservatore Oggi (2026) il “Cavallo di Troia” nell’ambiente cattolico fedele alla Tradizione apostolica (dogmatica, morale, esegetica, ascetica e liturgica) è il lavorio occulto 1°) non solo del Modernismo, della Massoneria, del Giudaismo talmudico (che sono i nemici di sempre), ma specialmente 2°) dell’Intelligence sionista & statunitense, che stanno portando avanti sin dal 1943, un complotto che è sfociato nella “Messa beat” (di Morlion, nel 1966), nel Concilio Vaticano II (del Bené Berith, di Roncalli e Montini, 1962/65), nel post/concilio “moderatamente progressista” (specialmente con Woytjla e Ratzinger), che ha toccato il vertice “radicalmente modernista” con Bergoglio e che dura purtroppo sostanzialmente identico, ancor oggi sotto Leone XIV, anche se vestito (esteriormente) in mozzetta “esteticamente conservatrice”, tanto cara all’«Ecclesia Dei adflicta». L’essenza degli Usa: l’antiromanità
Il Cattolicesimo è stato ed è ancor oggi percepito negli Usa come una “religiosità” o ideologia partitica straniera (romana o europea) essenzialmente anti/americana. Tale teoria nasce dal Puritanesimo anglosassone (di matrice giudaico/talmudica) e giunge sino alle recentissime polemiche anti/europee e anti/papiste di Donald Trump (aprile 2026), che purtroppo hanno fatto breccia anche nell’ambiente cattolico liturgicamente/conservatore. Se Prevost è modernista (e purtroppo lo è), Trump non è Carlo Magno (e purtroppo non lo è), anzi sarebbe piuttosto un “nuovo Ciro” questa volta filo/sionista, che non solo ha reso Gerusalemme capitale dello Stato d’Israele, annullando la sua internazionalità, ma sostiene la “spianata” di Gaza e la “spianata” della Spianata del Tempio o della Moschea di Omar sul Monte Moria, da parte dell’Esercito “più morale del mondo” (lo “Tsahal”), con l’aiuto del servizio segreto “più immacolato del mondo” (il Mossad) per la ricostruzione del Terzo Tempio, già tentata nel 362 dall’Imperatore Giuliano l’Apostata (cfr. G. RICCIOTTI, Giuliano l’Apostata, Milano, Mondadori, 1956). L’identità culturale degli Usa è stata costruita, in parte, anche sopra la demonizzazione del Cattolicesimo/romano, che sarebbe una religiosità straniera e intollerante o nemica della libertà assoluta (anche di fare il male) su cui riposano le fondamenta americane. Perciò, il Puritanesimo esclude per principio la doppia appartenenza di un cittadino statunitense agli Usa e alla Chiesa romana. Le fonti (storiche, religiose e politiche) su cui si è basato l’Autore sono serie e accuratamente citate. Il testo unisce felicemente un rigore accademico/scientifico assai notevole a uno stile facilmente comprensibile da tutti. Esso è una lettura molto utile in quest’epoca in cui gli Usa e il loro “padrino” (Israele) hanno aperto diversi fronti di guerre (Libano, Iraq, Siria, Libia, Russia, Palestina e Iran) che potrebbe infiammare il mondo (data la presenza degli Usa, della Russia e forse della Cina) e gettarlo nel vortice di un terzo conflitto nucleare mondiale, che renderebbe il mondo intero una landa per i trequarti deserta. Le radici dell’anticattolicesimo
statunitense: John Winthrop
John Winthrop nacque nel 1588 nel Suffolk in Inghilterra, dopo aver frequentato l’Università di Cambridge intraprese la carriera di avvocato. S’interessò fortemente di temi religiosi. Negli anni Venti del Seicento divenne uno dei maggiori protagonisti del movimento puritano, che avrebbe dovuto purificare la chiesa anglicana dai resti di Papismo che erano rimasti presenti in essa, giudicata troppo conservatrice dai Puritani, che erano Protestanti radicali. Indi, stando ancora in Inghilterra, venne eletto Governatore della Compagnia della “Baia del Massachusetts”, una società fondata per colonizzare la regione della Nuova Inghilterra (Usa) e nel 1630, salpò dall’isola di Wight, assieme a un gruppo di coloni puritani verso l’America a bordo della nave “Arbella”, ove non appena giunto fondò concretamente la colonia (Baia del Massachusetts), che aveva solamente progettato, stando ancora in Inghilterra (ANTONY CHESTER, “La mostruosa progenie di Babilonia la Grande”. Alle radici dell’anticattolicesimo americano, Rimini, Il Cerchio, 2026, p. 5). Divenuto effettivamente Governatore della colonia che aveva fondato, la diresse per vari anni basandosi sui princìpi del Puritanesimo. Fu anche uno dei principali redattori della Costituzione della colonia (nel 1630), che si basava su una forma di governo democratica, limitando tuttavia il diritto di voto ai soli Puritani (la classica democrazia americana), punendo, perseguitando ed espellendo i dissidenti religiosi: come si vede, la democrazia americana è sempre stata molto “esclusivista in nome dell’«inclusivismo»” (p. 8), concetto tipicamente massonico, su cui insiste molto il Gran Maestro Giuliano Di Bernardo (Filosofia della Massoneria, Venezia, Marsilio, II ed., 2016). Morì a Boston nel 1649, dopo aver elaborato la tesi della “libertà religiosa”, ma letta alla luce della propaganda anticattolica dei primi coloni della Nuova Inghilterra. Gli Usa: la Patria della “Libertà
religiosa” …
Questa “libertà religiosa”, tuttavia, non riguardava nemmeno tutti i Protestanti; infatti, i Quaccheri, i Battisti e naturalmente gli Amerindi (che avevano il torto di essere nati in Nordamerica, proprio come i Palestinesi di oggi che hanno il gravissimo torto di essere nati in … Palestina, il che disturba moltissimo Israele) non ne potevano godere e spesso furono perseguitati per le loro idee difformi dal Puritanesimo, anche se esse erano di origine protestante. In ogni caso lo spirito di “crociata” anticattolica era l’essenza del Puritanesimo, da cui nasceva anche l’intolleranza verso le altre confessioni protestanti. Insomma: “L’opposizione al Cattolicesimo fu la prima ragione per cui i Calvinisti inglesi salparono per il Nordamerica tra il 1620 e il 1630. Tra di essi c’era Winthrop, che scagliò i suoi compagni di viaggio nella crociata contro il Regno dell’Anticristo [la Chiesa romana, ndr] che i Papisti e particolarmente i Gesuiti avrebbero voluto costruire oltreoceano” (p. 7). La famosa “Città sulla collina” (o “chiesa spirituale”) che sarebbe stata costruita dai Puritani era fondata soprattutto sull’esclusione di ogni dissidente anche luterano da essa e soprattutto dei Cattolici o Papisti. La scala che Winthrop aveva stabilito era la seguente: 1°) eliminare i “Romani”, ossia i “Papisti”; 2°) convertire gli Amerindi o Indiani d’America, che altrimenti sarebbero stati sterminati (proprio come i Gazavi, che non possono convertirsi, perché non son nati ebrei); infatti, su 5 milioni e 300 mila Indiani d’America o Amerindi, che erano presenti nell’America del nord prima del 1620/30, ne rimasero solo 300 mila, essendone stati sterminati realmente e fisicamente 5 milioni (non sei, per carità … sarebbe “antiscemitismo”). Purtroppo in alcuni ambienti detti impropriamente “tradizionalisti”, ma che in realtà sono piuttosto neoconservatori americanisti, che lottano contro il neo/modernismo si è introdotta questa terminologia tipicamente puritana, usando in maniera dispregiativa i termini: “Romani”, “Papisti” per indicare invece i Modernisti, che sono essenzialmente anti/romani e anti/papisti. Insomma: “Roma ladrona!”; “Lontani da Roma!”; “Roma è la Gran Prostituta o Babilonia la Grande!”, questa è la natura del Luteranesimo calvinista e puritano, che spinto dal Giudaismo talmudico vuole la rivincita per lo scacco subìto a Gerusalemme (Tempio compreso) nel 70 ad opera di Roma antica, continuata e perfezionata (come “la Grazia perfeziona la natura”, cfr. S. Th., I, q. 1, a. 8 ad 2um) dalla Roma cristiana, irrorata dal sangue di san Pietro e Paolo e di tantissimi altri martiri. Perciò, quando sentite parlare con disprezzo di Roma e del Vaticano (il colle dove è morto crocefisso a testa in giù san Pietro, vicario di Cristo e ove riposano le sue ossa) immancabilmente c’è odore di Giudaismo talmudico, che manovra il Puritanesimo e la Massoneria per distruggere (se fosse mai possibile) la Chiesa di Cristo, che è romana, della Roma di Pietro e non della “seconda Roma” (bizantina) o della “terza Roma” (russa). Giudaismo talmudico e Americanismo
Il nemico numero uno del Giudaismo talmudico è Cristo e siccome è risorto e non possono crocifiggerlo una seconda volta (altrimenti lo farebbero con piacere, come fanno con i bambini di Gaza), allora odiano e cercano di mettere in croce la Chiesa, il suo Capo, il successore di Pietro e Vicario di Gesù e i Cristiani (che sono “alter Christus”). I Padri Pellegrini che salparono dall’isola di With nel 1620/30 non avevano la volontà principale di diventare americani, ma soprattutto antipapisti, antiromani (p. 9). Più di Lutero e di Enrico VIII. Fu così che il Nordamerica fu costruito sulla base dell’odio parossistico (teologico e metafisico) di Roma e del Cattolicesimo. Inoltre i Puritani si considerano (come il loro avi: i Farisei) i “più Puri dei Puri”. Essi proibirono la celebrazione del Natale e della Pasqua (… ma allora, sono Ebrei o Protestanti? Sunt idem!), che erano considerate “tradizioni pagane” (p. 11). Rivoluzione inglese, americana e francese:
la stessa sostanza con accidenti diversi Tuttavia non bisogna dimenticare che già nel 1689 in Inghilterra Guglielmo III aveva escluso totalmente i Cattolici dalla vita pubblica britannica (Ivi). Non è solo la Rivoluzione francese del 1789 ad essere “rivoluzionaria” (con buona pace dei teocon angloamericani), ma la “Rivoluzione conservatrice” britannica, sia la prima: del 1642, sia la seconda: del 1688, (tanto care a Edmund Burke † 1797 e a Russel Kirk † 1994) e anche quella americana di George Washington, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin e John Adams (1765/1783). fine della prima parte NOTE 1 - Antony Chester è un saggista specializzatosi nella storia del Nordamerica e delle radici religiose degli Usa. Egli conosce soprattutto il Puritanesimo angloamericano e i suoi effetti - anche a lungo termine - sulla politica nordamericana. Il motivo conduttore dei suoi studi è come il concetto di libertà assoluta, soggettiva e relativista (luterana, liberale e liberista) abbia favorito l’anticattolicesimo statunitense e abbia emarginato i Cattolici dalla vita sociale, politica, economica e culturale degli Usa. Il suo metodo è ben documentato; egli, infatti, sa ben collegare gli eventi del passato storico (polemiche teologiche luterano/cattoliche del XVII secolo) con gli avvenimenti politici, bellici ed economici della società contemporanea. Inoltre, cerca di evitare la sua presenza pubblicizzata sui social media. Infine, possiede una solida base accademica circa il mondo della teologia cristiana (cattolica e protestante). 2 - Roberto Manfredini è uno storico delle idee politiche e religiose del mondo atlantico ed europeo. Ha scandagliato i vari pregiudizi, specialmente protestanti, sul Cattolicesimo. Secondo lui, l’anticattolicesimo luteraneggiante degli Usa è indispensabile per capire meglio le dinamiche sociali, economiche, geopolitiche e belliche attuali, che serpeggiano nel mondo intero e specialmente oggi nella “vecchia Europa”, nel Vicino e Medio Oriente e in Russia, aggrediti frontalmente dal Giudeo/americanismo. |