STATI UNITI D’AMERICA

E CATTOLICESIMO ROMANO

UNA DOPPIA APPARTENENZA IMPOSSIBILE?


Seconda parte



di  Don Curzio Nitoglia

Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte


Gli articoli dell'Autore sono reperibili sul suo sito
https://doncurzionitoglia.wordpress.com/






Puritani arrivati in America




Le “settarelle” puritane


Avendo rotto l’unione con Roma, il Puritanesimo si frazionò a sua volta. Infatti, nacquero sin dal XVII nell’Inghilterra numerose chiesuole o “settarelle” puritane di sapore esoterico.

Infatti, in GB apparvero i “Filadelfiani”, una setta esoterica o gnostico/iniziatica creata a Londra dai seguaci dell’esoterista luterano tedesco Jakob Bohme, essa aveva un’impronta marcatamente panteistica.

Poi c’erano i “Seguaci della Quinta Monarchia”, che erano millenaristi e antinomisti, i quali si prefiggevano di conseguire la salvezza mediante il peccato o la violazione della Legge naturale e divina (anti = contro/nomé = Legge naturale o divina), affrettando così la Parusia. Essi erano fondamentalmente anarchici, in quanto avversavano ogni potere civile e religioso.

Infine i “Muggletoniani”, che non solo erano millenaristi spinti, ma credevano che Dio avesse un corpo, che le anime non fossero immortali.

Winthrop mantenne sempre un forte attaccamento alla sua madrepatria (GB), ed era convinto che un vero Protestante non potesse non essere inglese; perciò, vagheggiava la “purificazione” della chiesa anglicana.
Tuttavia, tra i Calvinisti, vi fu un secondo ramo, che si distaccò da Winthrop, i quali rifiutarono ogni concetto di “Chiesa” come società aderendo a un vago e sentimentalistico “Governo Spirituale del Signore”.

Dal Calvinismo puritano nacque una sorta di “Proto/liberalismo” individualistico, che non solo definiva il Papa come l’Anticristo, ma sostituiva il ruolo del Vicario di Cristo (impersonato da Pietro e dai suoi successori) con la “Sacra Scriptura, vicaria Christi”. Essa avrebbe condotto gli uomini al possesso del “Governo Spirituale del Signore”.



Americanismo contro Romanità: anche oggi

Anche ai nostri giorni questo sentimento ferocemente antiromano si è fatto sentire in America del Nord, sostenendo (negli anni Novante del XX secolo) che il Cattolicesimo era incompatibile con la democrazia americana; poiché era una religione “straniera” (romana e non americana), che obbediva al Papa di Roma piuttosto che al Presidente degli Usa.

Addirittura un drammaturgo (Tony Kushner) sul quotidiano Nation nel 1998 definì Giovanni Paolo II “un bugiardo assassino, che puntava la pistola alla testa dei gay”; rifacendosi alla cultura britannica si arriva spesso a descrivere il cattolico o “l’italianizzato come un diavolo incarnato”, in cui l’Italia era presentata come la prima rappresentante (più dell’Irlanda, della Spagna, della Polonia) della “perversione mediterranea”, alla “razza latina”.

Questo bagaglio culturale puritano fu traghettato dai Padri Pellegrini dall’Inghilterra negli Stati Uniti d’America, “a mare usque ad marem”.
Essi, perciò, si opposero ferocemente all’immigrazione degli europei (soprattutto italiani, irlandesi, spagnoli, portoghesi e tedeschi/cattolici) che dal 1850 al 1920 era composta nella maggior parte da cattolici romani.  Come pure molti migranti latinoamericani e asiatici degli ultimi anni del Novecento sono cattolici.

Da qui nacque il piano della Cia d’infiltrare la Chiesa romana per distruggerla dal didentro (come hanno fatto anche i Modernisti) altrimenti l’America del nord, per la bomba demografica cattolica, sarebbe diventata papista, come era successo a Ginevra (la Roma protestante) negli anni Cinquanta/Sessanta.
Il piano dell’Intelligence portò a inviare agenti della Cia diventati sacerdoti in Italia e a Roma ove lavorarono assieme ai Modernisti e Democristiani (Giulio Andreotti, Alcide De Gasperi e Giovanni Battista Montini) a modernizzare la Chiesa, arrivando alla Messa beat (1966), al Concilio Vaticano II (1962/65) alla nuova Messa montiniana (1969). Cfr. LUIGI MONTUORI, Padre Felix A. Morlion e il servizio segreto vaticano Pro Deo, Chieti, Solfanelli, 2023; MARIO CALIGIURI, Il Vaticano e l’Intelligence, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2026.

L’Americanismo - come si può vedere (ANTONY CHESTER, “La mostruosa progenie di Babilonia la Grande”. Alle radici dell’anticattolicesimo americano, Rimini, Il Cerchio, 2026) - è consustanziale all’infiltrazione giudaico/massonica nell’ambiente vaticano (MAURICE PINAY, Complotto contro la Chiesa, Roma, 1962; II ed. Proceno, Effedieffe, 2015; cfr. “Il caso Morlion”, su questo sito); alla preponderanza ebraica nella nuova élite tecnocratica (cfr. TIZIANA ALTERIO, Padroni nell’ombra. La nuova élite ebraica che governa il mondo. Chi sono e come operano, stampato in proprio, 2025; cfr. “Il caso Peter Thiel. Dal Palantir alla Messa tradizionale insultata”, su questo sito).



Il Cattolicesimo: la prima “religione straniera” infiltratasi negli Usa

Insomma, l’Amministrazione statunitense ha sempre visto nel Cattolicesimo la prima “religione straniera” infiltratasi negli Usa. Perciò era necessario reagire e neutralizzarla, tramite l’infiltrazione e l’americanizzazione del vaticano, che oggi si cerca di trasbordare anche negli ambienti cattolici tradizionali, che non hanno accettato l’aggiornamento del Vaticano II (v. Peter Thiel a Roma, 15 marzo 2026).

Insomma il Cattolicesimo poiché legato soprattutto a un Monarca “assoluto” di un Paese straniero (il Papa di Roma) andava combattuto, non con la persecuzione che lo avrebbe solo rinforzato; infatti, il martirio rafforza la Chiesa e i Cristiani, ma con la corruzione morale, l’infiltrazione dottrinale che lo erodono dal didentro, come un tarlo pian-piano, segretamente e silenziosamente, distrugge la sostanza di un mobile lasciandone solo le apparenze che prima o poi crolleranno anch’esse.
È quello che è successo in Vaticano dal novembre 1958 e dura ancor oggi; è ciò che si vorrebbe operare anche nell’ambiente che non ha piegato il ginocchio al “culto dell’uomo”, che è la dottrina che permea l’insieme (dogmatico, morale, ascetico, esegetico e liturgico) della nuova religiosità del Vaticano II aggiornato alla Modernità (da Cartesio a Hegel) e al Nichilismo filosofico o Postmodernità (da Marx/Nietzsche alla Scuola di Francoforte/Strutturalismo francese del 1968).

Insomma, solo i WASP sono la razza pura o eletta (come i sionisti); mentre i latini o mediterranei sarebbero una sotto/razza, una specie di sotto/uomini, dominati dal Papa di Roma, la capitale dell’Anticristo. 

Lo storico Ray Allen Billington ha scritto: «L’odio verso i Cattolici e gli stranieri era coltivato alacremente negli Usa per di più di due secoli, prima ancora di assumere una forma politica ben definita con la nascita dei movimenti “nativisti” e della setta segreta “Know Nothing” o “American Party” degli anni ‘40 e ’50 dell’Ottocento» (The Protestant Crusade, 1800-1860.a Study of the Origins of American Nativism, Macmillan, New York, 1938, p. 4).
Il minimo comun denominatore che accomuna tutte le chiesuole protestanti (calviniste o anglicane) è l’odio verso Roma, definita da Lutero la “Prostituta del diavolo”.

Billington aggiunge: “I coloni che giunsero in America, portarono con sé dall’Inghilterra, la medesima atmosfera d’intolleranza e di odio verso il Papismo” (Ibid., p. 5).

L’immigrazione degli Europei, soprattutto cattolici, nella seconda metà dell’Ottocento in America, fece divampare l’incendio della persecuzione fisica, che covava già dal 1620 sotto le ceneri dell’odio teologico verso Roma e il Papismo.
Infatti nel XIX secolo i Cattolici in America passarono da 70mila a 700mila unità (1) e ciò fece rinascere de facto la “Crociata protestante” che era sempre stata presente in America almeno de iure o dottrinalmente; infatti, il Puritanesimo calvinista americano e l’Unitarismo negavano la divinità di Cristo e la Trinità delle Persone nell’Unità della Natura divina; ossia, il Cristianesimo. Perciò, il “Protestantesimo” statunitense non ha nulla di cristiano, ma è una forma americanizzata di Giudaismo talmudico (cfr. C. NITOGLIA, Giudeo/Americanismo, Proceno, Effedieffe, 2020).



Il “Latifondismo assenteista” nel XIX secolo

È interessante notare come la Rivoluzione protestante anglicana nel XIX secolo abbia affamato l’Irlanda cattolica con il cosiddetto Latifondismo assenteista in cui le enormi proprietà agricole o latifondi venivano detenute esclusivamente da proprietari inglesi e protestanti, che non vivevano in Irlanda ma in GB. Essi perciò erano chiamati “Latifondisti Assenteisti” , che approfittavano dello sfruttamento della mano d’opera dei contadini irlandesi, provocando un costante flusso o emorragia di denaro irlandese verso la GB.

Un’analoga situazione si è riprodotta nell’America Latina a svantaggio dei Latini o Cattolici Romani e a tutto vantaggio dell’America del Nord e dei WASP.
Non a caso i teorici del Latifondismo americanista in America Latina, parlano solo di due Concupiscenze: “Orgoglio e Sensualità”, omettendo “l’Avarizia” di cui invece parla esplicitamente l’Apostolo san Giovanni nella sua Prima Epistola (II, 16).

Questo argomento lo tratterò nell’«Appendice» che segue.



«APPENDICE»

IL “LATIFONDISMO ASSENTEISTA” ODIERNO
COME TRAMPOLINO DI LANCIO VERSO IL “GIUDEO/AMERICANISMO”


Introduzione

Nelle puntate precedenti ho descritto in breve come non sia corretto ridurre alla sola Massoneria l’agente principale della ‘Sovversione’ (tralasciando il Giudaismo post-biblico, che ha perseguitato Gesù, gli Apostoli ed i primi cristiani).

In questo capitolo spiego che è parimenti inesatto ridurre i motori della Sovversione personale a due soltanto: “Orgoglio e Sensualità” (come fa il “Latifondismo assenteista” anglo/americano, che ha le sue propaggini anche nell’America Latina e specialmente in Brasile.


Le Concupiscenze secondo la divina Rivelazione sono tre e non solo due

Infatti, la S. Scrittura ci parla anche di un terzo motore: l’Avarizia e la vana curiosità, che è l’attaccamento disordinato ai beni terreni e il frivolo desiderio di sapere ciò che avviene nel mondo (“Concupiscenza degli occhi”).
“L’a-Giudaismo” e “l’a-Avarizia” (alfa privativo) sono le due deficienze del “Latifondismo assenteista” e del libro “Rivoluzione e Controrivoluzione” di PLINIO CORREA D’OLIVEIRA (San Paolo del Brasile, 1949).

Di qui la necessità di approfondire i temi dei rapporti tra Giudaismo e Massoneria, della natura della Massoneria anglosassone e americana, del ruolo preminente che gioca l’Avarizia nella Sovversione individuale e sociale, del Materialismo Liberale/teo-conservatore filo-calvinista.

Secondo la dottrina cattolica (definita ‘di Fede divina’ ed infallibilmente dal Concilio di Trento, sessione 5, DB 788, 792 e 815 ss.) il Peccato originale di Adamo ha lasciato nell’uomo la privazione della Grazia santificante, l’offuscamento dello spirito e lo sconvolgimento dell’armonia del suo essere, facendogli sperimentare la ribellione dei sensi contro lo spirito e l’insubordinazione dello spirito verso Dio (cfr. S. Th., II-II, qq. 164-165). Il Fomite del peccato o l’inclinazione disordinata al male non è invincibile e peccaminosa in sé; lo diviene solo se la libera volontà umana la fa passare dalla potenza all’atto del peccato.

In breve, la concupiscenza non è peccato, ma inclina ad esso (cfr. Concilio di Trento, DB 792; S. Th., I-II, q. 82, a. 2). Ora, le Concupiscenze sono tre secondo la Rivelazione (1a Jo., II, 16): “Tutto ciò che è nel mondo, la Concupiscenza della carne, Concupiscenza degli occhi e la Superbia della vita, non viene dal Padre”. Esse non sono soltanto due come potrebbe far intendere “Rivoluzione e Controrivoluzione” di Plinio Correa De Oliveira e il “Latifondismo assenteista”.

La “Concupiscenza degli occhi” tende a fare delle ricchezze e delle vanità di questa vita il Fine ultimo. La triplice Concupiscenza è la fonte del male e della sovversione personale; da essa hanno origine i sette Vizi capitali; ossia, le cattive tendenze che ci spingono al peccato attuale e sono “capo” o fonte di innumerevoli disordini.

Se dalla Concupiscenza della Superbia nascono tre Vizi capitali (orgoglio, invidia e collera) e dalla Concupiscenza della Sensualità nascono altri tre Vizi capitali (lussuria, golosità e pigrizia), non bisogna dimenticare che dalla Concupiscenza degli Occhi (avarizia e curiosità) nasce l’attaccamento disordinato a questa vita come se fosse quella eterna (S. Th., I-II, q. 84, aa. 3-4; De Malo, q. 8, a. 1): essa tende a farci scambiare il mezzo per il fine (S. Th., II-II, q. 118; De Malo, q. 113), è una specie d’idolatria, è “il culto del Vitello d’Oro; non si vive più che per il denaro. Non si dà nulla o quasi nulla ai poveri e alle opere buone: capitalizzare, ecco lo scopo supremo a cui incessantemente si mira. […]. La civiltà moderna ha sviluppato una forma parossistica dell’amore insaziabile delle ricchezze, la plutocrazia, per acquistare quell’autorità dominatrice che viene dalle ricchezze, onde comanda ai Sovrani, ai Governi e ai popoli. Questa signoria dell’oro degenera spesso in intollerabile tirannia” (ADOLFO TANQUEREY, Compendio di Teologia Ascetica e Mistica, Roma-Parigi, Desclée, 1924, pp. 556-557).


La Giudeo/Massoneria

L’errore, che mutila la fonte della “Sovversione personale”, lo si ritrova - come ho anticipato sopra - in PLINIO CORREA D’OLIVEIRA (Rivoluzione e Controrivoluzione, San Paolo del Brasile, 1949, tr. it. Piacenza, Cristianità, 1977) assieme alla mutilazione del motore della “Sovversione sociale”, in quanto esclude il Giudaismo talmudico per parlare solo en passant di Massoneria (2). 

Non a caso alcuni teo-conservatori italo-americanisti si rifanno a quest’opera del pensatore brasiliano succitato per spostare e deformare la ‘Restaurazione’ dell’ordine personale, familiare e sociale dal piano filosofico, spirituale e politico a quello crematistico o affaristico e plutocratico-latifondistico assenteista. 

Cerchiamo adesso di affrontare il problema dell’approfondimento dei temi brevemente accennati sopra, ossia: 1°) non solo la Massoneria opera la Rivoluzione, ma anche e soprattutto il Giudaismo, che ha crocifisso Gesù e continua a perseguitare la sua Chiesa; 2°) inoltre, la Massoneria anglo-americana è intrinsecamente perversa, come ha dimostrato non solo Leone XIII nella sua Enciclica Humanum genus (1884), ma - ultimamente - persino la “Conferenza Episcopale Tedesca”. Perciò, la teoria della distinzione tra Massoneria cattiva (latina) e buona (anglo-americana) è da rigettarsi; 3°) infine, non voler citare l’Avarizia come fonte interna di Rivoluzione è in sé teologicamente inesatto e ci sembra una conseguenza logica della dottrina liberista del teo-conservatorismo, diametralmente incompatibile col cattolicesimo.



fine della seconda parte

 


NOTE

1 - L’Europa dell’Ottocento era attraversata dai sommovimenti della Rivoluzione industriale (1760-1870-1900), della Rivoluzione napoleonica (1799-1815), dalla Restaurazione (1815-1848) e dai successivi moti rivoluzionari del ’48, che portarono alla Breccia di Porta Pia (XX settembre 1870), la quale aprì le porte alla Prima Guerra Mondiale (1914-18) per abbattere l’Impero Austro/Ungarico, quale antemurale della Chiesa romana, come prodromo della Seconda (1939-45), che segna la fine dell’Europa come civiltà civilizzante.  
2 - A quest’obiezione i militanti della TFP rispondono che Plinio Correa d’Oliveira ha scritto addirittura un articolo sul problema giudaico …, senza vergognarsi di aggiungere che egli è stato così prolifico tanto da scrivere circa un milione di articoli. Quindi, il Giudaismo rappresenta un milionesimo della produzione pliniana: formidabile, veramente notevole …



 
maggio 2026
AL SOMMARIO ARTICOLI DIVERSI